Il cast di 120 Battiti al Minuto: la rivelazione Arnaud Valois e gli altri attivisti contro l’HIV

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Ecco chi sono i protagonisti del film gay dell’anno sull’associazione Act Up Paris contro l’Aids, in uscita il 5 ottobre grazie a Teodora.

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I meravigliosi protagonisti di 120 Battiti al Minuto, il film LGBT dell’anno sull’associazione Act Up Paris contro l’Aids, in uscita il 5 ottobre grazie a Teodora.

SEAN È NAHUEL PEREZ BISCAYART, IL ‘FELINO ARGENTINO’

La definizione più azzeccata l’ha coniata il quotidiano francese Le Monde: ‘felino argentino’. Eh sì, perché Nahuel, che guarda caso significa ‘tigre’, ha davvero qualcosa di sinuoso e felino, con quei grandi occhi indagatori e una personale sensibilità nascosta da un atteggiamento caparbio e combattivo.

Avevamo scoperto questo insolito attore trentunenne di Buenos Aires nel valido dramma bisex belga Je suis à toi di David Lambert dove interpretava già un sieropositivo ma in 120 Battiti al Minuto fa il botto: il suo Sean, militante di Act Up Paris non incline ai compromessi, fa breccia nel cuore dello spettatore con la sua vitalità indomita e quell’inatteso amore per il bel Nathan: miagolii a letto e ruggiti scatenati in piazza durante le manifestazioni contro le multinazionali che speculano sui farmaci contro l’Aids. Irresistibile.

NATHAN È ARNAUD VALOIS, LA RIVELAZIONE

È lui la vera rivelazione di 120 BPM. Nato nel 1984 a Lione, è massaggiatore (la sua grande passione, esplosa dopo un viaggio in Thailandia), modello per Jean Paul Gaultier e Yves Saint-Laurent, attore tornato al cinema dopo una pausa di otto anni. Ha recitato per Nicole Garcia, Josiane Balasko e André Téchiné in La fille du RER.

Nel film è Nathan, il bel nuovo arrivato nel gruppo di Act Up Paris, uno dei pochi sieronegativi dell’associazione. Tra lui e Sean s’instaura subito un feeling epidermico che diventa vero amore. Per il ruolo ha dovuto perdere diversi chili poiché il regista Robin Campillo voleva che non si notasse troppo la differenza di corporatura fisica tra Nathan e Sean. Fiammeggianti le scene di sesso tra di loro (quella nella stanza d’ospedale farà discutere).

SOPHIE È ADÈLE HAENEL, IL ‘CUORE FEMMINILE’ DEL FILM

Dopo due César e una ventina di film, Adèle Haenel non è più solo una promessa. Ed è l’attrice francese più ‘femminilmente butch’, con predilezione per ruoli tosti e mascolini come la Madeleine di Les combattants e una storia d’amore mai confermata con la regista che la scoprì diciottenne, Céline Sciamma, a cui dedicò il primo César (ma la Haenel non ama parlare della propria vita privata).

In 120 BPM è la lesbica Sophie, una delle poche ragazze del gruppo di Act Up Paris, grintosa e combattiva, sempre in prima fila durante le clamorose azioni di disturbo e denuncia dell’associazione.

THIBAULT È ANTOINE REINARTZ, ANIMA DA LEADER

Attore trentaduenne di cinema e teatro, Antoine Reinartz è al suo primo ruolo importante. È uno dei leader indiscussi di Act Up, modera gli interventi e urla gli slogan al megafono durante le uscite del gruppo.

Il suo personaggio di Thibault è ispirato al giornalista e scrittore Didier Lestrade, cofondatore di Act Up Paris e creatore dello storico mensile LGBT francese Têtu. Il suo primo libro, Act Up, une histoire, è uno dei testi di riferimento sulla storia dell’associazione internazionale, la cui sezione newyorchese festeggia quest’anno il trentesimo anniversario.

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