COME DIRLO AI MIEI?

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Diciottenne che si dice sereno non sa come fare a confessare la sua omosessualità ai genitori. I consigli dellla iena.

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Premesso che non mi piacciono le risposte ke dai a quelli ke ti scrivono, ke mi sembrano piuttosto qualunquiste e talvolta superficiali e imbarazzanti, ho deciso comunque di rivolgermi a te xkè il mio problema è comune a tutti i gay, ma adesso interessa a me (scusate l’arroganza): ho 18 anni, ho raggiunto la piena consapevolezza della mia sessualità, la mia serenità interiore. Ma adesso ho bisogno della serenità esteriore e per farlo ho bisogno di rivelare la mia omosessualità ai miei genitori. Problema: come fare? Non riesco a immaginare in che modo potrei dirgli una cosa del genere… e allo stesso tempo non riesco a dirlo a nessun altro perchè sento di dover essere onesto innanzi tutto con i miei. Ma proprio non riesco a immaginare in che MODO dirglielo… come cazzo fanno gli altri?!?

Vabbè, grazie x l’ascolto e scusa il disturbo!
Ciao
Manuel

Manuel! se non altro sei chiaro. Dunque vediamo di dare una delle mie risposte qualunquiste, superficiali (ma solo a volte) e imbarazzanti (ma per quello che scrivo o per quello a cui rispondo? mah..). Ti chiedo scusa fin d’ora per quello che ti dirò (chiaramente sbagliando…) ma sarà facile fare il contrario, no?

Mi dici che hai trovato la tua "serenità interiore" ma non quella "esteriore"..scusa l’ignoranza: che cazzo vuol dire?! Se sei sereno lo sei punto e basta! la serenità è una ed indivisibile! Forse (ma dico forse!!!) non hai ancora trovato del tutto la serenità di cui parli… Sono contento che già a 18 anni tu abbia consapevolezza della tua sessualità, un passo enorme verso la famosa serenità che mi auguro raggiungerai pienamente. Perchè sappi, Manuel, ci sono persone , gay o no poco importa, che la serenità non la raggiungeranno mai! Secondo me non esiste un modo per dirlo ai genitori. Non ci sono testi del "perfetto coming out". Anche perchè altrimenti avrei depositato la formula magica e vivrei di rendita….Ogni famiglia è un caso a se. Dipende molto dal rapporto che hai con i tuoi genitori. Secondo me però sbagli nel volerlo dire prima di tutti a loro. Al contrario, l’appoggio di fratelli o sorelle, amici o zie, conoscenti o amici dei tuoi, potrebbe essere utilissimo per avvalorare la tua tesi "sono gay ma niente deve cambiare, se non in meglio, tra noi". Pensa invece all’alternativa di farti aiutare da qualcuno se per te è troppo difficile. A volte la paura di affrontare una cosa da soli, la paura di un’eventuale reazione negativa diminuisce se ci facciamo aiutare, no? Anche perchè dalla tua lettera Manuelino caro, traspare una certa incazzatura verso il mondo (in questo caso, scusa la megalomania, sfogata su di me…). Normale alla tua età, per carità. A 18 anni si vuole tutto, subito e senza compromessi. La realtà poi andando avanti con gli anni, si capisce che è appena appena diversa… Con questo non voglio dire che dobbiamo calarci le braghe (beh…in qualche caso può essere anche divertente…) e dire sempre si! ma una certa diplomazia, una certa calma nell’esporre le proprie idee può essere utile. Nel caso del coming out, che per chi lo fa è la cosa più naturale e giusta da fare, spesso non lo è per quelli a cui questo coming out è rivolto. Bisogna avere molta pazienza, Manuel. Eh lo so, a volte ti fanno proprio perdere la pazienza, ma devi resistere. Soprattutto perchè se t’arrabbi subito è molto difficile che gli altri comprendano il tuo punto di vista, la tua verità. Cerca di trasformare questa rabbia in energia, in determinazione.Vedrai funzionerà tutto meglio. Per quanto riguarda come dirli ai tuoi, sono convinto che nessuno meglio di te sappia come e quando prenderli per dire una cosa del genere. Ci saranno stati altri momenti in cui hai dovuto dire cose difficili ai tuoi ( un brutto voto a scuola, una cazzata fatta ecc), pensa a come ti sei comportato in quella situazione, cerca di ricordare la loro reazione e agisci di conseguenza. Certo, mi rendo conto che dire "sono gay" è più difficile e complicato che dire "ho preso un 4 in italiano", però può essere un buon punto di partenza. Voglio terminare questa mia lettera con una provocazione. Visto che di me non ti fidi…ti invito a comprare il mio libro "Lettere alla Iena" (edizioni Libreria Croce).

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