CinemaSTop, Tre tocchi en travesti + Gyllenhaal, Fassbender, Cotillard

di

Argentero, Santamaria e Giallini truccati da donna nel film di Marco Risi ma non solo…

6688 0

“Tre tocchi” (di rimmel) per tre attori en travesti: Argentero, Santamaria e Giallini

Sei attori in cerca di personaggio nella nuova commedia dolceamara di Marco Risi, “Tre tocchi”: Leandro (Leandro Amato) torna nella sua Napoli dopo molto tempo per interpretare a teatro la trans Jennifer nella pièce di Annibale Ruccello “Le cinque rose di Jennifer”, attraverso la quale fa emergere il suo ingombrante passato politico; Emiliano (Emiliano Ragno) ha rinunciato al sogno di fare l’attore ripiegando sui lavori di doppiatore e facchino in un hotel di lusso; Vincenzo (Vincenzo De Michele) si mantiene cantando in un ristorante, accudisce il padre malato ma poi abusa delle donne; Gilles (Gilles Rocca) è un celebre giovane attore di soap dipendente dalla cocaina; Max (Massimiliano Benvenuto) torna nella natia Basilicata dopo l’ennesima delusione professionale; Antonio (Antonio Folletto) fa teatro grazie a una donna di trent’anni più grande di lui che lo mantiene. I sei uomini sono rivali sul set ma amici nella vita e si ritrovano per giocare insieme a pallone (il progetto è nato nella Nazionale Attori fondata trent’anni fa da Pasolini).

Un disilluso ritratto del sottobosco attoriale quasi tutto al maschile – per altro accusato di machismo dopo la sua presentazione al Festival di Roma per l’immagine delle poche donne ridotte a oggetti sessuali – con sottotesto queer: Emiliano si sottopone a un provino nell’abitazione di un regista gay e in bagno viene sedotto da Luca Argentero, Claudio Santamaria e Marco Giallini truccati da donna: “Tre tocchi”, sì, ma di rimmel. E c’è pure un nudo frontale di ben dieci uomini in una scena di doccia in gruppo. Insomma, Risi e bisi…

“Lo sciacallo” è Jake Gyllenhaal, cinico predone di immagini violente a L.A.

Il nostro amato Jack Twist di “Brokeback Mountain”, ossia Jake Gyllenhaal insolitamente diafano e smagrito, è “Lo sciacallo” per la regia di Dan Gilroy: un disoccupato che trova impiego improvvisandosi, con videocamera e cellulare, cinico predatore di immagini violente in giro per Los Angeles in crimini e incidenti, una sorta di versione distorta del Citizen Journalism, da rivendere alla produttrice senza scrupoli di una tv locale, Lou (Rene Russo). Scene d’azione spettacolari garantite dal regista della seconda unità, tale Mike Smith, e una squadra di guidatori stuntman provetti: “Si può pianificare qualcosa quanto si vuole – spiega Gilroy -. Quando hai tre macchine che vanno a 90 miglia all’ora in Ventura Boulevard a Los Angeles e stai per farle schiantare, potresti pensare di sapere dove atterreranno ma in realtà non è così. È stato incredibile vedere Mike pianificare tutto perfettamente e far andare le scene di inseguimento proprio come volevamo. Parte dell’azione è stata inaspettata, ma in un senso

molto positivo”.

“Frank”, quella testa di cartapesta è Michael Fassbender

Volete vedere il bello, bellissimo Michael Fassbender al cinema? Scegliete la bislacca rock-comedy “Frank” di Lenny Abrahamson, anche se in realtà lui non lo vedrete mai in volto. Perché il carismatico attore irlandese indossa costantemente un’enorme maschera di cartapesta con occhioni sgranati, segno distintivo di Frank, genialoide cantante di un alienato gruppo musicale dal nome impronunciabile, i Soronprfbs. Quando il musicista Jon (Domhall Gleeson) si unisce a loro dopo che il tastierista della band cerca di farsi fuori, viene accolto male dalla batterista Nana (Carla Azar degli Autolux), da Clara (Maggie Gyllenhaal), instabile e protettiva amante di Frank, capace di prodigi con sintetizzatore e theremin, e dallo sprezzante Baraque (François Civil), il bassista francese. Sarà costretto a rinchiudersi per diciotto mesi in una capanni tra i boschi per registrare un album destinato a entrare nella storia della musica. Ma per fortuna c’è Frank… Liberamente ispirato a Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista brittanico Christ Sievey e ai cantautori Daniel Johnston e Captain Beefheart, è stato acclamato dalla critica in particolare per l’interpretazione ‘impossibile’ di Fassbender (che tra l’altro pare canti benissimo). Sicuramente un film queer nel senso etimologico di eccentrico. Sfizioso.

“Due giorni, una notte”: due grandi registi (i fratelli Dardenne) e una meravigliosa attrice (Marion Cotillard)

Leggi   Torino, rischio chiusura per lo storico festival LGBT Lovers?

È uno dei loro film più essenziali e rigorosi, anche se non arriva alle vette dei loro capolavori “Rosetta” e “Il figlio”. Stiamo parlando di “Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne, grandi registi belgi dallo stile inconfondibile (camera a mano, pedinamento dei personaggi, musica extradiegetica quasi sempre assente). Questo importante dramma operaista che potrebbe piacere a Ken Loach è quanto mai necessario perché parla di crisi senza ideologismi né scene patetiche ma svelando tutta la crudeltà delle derive del capitalismo ormai scollato da qualsiasi politica di tutela sindacale nei confronti dei lavoratori. Il fulcro del film è una straordinaria Marion Cotillard, abilissima nel nascondere la sua bellezza con un volto senza trucco e i capelli scombinati, nel ruolo di Sandra, al rientro in azienda dopo un periodo di mutua a causa di una depressione. Ma il datore di lavoro le pone un aut aut: potrà evitare il licenziamento se convince in un weekend la maggioranza dei suoi colleghi a rinunciare ai mille euro di un premio di produzione. La bravura della Cotillard – che tempo fa ha rischiato di cadere davvero in depressione e dopo questo ruolo ha dovuto ricorrere all’ipnoterapia per liberarsi del personaggio di Sandra – sta tutta in una sopraffina capacità nell’interiorizzare angosce e rassegnazioni, evitando scene madri e massimizzando l’espressività con fugaci sguardi disperati. Il marito di Sandra è interpretato dal bravo attore italobelga Fabrizio Rongione. Da vedere assolutamente (possibilmente in lingua originale).

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...