GIOCHI DI DONNE E GUERRA

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Un triangolo di passione nella Parigi del secondo conflitto mondiale. È "Gioco di donna" di John Duigan. Bellissime la Cruz e la Theron in versione lesbo. Da venerdì...

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Sono da pochi giorni terminate nel nostro paese le celebrazioni per l’anniversario della liberazione e questa nuova pellicola approda attualissima sui nostri schermi. “Gioco di donna” è il titolo italiano di “Head in the clouds“, film diretto dallo scrittore/regista John Duigan che ha al suo attivo film acclamati dalla critica come “The year my voice broke”, “Flirting” e “Sirens – Sirene”. I tre attori protagonisti sono Charlize Theron, Penelope Cruz e Stuart Townsend.

La vicenda amorosa ruota attorno alla figura di Gilda Bessè (Charlize Theron), ricchissima e bellissima ereditiera per metà francese e per metà americana, dallo stile di vita edonistico e capriccioso. La protagonista in una notte tempestosa si intrufola nel quartiere maschile del St. John’s College di Cambridge per incontrarsi col suo ragazzo, uno dei tutor anziani del college. Qualcosa va storto e per non rischiare di essere catturata irrompe, bagnata fradicia, nella camera di un giovane studente irlandese, Guy Marlon (Stuart Townsend). Sebbene siano profondamente diversi per estrazione sociale e stile di vita, i due sono irresistibilmente attratti l’uno dall’altra.

Anni dopo si ritrovano nella Parigi degli anni ’30, città in cui risiedono, pur vivendo sotto lo spettro dell’incombente guerra, i più grandi artisti di ogni campo. Gilda vi si era trasferita per occuparsi di fotografia. Nel suo appartamento di Montmartre convive ed ha una relazione omosessuale con Mia (Penelope Cruz), un’amica sfuggita dalla guerra civile in Spagna. L’arrivo di Guy nella capitale francese non intacca minimamente il legame tra le due donne, sebbene lui e Gilda ritornino ad essere amanti. Sotto lo stesso tetto i due ospiti condividono, consapevoli, l’amore per la bella e spregiudicata Gilda. È lei con il suo carisma ed il suo fascino a tenere unita questa famiglia inconsueta e trasgressiva, alla quale tiene più di se stessa. Fantastica e sensuale è l’interpretazione della complicità di due amanti lesbiche resa dalla Cruz e dalla Theron. Coraggiosa la scena della notte di Natale in cui, complice il vino, i tre si ritrovano nello stesso letto.

Nel frattempo in Spagna, i nazionalisti guidati dal generale Francisco Franco si scontravano con l’esercito popolare messo su dal governo repubblicano. I nazionalisti avevano l’appoggio dei fascisti italiani e dei nazisti tedeschi, mentre la repubblica era appoggiata dalla Russia sovietica e da volontari provenienti da molti paesi che si univano alle Brigate Internazionali allo scopo di combattere per la causa repubblicana. Sono questi eventi storici ad infrangere l’idillio del triangolo d’amore, arte e passione che Gilda si è creata nel suo appartamento parigino. Guy e Mia, a differenza di lei che vuole vivere la vita come le capita, senza porsi limiti e problemi, sentono fortemente la responsabilità morale di dare un contributo ad un mondo minacciato dall’insorgere del fascismo.

La seconda parte della vicenda ha come teatro una Parigi occupata dalle guarnigioni tedesche, dove fu imposto il coprifuoco, dove, nel 1942, gli ebrei francesi furono arrestati dagli altri francesi e deportati ad Auschwitz. Una città in cui la resistenza si sviluppò fortemente spaccando in due la società parigina: mentre molti collaboravano con i tedeschi, altri facevano fortuna con il mercato nero. Con la resistenza collaboravano le organizzazioni di spionaggio britanniche (SOE – Special Operations Executive) per coordinare i vari gruppi nel sabotaggio delle operazioni tedesche.

Alla vigilia della liberazione da parte degli alleati, le forze della resistenza insorsero nella capitale francese contro i tedeschi, vennero erette barricate ed i combattimenti furono molto intensi. Con l’arrivo delle truppe americane, i tedeschi si arresero e molti cittadini per le strade si improvvisarono una sorta di tribunali popolari e fecero giustizia sommaria nei confronti dei collaborazionisti. In particolar modo furono prese di mira le donne che avevano avuto relazioni con gli ufficiali tedeschi e numerosissime furono le pubbliche esecuzioni, venivano denudate, rasati i loro capelli e linciate dalla folla.

“Ho studiato questo periodo storico molto approfonditamente all’università e nel corso degli anni successivi il mio interesse è rimasto vivo. – Spiega il regista – Avevo letto tantissime cose al riguardo, perciò quando ho sviluppato la sceneggiatura avevo una quantità di informazioni cui attingere. Si tratta di un dramma romantico, una storia d’amore fra tre persone che si sviluppa nel corso di dieci anni, e probabilmente trova ispirazione nei film di David Lean tipo Il Dottor Zivago o La Figlia di Ryan, storie commoventi che si svolgono in lunghi periodi”.

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di Francesco Belais

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