Dalida: in arrivo il film che racconta la sua incredibile vita

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Il 30 novembre sarà presentato il nuovo biopic sull’intramontabile icona gay italoegiziana.

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Quando, diversi anni fa, mi recai sulla tomba di Dalida al cimitero parigino di Montmartre, mi resi conto di quanto fosse viva la passione del pubblico, soprattutto gay, per questa diva bella e sfortunata, altera interprete di cult intramontabili come Il venait d’avoir 18 ans, Bambino, Gigi l’amoroso. Una serra di fiori freschi, crocchi di persone intorno, persino un registratore acceso con la sua musica. A poche, sublimi dive come Dalida (1933-1987) la definizione di icona gay si adatta come un guanto: estrema nella sua attitudine melodrammatica, interprete potente, con quel suo volto dalla prominenza mascellare che le drag di tutto il mondo hanno saputo reinterpretare in mille modi, sia di tragedie amorose che di pezzi camp irresistibili (chi non ha ballato Gigi in Paradisco?), quella giusta misura tra kitsch e divino, oltre 170 milioni di dischi venduti e prima donna a vincere il disco di platino nel 1964.

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Verrà presentato in anteprima nella prestigiosa sala de L’Olympia, il 30 novembre a Parigi, il biopic Dalida di Lisa Azuelos, figlia della cantante Marie Laforet. Uscirà poi in tutta la Francia l’11 gennaio 2017. Si preannuncia una struttura classica che ripercorre linearmente le tappe più importanti della sua vita: dalla nascita al Cairo col nome di Iolanda Cristina Gigliotti al suo trionfale approdo all’Olympia nel 1956, dal matrimonio con Julien Morisse, patron della giovane radio Europe numéro 1, alle serate disco, dai viaggi iniziatici in India alla relazione con Luigi Tenco che si toglierà la vita il 27 gennaio 1967 a Sanremo dopo essersi esibito con Dalida in Ciao, amore ciao. Si accenna anche al successo mondiale di Gigi l’amoroso nel 1974 per arrivare poi al tragico suicidio di Dalida con barbiturici del 3 maggio 1987.

dalida-castA incarnare questa diva fragile dalla straordinaria presenza scenica sarà la modella romana Sveva Alviti, scelta nonostante non parli francese fra oltre duecento aspiranti, tra cui Penelope Cruz e Laetitia Casta. Superati sette provini inviando piccoli video fatti con il telefonino, erano rimaste dieci candidate per l’audizione finale a Parigi: senza grandi speranze, Sveva aveva preparato Je suis malade e, dopo la performance, tutte le persone presenti, una quindicina, si sono alzate in piedi per applaudire. Alla regista, commossa, Sveva ha detto: “Je suis Dalida” e lei ha risposto: “Je sais”, lo so.

dalida-4Altri due interpreti italiani del cast sono Riccardo Scamarcio nel ruolo del fratello manager Orlando e Alessandro Borghi in quello di Luigi Tenco. Vincent Perez sarà il produttore parigino Eddie Barclay e l’attore ‘dolaniano’ Niels Schneider incarnerà l’attore e pittore Jean Sobieski che ebbe una relazione con Dalida: per andare a vivere con lui lasciò il marito pigmalione Lucien Morisse.

Già dieci anni fa era stata prodotta una miniserie italofrancese con Sabrina Ferilli nel ruolo di Dalida, andata in onda su Canale 5.

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