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San Valentino al cinema, con Kidman e Law nel kolossal 'Ritorno a Cold Mountain', il passionale 'Primo amore' o il triangolare 'Vaniglia e cioccolato'. Alternativa: Affleck in 'Paycheck'.

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Amori epici, devianti, traditi: è tempo di passioni forti anche al cinema, nel weekend di San Valentino. Ecco l’atteso kolossal guerresco-sentimentale Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella tratto dal bestseller di Charles Frazier datato 1997, sette nominations agli Oscar, cast di alto profilo in cui svettano Nicole Kidman, Renée Zellweger e Jude Law, una sorta di via di mezzo tra Via col Vento e l’Odissea: la bella Ada (l’algida Kidman con cappello di paglia a tesa larga e nastro di organza come Rossella O’Hara) attende da novella Penelope il suo Ulisse-Inman ovvero Jude Law, disertore sfuggito miracolosamente al massacro della battaglia di Petersburg (1864) in piena guerra di Secessione. Lo aspettano 400 chilometri di strada per raggiungere la sua amata North Carolina e l’eroico Inman dovrà affrontare difficili prove mentre attraversa la sua nazione devastata dal conflitto. Ada pazienta inquieta, dopo una romantica promessa suggellata da un bacio fatale. La aiuta una contadina bizzarra e un po’ rozza, la montanara Rudy (Renée Zellweger) che l’aiuterà a sopportare la solitudine facendole scoprire l’importanza dei lavori manuali come coltivare la terra.

Girato in Transilvania invece che in America per questioni economiche (la Miramax ha pagato interamente gli 85 milioni di dollari del budget) ha incassato bene negli States ripagando quasi le spese con 75 milioni netti e ottenendo favori anche dalla critica. Meno convinta l’Academy, che l’ha escluso dalle cinquine più prestigiose, miglior film e miglior regia. A questo proposito Minghella, che ha inaugurato col suo film il Festival di Berlino, ha polemizzato facendo notare che «Hollywood si sta mostrando poco generosa nei confronti delle produzioni straniere. Cold mountain è uscito nelle sale Usa in un momento in cui il Paese è attraversato da un forte clima nazionalista». Riguardo alla scelta di lavorare in Romania ha ricordato che «non è cosparsa di cicatrici della rivoluzione industriale come l’America: da noi dovunque metti la cinepresa incappi in un traliccio dell’alta tensione, una strada, una traccia qualsiasi della modernità».

Il villaggio di Cold Mountain è stato interamente creato dallo scenografo italiano Dante Ferretti e la troupe era isolata dalla civilizzazione: la cittadina più vicina, Poiana Brasov, era a un’ora di macchina. «Mi sono ritrovata tagliata fuori dal mio mondo per mesi e mesi: mi ha fatto benissimo» ha commentato la Kidman. «La mia Ada è molto diversa dai miei personaggi in Dogville o La macchia umana. E’ una creatura innocente, capace di vivere protetta dalla forza di un sentimento».

Il cinema italiano risponde con due storie d’amore opposte: una passione estrema e patologica nel nuovo film di Matteo Garrone Primo amore in concorso alla Berlinale e un’ordinaria vicenda di corna e soprusi in Vaniglia e cioccolato del trashaiolo Ciro Ippolito (‘Arrapaho‘,’Uccelli d’Italia‘).

L’interessante Garrone plasma un racconto simile per struttura al suo precedente ‘L’imbalsamatore‘, anch’esso ispirato a un fatto di cronaca: un artigiano, qui un orafo, con un’ossessione amorosa precisa, in questo caso una sfrenata passione per le donne magrissime, convince una ragazza a raggiungere il peso piuma di 40 chili ma le conseguenze saranno devastanti per entrambi. A interpretare i protagonisti di questo dramma psicologico stilisticamente sofisticato l’attrice teatrale Michela Cescon e lo sceneggiatore Vitaliano Trevisan.

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Nella pellicola di Ippolito, Maria Grazia Cucinotta è una moglie che ha sacrificato tutto per amore del marito e dei figli, ma dopo l’ennesimo tradimento del marito decide di dare una svolta alla sua vita grazie a un affascinante pittore di cui si invaghisce. I partners maschili sono il magnetico ballerino Joaquin Cortés e l’emergente Alessandro ‘di Rivombrosa’ Preziosi, in un ruolo secondario la ozpetekiana Serra Yilmaz.

Chi volesse evitare la melassa tutto-cuore sanvalentiniana può scegliere il thriller adrenalinico di John Woo Paycheck in cui Ben Affleck (clicca qui per la galleria di foto) è un genio dell’informatica che dopo aver sviluppato un progetto top secret si ritrova senza memoria (come in ‘Minority Report‘ e ‘Memento‘), senza il lauto compenso promesso (il ‘paycheck’ del titolo), perseguitato persino dall’FBI e con una busta contenente una serie di oggetti all’apparenza insignificanti come un biglietto del metrò, un paio di occhiali da sole, un cruciverba e una graffetta. Non si ricorda nemmeno della scienziata (Uma Thurman) innamorata perdutamente di lui. Il nome del regista garantisce un action movie ad alto tasso spettacolare tanto più che ‘Paycheck’ è tratto da un racconto breve di Philip K. Dick, un vero maestro del genere fanta-futuristico.

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