COME FA SESSO L’OMO PERFETTO?

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L'amore carnale la fa da padrone nelle sale: dopo Siffredi in 'Pornocrazia', e il bel 'Wild Side', ecco un gay in 'La donna perfetta' e due stalloni in...

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Dopo la zappa infilata da Siffredi in un pertugio della poveretta di Pornocrazia credevamo di aver visto tutto. E invece no. Le varianti sessuali sono infinite come i giochi amorosi, e ce lo ricorda un’estate piena di film su ciò intorno a cui ruota tutto. Anche perché il terzo genere sembra finalmente protagonista nelle sale cinematografiche già semivuote della nostra cara Italia. Meno male.

La scelta è varia: il migliore film gay della stagione resta Wild Side dell’emergente Sébastien Lifshitz, scabro accarezzamento di tre anime dolenti tra Bresson e Truffaut con scene di letto molto esplicite, un piccolo capolavoro per cuori sensibili grazie anche a un colonna sonora indimenticabile. Se non l’avete ancora visto è assolutamente il ‘must’ dell’estate, diretto ed emozionante, con una scoperta assoluta, la trans Stéphanie Michelini alla sua prima esperienza cinematografica (attenzione perché non è uscito in tutta Italia).

Se volete ridere non perdetevi La donna perfetta di Frank Oz, brillante congegno ad orologeria confezionato con cura sotto forma di commedia camp per tutti, che vuol riflettere bonariamente sulla finzione nel gioco delle parti sessuali, aggiornando all’anno dei matrimoni gay americani un allarmante thriller del 1975 sulla società industrializzata, La fabbrica delle mogli di Bryan Forbes. Il regista è lo stesso di In & Out e lo spasso è garantito anche grazie a un personaggio gay fondamentale nella narrazione: la brillante Joanna Eberhart (Nicole Kidman, bravissima, con nuovo look grazie a capello corto e caschetto nero) viene licenziata dal network televisivo che organizza dementi reality show, si prende un esaurimento nervoso e finisce con la famigliola (marito – Matthew Broderick – e due figli) in un idilliaco paesotto del Connecticut, Stepford, tutto rose e perfezione in cui le mogli sono devote mogliettine servizievoli ma in realtà automi programmati per il piacere degli uomini.

Ma Joanna lega solo con un gay scheccante, Roger (Roger Bart) e una scrittrice alternativa, Bobbie (un’irresistibile Bette Midler) che vive in un appartamento devastato dal disordine che lei definisce “caos creativo”. I tre sventeranno il piano di robotizzazione generale delle concittadine femmine ordito da una coppia poco affidabile (Christopher Walken e Glenn Close), il gay verrà accolto nell’esclusivo club degli uomini, riuscirà a danzare al gran ballo col suo fidanzato e candidarsi addirittura alla presidenza degli Stati Uniti, «perché questo Paese ha bisogno di una rinfrescatina».

Dialoghi scoppiettanti e battute memorabili anche se la sceneggiatura è un po’ meccanica: per rifarsi il guardaroba Roger getta nella spazzatura abiti di Dolce & Gabbana, Versace e Gucci, e Bobbie commenta: «E questi li lasci per i gay barboni?». Pieno di citazioni di ‘Che fine ha fatto Baby Jane?’, ‘Il silenzio degli innocenti’ e ‘Eyes Wide Shut’ (si prende anche in giro neanche tanto celatamente il non riuscito matrimonio della Kidman con Cruise al grido di: “c’è di meglio in giro!” e la Close fa il verso al suo personaggio di nevrotica assassina in Attrazione Fatale) sembra suggerire che l’omologazione generalizzata non coinvolge ormai solo più la donna ma anche i gay. Ma come fa sesso l’omo perfetto? Chissà.

Mentre il brutto Ma mère riesce ad avere un buon successo e a permanere nelle sale, se volete vedere un bellone in un action di routine scegliete The Punisher di Jonathan Hensleigh in cui il bel Thomas Jane è un vendicatore con tanto di superspada, teschio sulla T-shirt e corpo muscoloso in evidenza (da un fumetto Marvel).

Il migliore consiglio per un sesso più appagante lo dà però il bizzarro dramma del dogmatico danese Thomas Vinterberg Le forze del destino in cui nel 2021 una misteriosa epidemia dovuta alla mancanza di sentimento fa morire improvvisamente la gente per strada e sulle scale mobili: una pattrinatrice (Claire Danes) e un uomo d’affari (Joaquin Phoenix) vogliono divorziare ma si salveranno grazie al potere della loro passione. Il film non è granché e non paragonabile al bellissimo Festen ma rende bene l’idea. Insomma, conviene sempre puntare sul cuore.

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