Due superdive “Davanti agli Occhi”: altro che befane!

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Un intrigante mystery incentrato su una forte amicizia femminile compromessa per sempre a causa di una strage in un liceo. Le bellissime Uma Thurman e Evan Rachel Wood...

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Altro che Befane. Uno dei più interessanti film dell’Epifania, l’enigmatico thriller ‘Davanti agli occhi’ dell’ucraino Vadim Perelman, porta sul grande schermo due attrici che non potrebbero discostarsi di più dall’immagine tradizionale della vecchierella curva e dal naso bitorzoluto: Uma Thurman e Evan Rachel Wood. La prima è una superdiva hollywoodiana senza bisogno di presentazioni, musa di Tarantino che l’ha lanciata nell’empireo delle stars prima con ‘Pulp Fiction’ e poi ‘Kill Bill’; la seconda è un’attrice emergente che qualcun ricorderà in ‘Across the Universe’ e ‘Correndo con le forbici in mano’. Le accomuna una bellezza inusuale, indomita, con qualcosa di animalesco (i maligni evocano piccioni o quaglie per la Thurman, mentre Evan Rachel Wood è più affine a una gabbianella).

Entrambe sono protagoniste – interpretando la stessa donna in due fasi diverse della vita – dell’intrigante mistery ‘Davanti agli occhi’ tratto dal romanzo ‘La vita davanti ai suoi occhi’ (Neri Pozza) di Laura Kasischke, scrittrice e poetessa molto amata negli Usa dove ha vinto vari premi letterari. La vita di Diana McFee è stata sconvolta da un tragico evento avvenuto quindici anni prima: una strage in puro stile Columbine avvenuta nel loro liceo del Connecticut in cui è morta la sua migliore amica, Maureen. Il particolare non trascurabile che la pervade di un opprimente senso di colpa è che lo studente responsabile dell’eccidio, Michael, minacciò le due ragazze nel bagno della scuola con una mitraglietta facendo scegliere loro quale delle due doveva morire.  

Adesso Diana ha una vita apparentemente regolare, è sposata e ha una figlia che avvolge con un amore apprensivo e totalizzante, ma il ricordo di quel giorno la perseguita in continuazione, in particolare con l’avvicinarsi dell’anniversario della carneficina (e lo spettatore scopre poco per volta, attraverso una serie di flashback in successione, che cos’è successo realmente). Diana e Maureen erano inseparabili, ma assai diverse tra loro: Diana (E. R. Wood da giovane, la Thurman da adulta) più eccentrica e trasgressiva, con un debole per gli spinelli, Maureen (Eva Amurri, figlia di Susan Sarandon e Franco Amurri) più composta, cattolica praticante e molto timida soprattutto con i ragazzi. La prima cerca di trascinarla in quelle piccole ribellioni tipicamente adolescenziali quali ‘tagliare’ la scuola o fare insieme il bagno nella piscina dei vicini, e la profonda amicizia tra le due ragazze le sta lentamente facendo convergere verso alcuni interessi comuni, soprattutto sedurre ragazzi più grandi. 

Ma la motivazione profonda che ha cambiato il corso delle vite di entrambe quel giorno funesto si svelerà poco alla volta sconvolgendo per sempre l’esistenza di Diana che cercherà di venire a patti con un destino verso il quale ha un debito troppo ingente.

La critica americana ha accolto il film in maniera piuttosto discordante: ‘Variety’ lo definisce un “dramma femminocentrico profondamente spiazzante”, il Village Voice parla di “florido adattamento che è una sorta di film horror dalla parte delle vittime” mentre il ‘New York Times’ lo stronca adducendo la seguente motivazione: “un irritante gioco di ‘nascondino narrativo’ con leitmotifs insistenti: acqua, fiori che sbocciano, fulmini e tuoni in ogni snodo drammatico”.

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