Golden Globes, coming out di Jodie Foster: “Ma sono single”

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Commovente discorso di Jodie Foster premiata ai Golden Globes: "Grazie, Cydney, amore profondo, ma ora sono single". Argo batte a sorpresa Lincoln.

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A Hollywood era un segreto di Pulcinella, e già nel 2008 alla premiazione del Power 100 Women in Entertainment, Jodie Foster aveva dedicato il premio “alla mia bella Cydney”. Eppure la grande attrice neocinquantenne non aveva mai parlato in pubblico della sua vita privata, dei suoi affetti gelosamente custoditi, né del suo amore massimo, durato due decenni. Ha sorpreso tutti, ieri sera al Beverly Hills Hotel di Los Angeles in occasione della consegna del premio alla carriera Cecil B. Demille durante la premiazione dei Golden Globes Awards, il commovente discorso fiume della Foster, accolto da lacrime e applausi: «Credetemi, 47 anni nell’industria del cinema sono un periodo lungo – ha detto radiosa la Foster -. Sapete, più che con chiunque altro, divido i miei ricordi più speciali con i membri dell’équipe cinematografica. Amicizie di sangue, fratelli e sorelle. Abbiamo fatto film insieme, e non potreste essere più intimi di così. Visto che sto facendo una confessione a tutto campo, ho un bisogno urgente di dire qualcosa che non ho mai diffuso pubblicamente. Una dichiarazione che mi rende un po’ nervosa ma non quanto il mio agente, vero Jennifer? Ma lo faccio ad alta voce e orgogliosamente, vero? Ho bisogno del vostro aiuto. Sono single!».

«Non è un gran coming out – ha continuato ironica Jodie – perché l’ho già fatto mille anni fa all’Età della Pietra, quando una giovane donna fragile si apriva ad amici fidati, alla famiglia, ai suoi colleghi e poi, gradualmente, a tutti quelli che la conoscevano, o chiunque lei avesse incontrato. Ma l’ho detto ora che ogni celebrità racconta i dettagli sulla propria vita privata con una conferenza stampa, la presentazione di un profumo o un reality show da prima serata. Sapete, forse vi sorprenderete, ma non sobo Honey Boo Boo Child (bimba reginetta di bellezza in un reality statunitense, ndr)».

La Foster ha quindi ricordato l’importanza della privacy per un’attrice che a soli tre anni faceva già la pubblicità dei pannoloni Coppertone, ringraziando poi la sua amatissima Cydney, conosciuta sul set di Sommersby vent’anni fa, con cui ha allevato due figli, Charles e Christopher, presenti in sala e commossi fino alle lacrime tra gli

applausi: “Non potrei stare qui senza riconoscere uno degli amori più profondi della mia vita, la mia eroica co-genitrice, la mia ex compagna e sorella dell’anima, il mio confessore, amica sciatrice, consigliere, grande amore di vent’anni, Cydney Bernard. Grazie, Cyd. Sono così orgogliosa della nostra famiglia moderna. Dei nostri figli meravigliosi, Charlie e Kit, che sono la mia ragione di respirare ed evolvere, il mio sangue e la mia anima”

Grande commozione anche quando la Foster ha ringraziato la madre ottantaquatrenne Evelyn, affetta da demenza senile: «Questo mi porta alla più grande ispiratrice della mia vita, la mia straordinaria mamma Evelyn. Mamma, so che sei da qualche parte dentro a quegli occhi blu e ci sono così tante cose che non capirai stasera. Ma questa è l’unica cosa importante: ti amo, ti amo, ti amo!».

Un fiume in piena, colmo di grazia e passione, «un momento davvero bellissimo e poetico di verità» secondo l’Onorevole Anna Paola Concia, che ha inevitabilmente messo in ombra gli altri premi, anch’essi una sorpresa: non ci si aspettava certo che il thriller spionistico Argo di Ben Affleck battesse il grande favorito, l’epico dramma storico Lincoln, praticamente flop con una sola statuetta, quella al migliore attore drammatico Daniel Day Lewis. Affleck si aggiudica anche quella ambita di miglior regista, parziale risarcimento della mancata candidatura agli Oscar per la messa in scena, e a questo punto le quotazioni di Argo salgono rapidamente nonostante il divario di nominations (7 contro le 12 di Lincoln). Miglior musical l’acclamato I miserabili di Tom Hooper che ha incoronato Anne Hathaway migliore attrice non protagonista nel ruolo condensatissimo – 6 minuti – e già ultrapremiato di Fantine. Jennifer Lawrence è la migliore protagonista di commedie per Il lato positivo mentre Django Unchained si aggiudica due premi, la sceneggiatura originale e l’attore non protagonista (Christoph Waltz). Miglior film straniero – unico premio davvero prevedibile – il magnifico Amour di Haneke, su cui riecheggiano le splendide parole della Foster riguardo alla madre malata. E proprio a Jodie, vera protagonista della serata, è dedicata la battuta finale delle comiche presentatrici Tina Fey & partner: «Noi andiamo a casa con Jodie!».

Il coming out di Jodie Foster ai Golden Globe sottotitolato in italiano

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