HELLO, POLLY!

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Al cinema: amore e risate in "…E alla fine arriva Polly" con Ben Stiller (nella galleria), il sequel di "I fiumi di porpora", l'italiano "Non ti muovere" e...

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Amanti di Brad Pitt, rassegnatevi. La coppia più invidiata dello showbiz internazionale gode di ottima salute. In attesa di rivedere il vostro blindatissimo beniamino in ‘Troy‘, consolatevi immedesimandovi nella di lui adorata mogliettina, Jennifer Aniston, che arriva sui nostri schermi con la commedia romanticomica ‘…E alla fine arriva Polly‘ di John Hamburg, successone in Usa dove è riuscita a insidiare nientemeno che ‘Il Signore degli Anelli‘ incassando ben 82 milioni di dollari.

La Aniston, infastidita dal fatto che “da sei anni non c’è intervista esente da una domanda sul mio status di signora Pitt” sta cercando una sua strada cinematografica dopo il trionfo televisivo di ‘Friends‘ e con questo film sembra ormai aver sostituito nell’immaginario degli americani il ruolo che fu anni fa di Meg Ryan: la regina di cuori tutta tenerezza, ma con meno melassa e più comicità di veloce consumo.

Polly è una donna che vive alla giornata e finisce sempre nei guai. Quando incontra Reuben (Ben Stiller), un ex compagno di scuola che ha il terrore degli imprevisti e non a caso lavora come analista di rischi per una grande compagnia di assicurazioni, l’incontro tra gli opposti rivoluziona inaspettatamente la vita di entrambi. Reuben è stato tra l’altro appena mollato dalla mogliettina (Debra Messing, l’adorabile Grace di ‘Will & Grace‘) che durante la luna di miele l’ha tradito per un palestrato istruttore di sub francese.

Inevitabili le catastrofi a catena in puro stile slapstick, genere in cui si è ormai specializzato Ben Stiller (‘Zoolander‘) a cui si affiancano in questo film Philip Seymour Hoffman e Alec Baldwin nei rispettivi panni del migliore amico e del capo di Reuben. “Gli ingredienti sono nel mio caso Woody Allen, Billy Wilder e, perché no, anche un po’ di comicità demenziale alla ‘Porky’s'” ha dichiarato Stiller alla presentazione romana del film. A subire le peggiori torture non un pacifico cagnolino come in ‘Tutti pazzi per Mary‘ ma un furetto cieco che è il bizzarro animale domestico della scombinata Polly.

Tra le altre uscite della settimana, il thriller sanguinolento ‘I fiumi di porpora 2‘ non più diretto da Kassovitz ma da Olivier Dahan. Il detective Niemans (Jean Reno) e il suo ex allievo Reda (Benoit Magimel), ora capitano di polizia, devono sgominare una setta monacale, ‘Gli Angeli dell’Apocalisse’, che seminano morte nella regione francese della Lorena. Un uomo è stato trovato morto in un monastero controllato dal potentissimo Heimmerich Von Garten che ha a che fare con un misterioso sosia di Gesù Cristo. In aiuto degli investigatori accorre Marie, esperta di storia della religione. Luc Besson firma soggetto e sceneggiatura.

Una sorta di incrocio tra ‘Il favoloso mondo di Amélie‘ e ‘Il tempo delle mele‘ è invece ‘Amami se hai coraggio‘ di Yann Samuell in cui gli inseparabili bambini Sophie e Julien si inventano un gioco simboleggiato da una scatola musicale in cui si sfidano a compiere azioni sempre più audaci. Quando crescono la loro amicizia diventa amore ma questo non impedisce ai due di farsi continue cattiverie pur di rispettare le regole del gioco. Cinema bon-bon con spruzzatine di veleno.

Tra i titoli italiani l’atteso ‘Non ti muovere‘ di Sergio Castellitto che ha portato sullo schermo l’omonimo libro premio Strega della moglie Margaret Mazzantini con una Penelope Cruz pasolinianamente imbruttita nel ruolo di una prostituta di borgata. E’ in predicato per Cannes.

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Escono anche gli indipendenti ‘Last Food‘ di Daniele Cini con Gigio Alberti (tema: l’anoressia, come in ‘Primo amore‘ di Garrone) e l’adolescenziale ‘3 metri sopra il cielo‘ di Luca Lucini su una diciottenne, Babi, studentessa irreprensibile che si trasforma quando incontra Step, diciannovenne violento e ribelle.

Per i cinefili il ritorno del grande Angelopoulos con ‘La sorgente del fiume‘, primo capitolo di una trilogia dedicata alla storia del secolo scorso: dall’ingresso dell’Armata Rossa ad Odessa nel 1921 fino al 1949 attraverso le vicende di due esuli innamorati, Heleni e Alexi, costretti a separarsi con l’avvento del fascismo. Puro cinema d’essai.

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