Amore e omofobia, presentato il 27° TOgay

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Apre il 19 aprile la cine-babele torinese di "Da Sodoma a Hollywood" con la commedia belga/olandese "Tempo da risparmiare". 140 titoli per un'edizione romantica e politica. Ospite Matthew...

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L’atto di amare e il suo contrario, l’odio omofobico, saranno al centro del 27° Torino GLBT Film Festival "Da Sodoma a Hollywood", in programma dal 19 al 25 aprile, presentato questa mattina alla Mole Antonelliana con una nuova, ironica sigla ideata dai ragazzi dell’Istituto Europeo di Design. "Un festival in grado di trasformare una condizione di vita in un progetto culturale" come ha ricordato Ugo Perone, assessore alla Cultura della Provincia di Torino.

"Apriamo e chiudiamo con due commedie – spiega il coordinatore dei curatori Fabio Bo – e nel concorso ci sono due linee di tendenza: le storie d’amore e l’impegno politico". Si inaugurano infatti le danze giovedì 19 presso la sala 6 dell’UCI Cinemas Lingotto (le altre proiezioni si svolgeranno presso la Multisala Cinema Massimo) con la coproduzione belga/olandese Alle tijd ("Tempo da risparmiare") di Job Gosschalk, un’"agrodolce commedia degli errori" che ruota intorno al quarantenne Marteen, sua sorella di vent’anni più giovane, Molly, il suo fidanzato egocentrico con cui va a vivere e il fascinoso Arthur di cui Marteen si invaghisce. Si chiude con la commedia farsesca Let My People Go! di Mikael Buch con Carmen Maura nel ruolo della madre del protagonista Ruben (Nicolas Maury) di ritorno nell’omofoba famiglia ebrea in Francia dopo la rottura col fidanzato finlandese. Insieme col regista, firma la sceneggiatura Christophe Honoré (‘Les bien-aimés’).

Tra i dieci titoli dei lungometraggi in concorso in cui gli Stati Uniti fanno la parte del Leone con quattro film (e dei 140 film quasi uno su quattro batte bandiera USA), spicca l’anteprima mondiale del cubano Verde Verde dell’ottantenne Enrique Pineda Barnet, un melò onirico che omaggia Querelle e primo film a tematica gay prodotto a Cuba dopo Fragola e Cioccolato. Desterà interesse il curioso Parada di Srdjan Dragojevic, commedia balcanica alla Kusturica sullo sfondo del Pride di Belgrado per l’organizzazione del quale s’incontrano un gangster omofobo e un veterinario gay. Da non perdere infine l’anteprima europea di The Perfect Family diretto da Anne Renton con una ritrovata Kathleen Turner nei panni di una mamma ipercattolica (ma i titoli da battere restano il favoritissimo e splendido Beauty di Oliver Hermanus già Queer Palm – uscirà in dvd tra settembre/ottobre – e il Teddy Award intimista Keep the Lights On di Ira Sachs).

Nella sezione babelica Binari, interessante cine-osservatorio traversale queer, segnatevi il turco Zenne di Alper e Binay sul tema dell’omofobia che compromette l’amore tra un fotografo tedesco e un ballerino di danza del ventre, l’action movie My Brother the Devil ambientato nella comunità arabo-britannica nonché l’acclamata love story inglese Weekend di Andrew Haigh .

Per le ragazze torna la sezione Lesbian Romance, come ha spiegato la curatrice Silvia Novelli: "Si ispira al romanzo sentimentale. Sono sette lungometraggi tra cui due opere prime". Imperdibile il sulfureo lesbo-punk-rock Bye Bye Blondie di Virginie Despentes con Béatrice Dalle e Emmanuelle Béart ex amanti ritrovate.

Due i focus di quest’edizione: "L’ultimo tabù, le nostre olimpiadi" su sport e omosessualità, curato dal giornalista Paolo Colombo, e "Gay in pantofole" dedicato a doc sulla terza età. Ai più giovani è invece riservato "Forever Young, gli amori immaginari" sull’"omosessualità più cangiante", quella dello sbocciare degli anni, come ha ricordato il curatore Salvo Cutaia, con titoli, tra gli altri, di Alexis Dos Santos e Bertrand Bonello. Non mancheranno due omaggi a Giò Stajano e a Werner Schroeter, scomparsi recentemente.

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Fari puntati sull’anteprima europea in collaborazione con TorinoDanza della versione in 3D diretta da Ross McGibbon de Il lago dei cigni in versione maschile del coreografo Matthew Bourne che sarà ospite del festival e dialogherà col pubblico al Teatro Vittoria domenica 22 aprile.

Nove i titoli italiani tra cui il doc trans in concorso Le coccinelle di Emanuela Pirelli e il cortometraggio Il mondo sopra la testa di Peter Marcias. Nel ventennale della scomparsa del suo compagno di vita e lavoro Ottavio Mai, il direttore Giovanni Minerba presenta così il festival: "Noi portiamo verso il nostro pubblico un amore di anni. Un amore di minoranza, un amore che osa finalmente dire il suo nome e chiede di essere riconosciuto, tutelato, legittimato e protetto come tale, come qualunque altro amore. […] Vogliamo darvi speranza, fiducia, asilo. Non possiamo darvi umorismo, questo Festival manca di ironia, la grande latitante di questo momento storico. Ma è pieno del nostro amore per voi, del mio per Ottavio".

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