Cher e Aguilera scatenate nel musical camp “Burlesque”

di

Il grande ritorno al cinema, dopo sette anni, della leggendaria vedova Bono la vede al fianco di un'agguerrita Christina Aguilera. Ruoli gay secondari ma non troppo per Stanley...

1077 0

"Lei è un camaleonte. Ma non la perdi mai. Le metti una parrucca bionda e vedi ancora Cher". Così parla il costumista delle dive Bob Mackie di una delle massime icone gay viventi (e forse l’unica che ha fatto davvero suo il decantato miracolo della cristallizzazione plastica: l’immortalità apparente), di ritorno al cinema sette anni dopo il dimenticabile Fratelli per la pelle e finalmente nel ruolo che più le si addice, la protagonista assoluta.

E lo fa alla grande, col campissimo Burlesque di Steve Antin, musical lucidato e modaiolo, onestamente prevedibile e piuttosto convenzionale (è in sostanza un mixed-up di Chicago, Cabaret e Le ragazze del Coyote Ugly con contorno queer) ma che farà la gioia degli appassionati del genere grazie a una confezione inappuntabile e a numeri musicali decisamente trascinanti.

Non aspettatevi però di scoprire l’anima del sexy-show più in voga del momento – per quello ci vorranno le burrose spogliarelliste di Tournée – ma in mezzo ai luccichii di strass e Louboutin glitterate risaltano soprattutto gli accattivanti duetti pop tra la leggendaria vedova Bono e un’agguerrita Christina Aguilera, ossia fra Tess, la matrona venerata (ma in bolletta) del Burlesque Lounge sul Sunset Boulevard e una cameriera di provincia, la "contadinotta dell’Iowa" Ali, col fuoco sacro di canto e ballo.

Che la destinazione di un prodotto simile sia soprattutto un’audience gay è confermato dalla presenza in due ruoli queer, secondari ma non troppo, di due grandi attori che fanno da spalla alla Leggenda: Stanley Tucci (quasi un clone del suo personaggio in Il diavolo veste Prada, fin troppo) è il costumista/manager confidente di Tess, quindi il numero due del locale, incarnato con agio e gli inevitabili vezzi, mentre il troppo spesso sottoutilizzato Alan Cumming è il teatrale Alexis, ballerino gay anche cassiere piuttosto trasformista.

Ma occhio al supermanzo da riflettori puntati: è il barman Jack, bambolone sbruffoncello ovviamente al centro delle dispute erotico-romantiche al Burlesque Lounge (a proposito: la scena di letto più spassosa è gay ma non vi anticipiamo altro) ed è interpretato dall’emergente Cam Gigandet, che non lascerà certo indifferente l’altra metà del cielo, arcobaleno compreso.

Burlesque rappresenta soprattutto lo smaltato rilancio di Cher, divina signora da Oscar, tre Golden Globes, un Emmy e un Grammy, a digiuno dal 2003, però, da premi importanti. Proprio in questi giorni sta terminando a Las Vegas un tour di 200 concerti in tre anni (un contrattino da 180 milioni di dollari) e su Vanity Fair America ha anche parlato del rapporto non sempre facile con la figlia/figlio Chaz che da non molto ha cambiato sesso: «Penso che lui non abbia più residui di rabbia, a questo proposito […] se mi fossi svegliata io nel corpo di un ragazzo avrei urlato, gridato, pianto e rapinato una banca: non l’avrei presa bene come Chaz».

Leggi   Una Donna Fantastica è la straordinaria Daniela Vega, la rivelazione cilena da oggi al cinema
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...