Angelina, dopo “Changeling” aspetta il settimo baby Pitt

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La signora Pitt, secondo "In Touch", aspetterebbe l'ennesimo figlio. Intanto è al cinema nel solido dramma "Changeling" di Eastwood. Brava, ma non commuove. Splendide le scenografie e i...

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Ormai la famiglia Pitt sta diventando una sorta di nursery internazionale: secondo il settimanale ‘In Touch’, la superstar Angelina Jolie sarebbe di nuovo incinta, a soli quattro mesi dalla nascita dei due gemelli, e avrebbe comunicato il lieto evento ai suoi produttori. Brad, però, non sarebbe così entusiasta del settimo figlio, visto che, sempre secondo ‘In Touch’, la notizia non è stata accolta accolta da lui con gioia definendola ‘un tormento’. Forse l’ennesima gravidanza era nell’aria, visto che Angelina ha annunciato di volersi ritirare per un po’ dai set cinematografici per dedicarsi interamente alla famiglia in rapida espansione.

Nel frattempo possiamo gustarci lady Pitt nel nuovo film di Clint Eastwood, "Changeling" (significa ‘bimbo sostituito attraverso un rapimento’), un solido, classico, potente dramma hollywoodiano ispirato alla vera storia di Christine Collins, impiegata negli Anni Venti in una compagnia telefonica di Los Angeles, a cui viene rapito il figlioletto Walter mentre è a casa da solo durante una sostituzione lavorativa della madre. Quando la polizia corrotta le riconsegna un bambino che non è il suo ma afferma di chiamarsi come suo figlio, Christine cerca l’aiuto del reverendo Briegleb (John Malkovich, strapazzato e un po’ opaco) ma viene creduta pazza e internata in un ospedale psichiatrico.

Indubbiamente la Jolie si cala in un ruolo fortemente sentito – ha dichiarato che la sua paura peggiore in assoluto è proprio perdere uno dei suoi numerosi figli – ma forse il suo status di signora Pitt e diva top crea una certa distanza nello spettatore che non riesce davvero a commuoversi per la vicenda e apprezza di più la sua costante eleganza sopraffina, le bellissime cloche di cui ha rilanciato una moda dell’ultim’ora, i completini tono su tono arricchiti da splendide spille. E anche quando si immerge negli abissi dell’istituzione psichiatrica ricorda forse troppo il suo personaggio in "Ragazze interrotte" che le valse l’Oscar – sarà ancora nomination? – per crederle davvero e appassionarsi con tutto il cuore alle sue strazianti vicende.

Ma la limpida regia di un grande come Eastwood è assoluta garanzia di qualità, e la ricostruzione della Los Angeles degli anni ’20 è accurata e sontuosa. Dove il film funziona meno, però – ed è lo stesso difetto dell’unico film gay di Eastwood, "Mezzanotte nel giardino del bene e del male" – è nella parte processuale finale, dove il ritmo si allenta e qualche sforbiciatina avrebbe giovato (il film dura 141 minuti). Resta inoltre solo abbozzato, nella sua crudeltà mefistofelica, il personaggio del serial killer pedofilo, il cui mancato approfondimento psicologico lo consegna alla schiera un po’ stereotipata dei ‘criminali assoluti’ che spesso al cinema rappresentano però una semplificazione eccessiva dell’esercizio del male.

Ma "Changeling" resta un buon film da vedere, e il veterano Eastwood – che a Cannes, all’alba delle sue settantotto primavere, ha vinto un premio speciale ex-aequo con Catherine Deneuve – è già in uscita americana con la sua nuova opera, ‘Gran Torino’, incentrata su un veterano della guerra di Corea a cui l’assassino del nipote ruba un amato modello Ford che dà il titolo al film.

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