CinemaSTop, i ragazzi di Boyhood e le crisi sessuali di Ricky Memphis

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Dall’esperimento di Linklater girato in 12 anni al bellissimo Chris Pratt antieroe Marvel

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Dodici anni ragazzo: Boyhood, il film-sfida di Richard Linklater
Girato in soli 39 giorni ma diluiti in ben dodici anni di riprese, dal 2002 al 2014, condensati in due ore e tre quarti di film, “Boyhood” di Richard Linklater è un cinesperimento unico: racconta le vicende quotidiane della famiglia di Mason, che all’inizio del film ha sei anni e alla fine diciotto, esattamente come l’attore che lo interpreta, Ellar Coltrane. La mamma Olivia (Patricia Arquette) è separata dal marito Mason Senior (Ethan Hawke) che vede solo saltuariamente i due figli, Mason e sua sorella Samantha (Lorelei Linklater), i quali si devono adattare a frequenti traslochi e ai nuovi compagni della madre. “È stato come fare un grande atto di fede verso il futuro – spiega Linklater -. La maggior parte degli sforzi artistici per forza di cose devono essere mantenuti sotto controllo, mentre in questo caso alcuni elementi erano fuori dal controllo di chiunque. Inevitabilmente ci sarebbero stati cambiamenti fisici ed emotivi, e questo è stato considerato. Ero sempre attento a rimanere fedele all’idea originale che avevo del progetto, ed alla realtà dei cambiamenti che avrebbero subìto gli attori lungo la strada. In un certo senso, il film è il frutto di una collaborazione con il tempo; e il tempo stesso a sua volta può diventare un ottimo collaboratore, sebbene non sempre prevedibile”. Colonna sonora assai curata, dai Beatles agli Arcade Fire. Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino.

Ricky Memphis in crisi d’identità sessuale nella commedia corale Soap Opera
Commedia corale ambientata in una palazzina di una non meglio precisata città italiana mentre fuori nevica, “Soap Opera” di Alessandro Genovesi vede Ricky Memphis interpretare Paolo, un uomo che sta per diventare papà ma ha una crisi d’identità sessuale perché ripensa al bacio dato trent’anni prima al suo miglior amico Francesco (Fabio De Luigi) durante un campo scout. Nel cast ci sono anche Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Caterina Guzzanti e Diego Abatantuono.
Diciamo pure che Memphis, in un’intervista a Vanity Fair, non ha certo provato ad arruffianarsi il pubblico gay: “Il mio personaggio si crede omosessuale. E quando ho letto che avrei dovuto baciare Fabio, volevo seriamente rinunciare alla parte”. “Chi lo fa perché gli piace, affari loro – continua l’attore romano -. Ma era un pensiero shockante per me. Fortuna che almeno mi è capitato lui: sano, pulito e carino”. Che simpatia…

I due Robert (Duvall e Downey jr.) si fronteggiano nel classicheggiante “The Judge”
Di Robert Downey Jr. si diceva che fosse bisex ma poi lui ha dichiarato che il gossip era stato ‘creato ad arte’ (è sposato da nove anni in seconde nozze con Susan Levin insieme alla quale ha fondato la casa di produzione ‘Team Downey’). Un altro Robert, Duvall, premio Oscar nel 1983 per “Tender Mercies – Un tenero ringraziamento” è invece uno dei massimi attori hollywoodiani della vecchia generazione, quasi un’epitome di un virilismo deciso un po’ macho. Recitano insieme nel classicheggiante “The Judge” di David Dobkin in cui interpretano figlio e padre: Downey junior è l’avvocato smargiasso Hank Palmer che ritrova il padre giudice, con cui ha un pessimo rapporto, in occasione delle esequie della madre. Cercherà di difenderlo legalmente quando il genitore viene accusato nientemeno che di omicidio. Occhio al parterre di validi attori in ruoli secondari: il grande Billy Bob Thornton, il sottovalutato Vincent D’Onofrio e la seducente Vera Farmiga. Vedere per giudicare?

“Guardiani della Galassia”, scatenato cinefumetto Marvel col bellissimo Chris Pratt
Chi ama cinefumetti e fantascienza non si perda il campione d’incassi “Guardiani della Galassia” di James Gunn, 700 milioni di dollari in tutto il mondo e un buon riscontro critico, piuttosto raro nei confronti di questo genere di blockbuster action. 1988. Il piccolo Peter Quill viene risucchiato nello spazio nel giorno in cui sua madre spira. L’umanoide dalla pelle blu Yonda lo alleva insieme ai Ravager, il suo team di fuorilegge. 2014. Peter è diventato un predone spaziale, si fa chiamare Spacelord e vaga all’avventura su una nave lercissima ascoltando sempre e solo la musicassetta intitolata ‘Awesome Mix. Volume 1’ che aveva con sé ventisei anni prima. Dovrà sventare il piano del feroce Ronan che vuole distruggere il pianeta Xandar per entrare in possesso di una sfera misteriosa che Peter conserva gelosamente. Spacelord si allea con un bizzarro gruppo di ricercati come lui: un procione sparatutto, un albero semovente, una virago verde e un bodybuilder distruttore in stile ‘La Cosa’.
Tratto dai comics di Arnold Drake e Gene Colan del 1969, vede nei panni dell’antieroe protagonista (spesso dismessi per mostrare una muscolatura da competizione) il bellissimo Chris Pratt – rassegniamoci, è sposato da un quinquennio con Anna Faris – che però quest’estate ha dichiarato a BuzzFedd: “Un terzetto gay con Chris Ewans e Robert Downey Jr. sarebbe super hot!”. Ga(y)lattico!

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