BENZINA SU LYNCH

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Due film lesbici chiudono il Torino Film festival

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Si chiude il Torino Film Festival (vinto dal film austriaco ‘Mein Stern‘ di Valeska Grisebach) funestato giovedì sera da un incendio in un magazzino pellicole che ha distrutto una sessantina di pellicole tra cui diverse copie uniche e ha causato l’evacuazione delle 5 sale (circa 1500 persone). Per fortuna non ci sono né feriti né intossicati e possiamo anche permetterci di sorridere presentando i due film gay che hanno concluso il festival, uno dei quali si intitola, con macabro e involontario umorismo, ‘Benzina‘.

Ma partiamo dal magmatico, ipnotico, densissimo, spiazzante, quasi-capolavoro di David Lynch: ‘Mulholland Drive‘, cupa incursione nella doppia anima della Hollywood contemporanea, da un lato dispensatrice innocua di sogni per le masse (il film nel film sugli anni ’50 con baci, balli e canzoni rasserenanti), dall’altro sordido e corrotto covo di tradimenti, cinismo e avidità. La via che dà il titolo al film è un lungo boulevard che unisce Los Angeles agli studios cinematografici più famosi del mondo dove si ritrova una fascinosa attrice bruna colpita da amnesia totale dopo un incidente d’auto. Si rifugia in una casa vuota dove il giorno dopo si stabilisce un’altra giovane attrice, bionda, solare e piena di entusiasmo, Betty. Lei dice di chiamarsi Rita (dopo aver visto un manifesto con Rita Hayworth), ha una borsa piena di dollari di cui non sa spiegare la provenienza e la prega di aiutarla a ricostruire il suo passato senza denunciarla alla polizia. Con la complicità di una misteriosa scatola blu chiusa a chiave, le minacce di un’inquietante strega barbona che vive nei dintorni e gli improvvisi flash di memoria della splendida pseudo-Rita, scopriranno il cadavere di una sua ex amante e tenteranno di ricostruire il suo vortice di amicizie pericolose. Tra le due nascerà un amore tenero e riconciliante (‘E’ la prima volta che lo fai?’ ‘Non lo so’ risponde la smemorata) che bilancerà il rapporto violento e promiscuo con l’ex amante che tentò persino di ucciderla. E sono molto belle le due scene di sesso contrapposte, la prima delicata e passionale per nulla voyeurista e la seconda frenetica e masturbatoria quasi da film hard hollywoodiano per maschi etero.

Regia mozzafiato (premiata a Cannes ex-aequo con ‘L’uomo che non c’era’ dei fratelli Coen) che immerge progressivamente lo spettatore nei deliri onirici della trama, tra splendide riprese notturne di Los Angeles dall’alto, un’avvolgente fotografia livida e bluastra e le magnifiche musiche di Angelo Badalamenti. Giocato benissimo sui temi del doppio (la trasparente bionda angloaustraliana Naomi Watts interpreta i due ruoli speculari di Betty e Diana), realtà/finzione, mistero e suggestione, è anche molto ironico (ci sono scene quasi comiche abbastanza rare in Lynch) nei confronti della superficialità del dorato mondo miliardario hollywoodiano dalla pistola facile. E se non tutto quadra a livello narrativo (ma ‘Mulholland Drive’ è molto più lineare del precedente ‘Strade perdute’ il cui soggetto era abbastanza simile) basta lasciarsi andare al flusso prorompente delle immagini: silenzio, parla Lynch. Potremo vederlo nelle sale tra febbraio e marzo 2002 grazie a 01 Distribuzioni.

Sempre in zona lesbo e a proposito di distributori, si è dimostrata una piacevole sorpresa il film italiano in concorso ‘Benzina‘ dell’esordiente ma già apprezzata cortista Monica Stambrini che ha adattato per lo schermo l’omonimo romanzo pulp di Elena Stancanelli. La pallida e remissiva Eleonora detta Lenni gestisce insieme alla fidanzata butch Stella una stazione di servizio dove va a trovarla la madre snob e possessiva che muore accidentalmente durante un diverbio. Inizia così un’odissea notturna in auto per disfarsi del cadavere tra discariche maleodoranti, discoteche frastornanti e un terzetto di teppisti con videocamera che si mettono a perseguitare senza sosta le due ragazze in fuga. Niente di particolarmente originale (tra omaggi dichiarati a ‘Thelma & Louise’ e una trama alla ‘Butterfly Kiss’) ma una regia pulp-itante e carnosa che non sbanda verso il grottesco, sa tenere la tensione abbastanza alta e ha dalla sua due belle interpretazioni (Regina Orioli e Maya Sansa sono bravissime) grazie a due personaggi ben delineati e complementari. E fa pensare il fatto che i baci lesbici siano stati criticati da alcuni ragazzi in conferenza stampa: che una coppia così forte di donne incuta paura e ancestrali timori castratori? ‘Benzina’, prodotto da Galliano Juso per la Digital Film, verrà distribuito prossimamente in Italia dalla Lantia.

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