FLAWLESS: CHE NOIA ESSERE ‘SENZA DIFETTI’

di

'Flawless': Philip Hoffman travestito, De Niro stucchevole

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Una coppia sui generis, una guardia giurata in pensione pluridecorata e omofoba e un travestito cicciottello e vistoso che dà lezioni di canto: vivono nello stesso palazzo, un mesto e malfamato hotel newyorchese, a pochi piani di distanza, ma si scambiano due parole solo per insultarsi o lamentarsi per il baccano. Poi un ictus paralizza Walt, il poliziotto temerario, mentre tenta di intervenire durante una collutazione che porta all’omicidio di un’amico di Rusty, la drag queen scollacciata, per una borsa piena di dollari rubata da un cliente dell’hotel ma misteriosamente sparita. Incapace di parlare e muoversi autonomamente, Walt viene curato da un fisioterapista che gli consiglia lezioni di canto per riacquistare un minimo di fluidità verbale: a dargliele sarà proprio l’odiato travestito. I due impareranno così non a volersi bene ma a comprendersi, accettarsi e rivalutarsi; l’improvviso ritorno dei malviventi alla ricerca del denaro metterà però a repentaglio le vite di entrambi.

De Niro si scatena in un’interpretazione da Actor’s Studio tutta ghigni e gigioneria (bocca storta, muscoli contratti, sguardo implorante) mentre il pur bravo Philip Seymour Hoffman (specializzato nel trasformismo dei ruoli, era onanista erotomane in ‘Happiness’, giocatore d’azzardo in ‘Sydney’, infermiere dal cuore d’oro in ‘Magnolia’) dà vita a un travestito da cabaret senza sottotoni, acido ma ipersensibile, prevedibile e stereotipato, con un mano che volteggia costantemente nell’aria e il consueto stuolo di amichette en travesti oche e pavidissime.

In ‘Flawless’ aleggia una scipita atmosfera da film anni ’80 in cui apparivano timidamente al cinema i primi travestiti, macchiette colorate e patetiche, con una propensione smodata al vittimismo e alla non accettazione di sé. La coppia trans – macho è poi ormai abusata al cinema (ma la migliore resta quella formata dall’impagabile Jaye Davidson – ma lui è trans anche nella vita – e Stephen Rea nel bellissimo ‘La moglie del soldato’ di Neil Jordan) e i momenti migliori del film di Joel Schumacher sono al contrario le scene d’azione tra sparatorie e fughe improvvisate su improbabili tacchi a spillo.

In Italia arriva dopo due anni dalla sua realizzazione (causa i consueti ritardi di una distribuzione sregolata) e non incassa molto.

A un occhio attento non sfuggirà il cameo del bravo protagonista de ‘Il banchetto di nozze’ Mitchell Liechtenstein (ahimè, caduto da allora in disgrazia cinematografica) nel ruolo di un gay repubblicano che cerca di ‘trattare’ la manifestazione dell’Orgoglio con un gruppo di agguerrite trans.

Non sempre nomen omen: a dispetto del titolo, ‘Flawless’ è pieno di difetti.

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