CinemaSTop, un weekend di star da Sils Maria a Interstellar

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Juliette Binoche nel saffico Sils Maria e McConaughey space cowboy di Interstellar.

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Sils Maria, quel ruolo lesbico che tormenta Juliette Binoche

Sils Maria non è un nome proprio di persona ma un’incantevole località dell’Engadina, valle montana nel Canton svizzero dei Grigioni. È anche il suggestivo set naturale del nuovo, omonimo film di Olivier Assayas, una sorta di rivisitazione contemporanea di “Eva contro Eva”. Alla celebre attrice cinquantenne Maria Enders (Juliette Binoche) viene proposto di recitare nel remake di una commedia che vent’anni prima l’aveva resa famosa: la storia d’amore e morte tra due donne dal titolo “Il serpente di Maloja” che si riferisce al fenomeno atmosferico caratteristico di Sils Maria grazie al quale, prima del brutto tempo, è possibile vedere in cielo enormi serpentoni di nuvole. Ai tempi la Enders interpretava Sigfrid, un’affascinante ragazza di cui s’invaghisce il suo boss, Helena, indotta poi al suicidio proprio da lei. Ma adesso le propongono di interpretare il personaggio di Helena, mentre il ruolo di Sigfrid è stato assegnato a una giovane e isterica starlet hollywoodiana (Chloë Grace Moretz). Per preparare il personaggio, Maria si reca in montagna insieme alla sua assistente (Kristen Stewart) con cui instaura un rapporto ambiguo. Assayas è un regista piuttosto sofisticato – da recuperare il sottovalutato e intrigante “Demonlover” – e il confronto/scontro Binoche-Stewart potrebbe garantire scintille.

Interstellar, riecco Matthew McConaughey space cowboy per salvare l’umanità

È il film di fantascienza più atteso della stagione e ha ottenuto recensioni positive un po’ dappertutto: ecco “Interstellar” del visionario Christopher Nolan. In un non meglio definito futuro, una piaga dovuta a un cambiamento climatico sta distruggendo le coltivazioni agricole e la Terra rischia di non riuscire più a nutrire i propri abitanti. Un gruppo di scienziati cerca così di intraprendere un viaggio spaziale attraverso un wormhole, cioè una sorta di ‘galleria gravitazionale’ che può condurre in altri punti dell’Universo come se fosse una scorciatoia spazio/temporale, alla ricerca di nuovi pianeti da colonizzare. Dopo averci emozionato nel commovente ruolo da Oscar del malato di Aids in “Dallas Buyers Club”, riecco Matthew McConaughey nel ruolo dello space cowboy un tempo ingegnere aerospaziale ma divenuto agricoltore per necessità alimentari. Tornerà a indossare la tuta d’astronauta per salvare non solo la prole ma l’umanità intera nel ricordo indelebile della moglie scomparsa. Il cast di contorno è quanto mai stellare: Anne Hathaway, Jessica Chastain e Michael Caine. Diventerà il nuovo “2001: Odissea nello Spazio”?

Tre cuori nella tormenta esistenziale per chi al cinema cerca il sentimento

Dramma sentimentale francese presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, “Tre cuori” di Benoîr Jacquot racconta un atipico triangolo amoroso: un esattore delle tasse tendente all’ansioso, Marc (Benoît Poelvoorde), incontra per caso una donna, Sylvie (Charlotte Gainsbourg), dopo aver perso un treno che avrebbe dovuto riportarli a Parigi. Le dà un appuntamento qualche giorno dopo nei giardini delle Tuileries ma per un imprevisto lui non si presenta. Poco tempo dopo conosce Sophie (Chiara Mastroianni) e se ne innamora ma quando scopre che è la sorella di Sylvie entra in crisi. Si preannuncia un melò molto parlato, tipicamente alla francese, ideale per chi cerca qualcosa di cineromantico. Nel bel cast c’è anche Catherine Deneuve nel ruolo della madre delle ragazze.

Torneranno i prati, lo sguardo d’autore di Ermanno Olmi sulla prima Guerra Mondiale

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Chi ama il cinema d’autore impegnato, non si perda il ritorno al cinema del grande Ermanno Olmi con “torneranno i prati“, dramma bellico ambientato nel 1917 sul fronte Nord-Est. Una sola giornata in un avamposto d’alta quota dove un gruppo di militari combatte a ridosso della trincea austriaca. Tra i protagonisti spicca Claudio Santamaria che a proposito del film ha dichiarato a Repubblica: “È stata dura, avevamo i piedi congelati. Alla fine delle riprese ci voleva sempre un pò prima di poter ricominciare a muoverli, ma era un’esperienza talmente forte emotivamente che la questione freddo passava in secondo piano. C’è stato un grande spirito di gruppo sul set ed Ermanno ha saputo guidarci con metafore, riferimenti poetici e musicali con un grande senso di praticità”.

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