Festival di Locarno: il cinema? Un affare di donne

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La cinekermesse svizzera si rivela al femminile con la commedia romantica lesbo dai risvolti dark "Jack and Diane" e la scorretta "Bachelorette". I maschi si spogliano in "Magic...

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È tutto delle donne il 65esimo Festival di Locarno, in programma fino all’11 agosto nel pittoresco centro lacustre svizzero che vanta la sala all’aperto più grande d’Europa, la suggestiva Piazza Grande. L’altro ieri sera vi è stata presentata la commedia ad alto livello di acidità "Bachelorette" di Lesley Headland, introdotta sul palco dalle protagoniste con tanto di coppetta colma di champagne e scherzose scuse rivolte al pubblico per il film che avrebbero visto. Una sorta di versione scorretta del chick-flick "Le amiche della sposa", in cui le tre damigelle Regan, Gena e Katie (Kirsten Dunst, Lizzy Caplan e Isla Fisher) ne combinano di tutti i colori alla nubenda, l’obesa Becky (Rebel Wilson), invidiosissime perché l’ex compagna di scuola soprannominata "Faccia di maiale" si sta per accasare prima di loro e persino con un bel pollastro. Livello andante di demenzialità, con sveltine in bagno, alcol e coca a fiumi, dialoghi sboccati e una lezione in aereo sul rapporto orale che si preannuncia cult per gli intenditori del genere. Dovrebbe uscire nelle sale italiane il 18 ottobre distribuito da Lucky Red.

È stata apprezzata in concorso la commedia ‘romantilesbica’ dai risvolti dark "Jack and Diane" dello statunitense Bradley Rust Gray sull’innamoramento totalizzante fra due ragazzine adolescenti alla scoperta della vita in una caotica New York sulle note della cover di "Only You" cantata a cappella dai Flying Pickets. Si tratta della mascolina Jack (Riley Keough, nipote di Elvis Presley) e della delicata Diane (Juno Temple, figlia del regista Julien), conosciutesi per caso a causa della perdita di documenti di quest’ultima, in procinto di partire per Parigi dove avrebbe dovuto studiare moda. Quando Jack scopre che Diane sta per lasciare gli States, cerca di allontanarla ma lei fa di tutto per alimentare il loro amore.

La maggiore originalità del film sta in un curioso risvolto horror, poiché Diane inizia ad avere strani incubi licantropici in cui sogna di divorare la partner, probabile causa di misteriose trasformazioni degli organi interni della ragazza, metafora del potere divorante dell’attrazione erotica al suo sbocciare.

In un ruolo cameo troviamo un’inedita Kylie Minogue nella pelle scolpita di una tatuaggiatrice gay che riesce a sedurre Jack con cui scambia un bacio appassionato. L’iconissima Kylie compare anche nel delirante "Holy Motors" di Léos Carax, non incasellabile autore francese di "Les amants du Pont-Neuf" e "Pola X", premiato qui col Pardo d’Onore. Avevamo visto "Holy Motors" all’ultimo Festival di Cannes – una delle più piatte edizioni degli ultimi anni – e ci era sembrata una mezza bufala il cui unico indiscutibile pregio era una folle originalità senza compromessi, da prendere o lasciare: il misterioso Monsieur Oscar, interpretato da un camaleontico Denis Lavant, attraversa in limousine la città di Parigi incarnandosi in vari personaggi differenti di cui spesso non si comprende il senso del vagare se non in nome di un puro sfogo artistico in nome di un’assoluta ma sibillina libertà creativa. Resta però impresso il contributo di Kylie Minogue nei panni di un’hostess depressa che intona una struggente canzone d’amore tra i manichini abbandonati negli spazi vuoti dell’ex centro commerciale La Samaritaine, dismesso per essere trasformato in hotel, e raggiungerne poi il tetto dove veniva realmente coltivato un orto rigoglioso.

L’unica concessione al cinema testosteronico spettacolare, ma ancora una volta a servizio loro, le vere regine, le donne, è stata l’anteprima dell’atteso "Magic Mike" di Steven Soderbergh dedicato al mondo degli spogliarellisti, in uscita da noi il 21 settembre.

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Nel club per sole donne "Xquisite", lo stripper Magic Mike ‘alleva’ un diciassettenne, Adam detto The Kid, insegnandogli i trucchi del mestiere. Ma la sorella di Adam, di cui Magic Mike si invaghisce, non approva l’attività del fratello. Grande successo di pubblico in America (più di 110 milioni di dollari), vanta un cast di buoni attori e non solo muscoli ‘pompati’ ad arte: Channing Tatum, Matthew McConaughey, Joe Manganiello, Alex Pettyfer e l’adone gay Matt Bomer di White Collar. Ne riparleremo.

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