FABIO CANINO: FILO DIRETTO CON LA IENA ROSA

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Riparte la rubrica delle lettere: a rispondervi sarà la famosa iena Fabio Canino, che tra breve rivedrete anche in tv al fianco di Simona Ventura. Scrivetegli i vostri...

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ROMA – “Grace Jones andava in giro dietro le quinte completamente ubriaca, offrendo a tutti un sorso dalla bottiglia di vino che teneva in mano. Temevamo che appena fosse salita sull’impalcatura costruita sullo scenario sarebbe volata giú e quando fu il suo turno trattenemmo il fiato. E invece, altro che ubriaca! Entró in scena come una regina e il suo show fu un trionfo. Appena ebbe finito, ripiombó in catalessi e mi tenne fino alle 4 del mattino narrandomi la sua vita….”

Aneddoti del gran concerto del World Gay Pride raccontati (attorno a un tavolo, tra amici) da chi l’ha ha vissuto in prima persona. Fabio Canino, la “iena” piú pettegola della televisone italiana, ammette di essersi commosso davvero davanti alle migliaia di gay e lesbiche che assistevano allo spettacolo clou del Pride romano. “L’esperienza professionale piú emozionante che ho avuto finora ” conferma.

Finora appunto, perché a partire da oggi Fabio ha di fronte un’altra sfida altrettanto emozionante: rispondere alle lettere on-line di QX. Avete un dubbio che vi rode? Un problema che vi accora? Fabio è pronto a fornirvi la sua personalissima soluzione. “É il sogno – dice – di ogni gay che si rispetti: poter dare agli altri tutti quei consigli che non siamo capaci di dare a noi stessi…..Lo farei anche gratis (Ma, per favore, non fatelo sapere al direttore di QX)!”.

L’ironia di questo leone toscano (è nato a Firenze il 15 agosto del 1965) che i telespettatori hanno potuto apprezzare nelle “Iene” di Italia 1 sarà quindi a disposizioni di tutti i lettori di QX. Bisogna solo approfittarne.

In autunno Fabio torna anche negli studi delle Iene come inviato speciale (“Mi piacerebbe tanto – dice – intervistare Raffaella Carrà e chiederle di sposarmi”) ma anche se è la tv che lo ha reso famoso la sua passione rimane il teatro.

Dopo i successi ottenuti con MAKING PORN e AMICI COMPLICI E AMANTI, a partire dalla metà di dicembre si cimenterà al Teatro Colosseo di Roma in un monologo scritto per lui da Claudio Ghiraldo. “Saró un professore stile New Age che dà lezioni di sessoa 360 gradi. Ancora non è stato scelto il titolo dello spettacolo ma se i lettori di QX hanno dei suggerimenti a riguardo, si facciano avanti”.

Tutti queste pièces teatrali, prodotte dalla RainbowOnStage di Paolo Lanfredini, sono a tematica omosex ma non per una scelta discriminatoria nei confronti degli etero. “Il fatto è – spiega Fabio – che ogni volta che leggiamo copioni, vagliamo soggetti o andiamo a New York alla ricerca di testi da adattare, il teatro gay risulta sempre il piú innovativo, il piú divertente, il piú e basta”.Sull’attivismo gay della “iena” Canino non ci sono dubbi. “Io spero che un giorno il gay pride sia una festa come quella del papá, un’occasione per fare dei regali, ma fino a quando non ci saranno riconosciuti i nostri sacrosanti diritti, bisogna salire sul palcoscenico e gridare. É troppo facile fare il gay non attivista e poi godere dei diritti che altri hanno lottato per conquistare!”.

Prima che la foga gli faccia venire un infarto è meglio tornare sui suoi progetti futuri….Cosa vorrebbe fare Fabio Canino da grande?

“Professionalmente, il mio sogno è quello di condurre il festival di San Remo con tutti quei cantanti che al festival di San Remo non ci vanno….personalmente, una bella casa in campagna da godersi con gli amici”.

Per lui, gli amici sono la cosa piú importante e né alla tv, né a teatro e né sulle lettere di QX si potrà godere del meglio di Fabio Canino, ossia le sue improvvisazioni intorno a una tavola imbandita dove senza i riflettori puntati, fa le imitazioni piú sfacciate (compresa una perfetta Valeria Marini), racconta gli anneddoti piú incredibili e fa sbellicare tutti quelli che gli stanno accanto.

Del resto, come lui stesso ama dire, “gay è un colore piú acceso, gay è un tessuto piú lucido, gay è una canzone piú ritmata, gay è un urlo piú forte ma, soprattutto, gay è la risata che ci seppellirà tutti!”

di Silvio Ajmone

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