CINEMA CANADESE ALLA RISCOSSA

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Non solo Cronenberg. A Milano 'Io, mammeta e tu', una rassegna dedicata ai film Made in Quebec propone la pellicola gay 'La faccia nascosta della luna'.

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MILANO – Il cinema canadese non è solo Cronenberg. Anzi, ultimamente una folta schiera di autori vecchi e nuovi si sta affacciando alla platea internazionale (si pensi a Denis Arcand, Léa Pool, Jeremy Podeswa) ottenendo sempre più consensi grazie a opere intense ­ spesso drammatiche ­ capaci di trovare un’audience anche all’estero. Un’ottima occasione per scoprire questo cinema emergente è la seconda edizione della rassegna ‘Cinema del Québec a Milano‘ che si terrà dal 30 marzo al 2 aprile presso il Centre culturel français de Milan (Corso Magenta 63) dove verranno proiettati corti, lunghi e documentari inediti in Italia. Il tema di quest’anno è la famiglia e le sue molteplici sfaccettature all’interno del tessuto sociale quebecchese in cui è possibile riconoscere una naturale evoluzione verso forme meno tradizionali.

Il titolo ironico è quanto mai esplicativo: ‘Io, mammeta e tu‘. Da non perdere assolutamente la proiezione venerdì 1 aprile e sabato 2 alle 20.00 di ‘La face cachée de la lune‘ (La faccia nascosta della luna) di Robert Lepage, apprezzato autore teatrale ­ è stato il primo regista nordamericano ad aver rappresentato ‘Sogno di una notte di mezza estate‘ al Royal National Theatre di Londra ­ ma che noi abbiamo scoperto esattamente dieci anni fa coll’intenso e cupo ‘Il confessionale‘ e ritrovato a Venezia 2000 col bizzarro ‘Possible Worlds‘, un fantadramma dadaista con una strepitosa Tilda Swinton in cui uno studio su un cervello alimentato in laboratorio permetteva al protagonista di vivere più vite simultaneamente.
In questo nuovo film, una commedia caustica che si interroga sull’importanza dei legami famigliari e sul rapporto tra la vita quotidiana e la profondità degli affetti, lo stesso Lepage interpreta il doppio ruolo dei protagonisti Philippe e André che si ritrovano dopo la morte della madre e tentano di vincere la solitudine recuperando i ricordi comuni dell’adolescenza. Uno è astronomo, eterosessuale, maldestro e solitario, l’altro un presentatore televisivo gay solare ed estroverso. “Dopo averla esplorata, sondata e cartografata il nostro interesse per la luna è molto diminuito” sostiene il regista. “Già all’inizio degli anni ’70 le missioni Apollo non venivano neanche più trasmesse alla tv. Sebbene abbia perso il suo mistero, non ha certo perso la sua forza poetica. Interessandomi di qualche episodio della conquista dello spazio, sono stato obbligato mio malgrado a ripercorrere la mia infanzia e una parte della mia adolescenza, periodi dalle tonalità lunari del blu e del grigio”.

Gli altri lungometraggi della rassegna sono ‘Ma voisine dans le ska‘ di Nathalie Saint-Pierre, ‘Le bonheur c’est une chanson triste‘ (foto sopra) di François Delisle e ‘Gaz bar blues‘ (foto) di Louis Bélanger.
Tutte le proiezioni sono sottotitolate in italiano.
Per ulteriori informazioni sulla rassegna curata da Joe Balass potete visitare il sito www.lecentreculturelfrancaisdemilan.it.

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