Golden Globes, Lincoln in testa con sette nominations

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Domina il dramma storico di Spielberg su Abramo Lincoln "epurato" da ogni riferimento gay. Ennesima candidatura per "Modern Family". A Jodie Foster il premio alla carriera Cecil B....

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La storia americana, recente e passata, è la vera protagonista delle nominations ai 70esimi Golden Globes, tradizionali premi della stampa straniera annunciati questa mattina al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles: in testa con sette segnalazioni c’è il biografico Lincoln di Steven Spielberg, la cui sceneggiatura firmata dallo scrittore gay Tony Kushner di Angels in America è stata nominata insieme a film drammatico, regia, attore protagonista (Daniel Day-Lewis, pare vertiginoso e in predicato del suo terzo Oscar), attori non protagonisti (Tommy Lee Jones e Sally Field) nonché colonna sonora. Ma il sedicesimo Presidente degli Usa che vedremo sul grande schermo a febbraio sarà epurato di ogni riferimento alla sua omosessualità, ben più che una semplice ipotesi secondo vari studiosi tra cui Arthur Clarence Tripp, discepolo di Kinsey scomparso nel 2003 e autore di un controverso volume a riguardo, The Intimate World of Abraham Lincoln.

Pare infatti che Lincoln avesse un fidanzato già in gioventù, tale Joshua Speed, con cui dormì per ben tre anni nello stesso letto, a cui seguì una relazione con la sua guardia del corpo, il capitano David Derickson. Il Presidente scrisse anche una poesia inneggiante al matrimonio gay, con versi che declamavano: "Mentre Reuben e Charles hanno sposato due ragazze – Billy ha sposato un ragazzo. – Le ragazze le ha provate in tutti i modi – ma con nessuna si è trovato in sintonia – Tutto è stato inutile, è tornato di nuovo a casa – e per questo si è sposato con Natty".

Kushner ha così spiegato l’assenza nel film di ogni riferimento all’omosessualità di Lincoln: «Ho voluto parlare di un particolare momento della vita di Lincoln in cui penso che non avrebbe potuto avere alcun contatto sessuale con chicchessia. Non aveva neanche il tempo di dormire. Nel mio film non dico se Lincoln era gay o etero, penso proprio che questo aspetto non aveva nulla a che fare con la storia che racconto. In ogni modo tutti hanno il diritto di ragionare sulla sessualità di Lincoln, gli argomenti ci sono ma non sono, sfortunatamente, memorie dirette o suoi diari, quindi nulla si può affermare con sicurezza. Io penso che il suo matrimonio sia stato un vero matrimonio e che si siano amati veramente. Non sarebbe la prima volta che un uomo gay e una donna etero si conoscono e poi si sposano. Ma io non so, veramente non so».

A sfidare il favorito Lincoln ci saranno lo spionistico Argo di Ben Affleck e il western tarantiniano Django Unchained con cinque nominations ciascuno, tallonati da Zero Dark Thirty con quattro e dall’epica avventura animalista The Life of Pi diretta da Ang Lee con tre. Fra le commedie o musical, il grande favorito è l’apprezzatissimo Les Misérables di Tom Hooper, con Anne Hathaway nel ruolo lampo – solo sei minuti – della prostituta martire Cosetta, per la quale si parla già di premio Oscar (ma intanto si gode la nomination ai Golden Globes).

Nella categoria dei migliori film stranieri l’austriaco Amour di Haneke sbaraglierà con ogni probabilità gli avversari mentre l’Italia, delusa dalla mancanza nella cinquina di Cesare non deve morire dei Taviani, si può consolare con la nomination al compositore Dario Marianelli per Anna Karenina. Ennesima candidatura, tra le serie tv, per l’ottima Modern Family e il papà gay in sovrappeso Cameron interpretato da Eric Stonestreet, questa volta affiancato dalla segnalazione alla colombiana Sofia Vergara per il ruolo della solare Gloria.

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La cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 gennaio e sarà l’occasione per consegnare alla grande neocinquantenne Jodie Foster il Cecil B. Demille Award, una sorta di premio alla carriera: “Jodie è una donna dai tanti talenti che ha raggiunto un enorme successo e continuerà a farlo nel corso della sua carriera – ha spiegato Aida Takla-O’Reilly, presidente della Hollywood Foreign Press Association -. La sua ambizione, l’esuberanza e la grazia hanno spianato la strada ad altri artisti in questo business. Lei è davvero unica”.

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