Argentero racconta i capolavori gay in edicola con “Ciak”

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Dal 27 marzo, col mensile di cinema della Mondadori, è abbinato ogni settimana un grande film queer d'autore. Luca Argentero, nuovamente gay in 'Diverso da chi?', è il...

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Ecco la collana che non dovrebbe mancare nella videoteca di un cinefilo gay: dal 27 marzo, per sette settimane, saranno abbinati al consueto numero mensile di Ciak (Mondadori), altrettanti capolavori del cinema queer in dvd, uno a settimana. Ogni titolo costerà solo 9.90 euro in più rispetto al prezzo di copertina. «Opere che coniugano al coraggio della scelta dei contenuti, spettacolarità, emozioni e una regia d’autore», spiegano in redazione, e dalla scelta dei titoli si può riconoscere che la qualità non manca.

Testimonial d’eccezione dell’iniziativa, l’attore torinese Luca Argentero che sarà nuovamente gay, dopo l’ozpetekiano Saturno Contro, nella commedia Diverso da chi di Umberto Carteni in uscita il 20 marzo dove interpreta il ruolo di un politico gay, Piero, felicemente fidanzato con Remo (Filippo Nigro) ma tentato da un’esperienza sentimentale etero con una collega tradizionalista, Adele (Claudia Gerini), che si invaghisce di lui.

Qui di seguito trovate i primi cinque titoli della collana con il commento di Argentero – per la cronaca (rosa), etero dichiarato – rilasciato ai lettori di ‘CIAK’:

27 marzo – I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee

Anche se potremo rivederlo in tv, dieci giorni prima, martedì 17 marzo su Raidue, finalmente integrale ma sempre in seconda serata (evidentemente i cowboy gay fanno ancora una certa impressione), il dvd del più bel film del talentuoso Ang Lee bisogna possederlo. Secondo Argentero "In quel film sono sorprendenti tutti ma soprattutto Michelle Williams (la moglie di Ennis Del Mar interpretato da Heath Ledger, n.d.r.). Ang Lee ha il genio che gli consente di trarre il meglio dai suoi attori. Un momento di culto? La malinconia finale di Heath Ledger".

3 aprile – Maurice di James Ivory

Un superclassico elegiaco e raffinato che ha fatto sognare e commuovere intere generazioni di omosessuali. L’amore che non osa dire il suo nome tra Clive e Maurice (Hugh Grant e James Wilby), nella Cambridge post-vittoriana d’inizio Novecento, è da sempre tra i preferiti nelle classifiche dei titoli queer più significativi della storia del cinema. "La regia di James Ivory è sensualmente classica – spiega Argentero – e racconta in modo impareggiabile il dolore di un amore ‘diverso’ che non può esprimersi e realizzarsi"-

10 aprile – Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder

Il capolavoro lucidamente erotico di Fassbinder coi suoi marinai gay, sadici e violenti, ha turbato non poco Luca Argentero: "Non so se ho capito tutto ma non ha importanza perché visivamente è straordinario. Mi colpisce la mise en scène, l’artificio dell’ambientazione, l’eroismo sacrificale del protagonista. Quando incontri un vero film d’autore capisci che molto del cinema che vedi, in realtà, è solo televisione". Ah, quell”ogni uomo uccide ciò che ama’!

17 aprile – Il bagno turcoHamam di Ferzan Ozpetek

L’interessante esordio, esotico e sospeso, del regista gay vivente più amato dal pubblico italiano per il quale Argentero, che ha lavorato con lui in ‘Saturno Contro’, riserva questo giudizio: "Le trame dei suoi film spesso non sono originali, ma non importa perché è la trama interna del personaggio che prende il sopravvento. Anche i ruoli di contorno assumono spessore, li vedi poco ma ne segui il percorso dietro le quinte. In questo è sensibilissimo, avendoci lavorato lo so molto bene. Del Bagno turco per me resta indimenticabile la scena in cui i due protagonisti spiano le ragazze nell’hammam, dentro il vapore".

24 aprile – Happy Together di Wong Kar-Wai

Forse la regia più innovativa, personale e incasellabile – non a caso premiata a Cannes – di un film con una forte impronta autoriale e a tematica queer. "Una vera scoperta – esclama Argentero – una pellicola dolente che inizia come un’esplosione su quella esplicita scena di sesso gay". Una contestatissima scena di sodomia su un letto tra i protagonisti, ripresa di spalle, che il regista sostiene di aver messo all’inizio del film " per togliersi subito il problema della loro omosessualità". In Italia fu vergognosamente vietato ai minori di diciotto anni.

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