CinemaSTop, una “Pazza idea” e altre proposte per il ritorno in sala

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L'odissea camp greca ma anche la Johansson aliena, McConaughey in "Mud" e Zac Efron nudo

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“Pazza idea”, l’odissea camp in nome della Venerabile Patty Pravo

È stata la rivelazione queer di Cannes insieme a “Pride” ed è uscito ieri nei cinema italiani grazie ad Officine UBU: non perdetevi assolutamente l’originale Pazza idea (“Xenia”) di Panos H. Koutras, regista greco grande fan della Venerabile Patty Pravo che è riuscito ad avere in un’epifanica apparizione nel finale del film. Diverte e appassiona questa scatenata odissea camp da Atene a Salonicco di due fratelli, il sedicenne emo-gay Dany (Kostas Nikouli) e il diciottenne etero Ody (Nikos Gelia), alla ricerca del padre e di una chimera, la partecipazione a una sorta di X-Factor locale dove, ovviamente, interpretare una hit dell’amatissima Patty. Bizzarro calderone di stili (commedia camp, action, melò) con innesti visionari, è irrorato da celebri successi della Strambelli (‘La bambola’, ‘Tutt’al più’, ‘Sentimento’) ma non solo: c’è anche un’altra icona assoluta, la Raffa nazionale con ‘Rumore’. Sullo sfondo, lo spaesamento delle giovani generazioni davanti ai cupi spettri della crisi economica e dei conseguenti sfaldamenti sociali. Da vedere.

“Under The Skin”, Scarlett aliena e divoramaschi in Scozia

Tratto dal romanzo omonimo di Michel Faber, Under The Skin di Jonathan Glazer è un insolito on the road fanta-filosofico con alcune zone di tedio mortifero ma un’atmosfera nel complesso intrigante che resta impressa nella memoria se si ‘entra’ nel film con circospetta pazienza. Merito anche delle ipnotiche musiche originali di Mica Levi. Scarlett Johansson interpreta una misteriosa aliena che scorrazza per la Scozia a bordo di un furgoncino seminando vittime tra i maschi che raccoglie per la strada. Ma quando carica un ‘elephant boy’ dal volto deforme (la scena più bella e forte del film) sembra intrigata dalla sua diversità e decide di risparmiarlo. Straniante, tetro, plasticamente visionario – i corpi nudi dei maschi sedotti dall’aliena che s’immergono in un liquido nero per poi scomparire – merita una visione soprattutto per una Johansson ferina e sensuale nonché per la scabra bellezza dei panorami scozzesi.

Matthew McConaughey amico di due ragazzini nel rurale “Mud”

Due anni dopo la presentazione in concorso a Cannes, arriva nelle nostre sale Mud di Jeff Nichols (di cui avevamo apprezzato l’inquietante “Take Shelter”) con Matthew McConaughey protagonista ancora pre-Oscar. Dramma rurale ambientato in un Arkansas selvaggio alla Mark Twain, “Mud” racconta di due ragazzini quattordicenni, Ellis (Tye Sheridan) e Neckbone (Jacob Lofland) che scoprono su un isolotto in mezzo al Mississippi un uomo che dorme in una barca sistemata sugli alberi. Conoscono così Mud, proprio il nostro McConaughey, che possiede solo una camicia bianca e una pistola. Dice di aspettare la sua ragazza, Juniper (Reese Witherspoon), ma in realtà è ricercato dalla polizia per aver ucciso un uomo in Texas. Tra i ragazzi e Mud nasce un tenero rapporto d’amicizia e formazione alla vita. A Cannes non ebbe molto successo (troppo classico? Troppo favolistico?) ma i fan del virtuosismo eclettico di McConaughey se lo devono segnare.

“Quel momento imbarazzante” di Zc Efron nudo o con protesi fallica

Ennesima buddy comedy americana ai confini del trash, Quel momento imbarazzante di Tom Gornican vanta vari nudi (esilaranti più che provocatori) di Zac Efron e un ridicolo costumino da “rocker dal pisello di fuori” con tanto di protesi fallica esibito dal teen idol a un party. La trama è poco più di un canovaccio: tre amici newyorchesi, scottati da relazioni sentimentali fallimentari, decidono di non lasciarsi più coinvolgere da una storia seria per non compromettere la loro amicizia. Ma, neanche a dirlo, le tre ragazze sconvolgeranno il loro piano.

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Oltre a Efron, occhio a due nuove promesse di quel filone (post)adolescenziale che soprattutto negli States trascina ancora frotte di giovani al cinema: il pacioccone Miles Teller e il cioccolatino Michael B. Jordan visto in “Prossima fermata: Fruitvale Station”.

Consigliato ai veri, piccoli fans del (sotto)genere giovani, belli e rincretiniti. Astenersi cinefili.

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