DA SODOMA ALLA MECCA

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Presentato a Torino il 19° Festival Gay. Programma titanico con cinema arabo, indonesiano, ebreo, Katharine Hepburn e Derek Jarman. E in giuria Moritz De Hadeln.

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Un tocco di esotismo caratterizzerà il 19° Festival Internazionale di Film con tematiche omosessuali ‘Da Sodoma a Hollywood’ di Torino (perché non ridurre le lungaggini e ribattezzarlo Festival Gay?). Dal 22 al 29 aprile, come di consueto alla Multisala Teatro Nuovo, torna la più importante manifestazione cinematografica gay italiana, mai come quest’anno all’insegna della multiculturalità, della sperimentazione transnazionale, dello scambio interetnico. Nel titanico programma del Togay (ben 228 film) spicca un’interessante retrospettiva dal titolo ‘Miraggi. Sconfinamenti di genere nel cinema arabo’ che ci farà scoprire una cinematografia omosessuale davvero sconosciuta, già generatrice di paranoie come ha dichiarato il direttore Giovanni Minerba: “I primi commenti alla scelta sono stati: non hai paura di attentati?”. Il curatore Davide Oberto sostiene però che “parlare di cinema arabo gay e lesbico è una forzatura. E’ un tentativo di uscire dagli stereotipi come quello tutto europeo del maschio arabo puro simbolo pietrificato di potenza erotica da sognare”. E così scopriamo che ci sono anche autori dichiaratamente gay come il maestro Youssef Chahine e Yousry Nasrallah, che esiste un film a tematica omo del 1954, ‘La signorina Hanafi’ di Fatin Abdel Wahab, che il maggior numero delle quindici pellicole proiettate arriva dalla Francia e che il ministero della cultura egiziana ha bloccato tre film che non sono così potuti arrivare al Festival. Il programma speciale ‘South-East Asian Delights’ curato da John Badalu, direttore del Q! Film Festival di Giacarta farà a sua volta transitare l’attenzione dal Medio all’Estremo Oriente con titoli inediti da Indonesia, Malesia e Singapore. Gay e lesbiche ebree saranno invece i protagonisti di ‘Maideles with attitude – Jewish Lesbian Films’ a cura di Nancy Fishman.

Agli adolescenti e i loro fans (ma attenzione, il Festival è vietato ai minorenni) è dedicata la sezione ‘Teens in Love’, 12 titoli tra cui lo splendido ‘Les roseaux sauvages’ di Téchiné ed ‘Ernesto’ di Samperi ma un unico film a tematica saffica, ‘Fucking Åmål’ di Lukas Moodysson. “Le poche altre cose lesbiche sull’adolescenza non erano all’altezza” ha dichiarato il curatore Alberto Doveil. Icona dell’anno: Katharine Hepburn, più un omaggio a una grandissima che non c’è più che a un mito per la comunità gay. E poi omaggi a pioggia a Derek Jarman nel decimo anniversario della scomparsa, John Schlesinger, Eloy de la Iglesia, l’artista francese Brice Dellsperger (di cui però si possono vedere quasi tutte le opere su www.bodydoublex.com).

Succulenti anche i quattro concorsi (lungometraggi, corti, documentari e video) con vari film che vedranno la luce delle sale tradizionali: l’atteso ritorno del regista di ‘Yossi e Jagger’ Eytan Fox con ‘Walk on Water’, dramma politico su un agente segreto del Mossad che si invaghisce del nipote gay di un criminale nazista, in uscita a settembre distribuito da Teodora Film. Il primo film italiano in competizione dopo 19 anni: ‘Anime veloci’ di Pasquale Marrazzo con Arnoldo Foà nei panni del padre di una ex detenuta politica che vive a Berlino e frequenta un ex agente della Stasi gay amante di un prostituto (distribuzione Pablo). La commedia gay-lesbica

irlandese ‘Goldfish memory’ di Liz Gill su un triangolo donna-uomo-donna distribuito da La Strada e da e.mik il francese ‘Défense d’aimer’ (Proibito amare) di Rudolphe Marconi, regista di ‘Ceci est mon corps’. Anteprima nazionale per il film di apertura ‘Party Monster’ di Fenton Bailey e Randy Barbato (uscirà il 30 aprile grazie ad Esse&Bi) con il redivivo Macauley Culkin di ‘Mamma ho perso l’aereo’ nei panni di Michael Alig, animatore della vita notturna newyorchese divenuto celebre nei primi Anni Novanta, assassino dello spacciatore che lo idolatrava. Nel cast Chloë Sevigny, Natasha Lyonne, Seth Green e un cameo di Marilyn Manson. A seguire un film pseudo-sorpresa non annunciato nel programma, lo spassoso ‘D.E.B.S.’ di Angela Robinson su un gruppo paramilitare scatenato formato da quattro donne sconocchiate che devono fronteggiare la rapinatrice Lucy Diamond.

Un trend dell’anno pare essere lo sport: molte discipline rappresentate, dal pugilato nel thailandese ‘Beautiful Boxer’ alla pallavolo nel film di chiusura ‘Le signore di ferro 2’, passando per il calcio di ‘Good Weather for Airstrikes’ e ‘Soccer Practice’.

In giuria l’ex direttore del Festival di Venezia Moritz De Hadeln che voleva istituire al Lido un premio gay, cacciato anticipatamente dalla laguna e sostituito da Marco Muller, e l’attrice Coppa Volpi per ‘Luce dei miei occhi’ Sandra Ceccarelli. Tra gli ospiti anche Antonia San Juan, più nota come il trans Agrado dell’almodovariano ‘Tutto su mia madre’, protagonista del corto ‘Colours’ di Carlos Dueñas, e Leonardo Treviglio, indimenticato protagonista di ‘Sebastiane’. Non mancheranno presentazioni di libri, videoletture e la mostra fotografica ‘Drag Colours’ a cura di Carlo Baldacci.

Quest’anno si preannunciano più scoppiettanti anche le feste (un po’ trascurate nell’edizione precedente) curate dall’ultima rivelazione del nightclubbing torinese, il deeGay eporediese Resident Virus, che porterà a Torino domenica 25 la serata ‘Nottalgia’ dedicandola a Derek Jarman.

Ulteriori informazioni sono reperibili nel sito del Festival all’indirizzo www.turinglfilmfestival.com.

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