I DVD dell’estate: Paranoid Park

di

Da non perdere la special edition per il dvd dello splendido dramma di Gus Van Sant 'Paranoid Park' che include la sceneggiatura tratta dal romanzo di Blake Nelson....

659 0

Davvero ghiotta questa proposta dell’e-shop della superfriendly Lucky Red, casa produttrice e distributrice dei più interessanti film d’interesse lgbt degli ultimi anni: la special edition di Paranoid Park, poetico dramma di Gus Van Sant vincitore del Premio Speciale al 60° Festival di Cannes. A soli 17,90 euro, invece che 19,90 (si può vedere l’offerta a questo indirizzo web: http://shop.luckyred.net/Generazionale/Paranoid-park-Special-ed.html), viene proposta questa versione deluxe comprendente la sceneggiatura tratta dal romanzo di Blake Nelson con un’introduzione di Paolo Mereghetti, autorevole critico cinematografico del Corriere della Sera. Tra gli extra, quasi mezz’ora di making of, uno speciale dal titolo Gus Van Sant dentro il labirinto e un documentario di 50 minuti sulla tetralogia composta dagli sperimentali Gerry, Elephant, Last Days e, appunto, Paranoid Park, un appassionante dramma venato di giallo – ma al regista non interessa far sapere come andrà a finire l’inchiesta giudiziaria – su un sedicenne che uccide incidentalmente una guardia giurata e decide di non confessare, isolandosi sempre più dai suoi amici, dalla sua ragazza, dai suoi genitori separati, già distanti e spesso assenti.

 

«Nessuno è mai pronto per Paranoid Park» spiega Jared all’amico Alex con cui si diverte ad andare in skateboard in una piazza malfamata di Portland (ispirata alla vera O’Bryant Square).

Il protagonista, Gabe Nevins, è stato reclutato via Internet, attraverso MySpace, ed è stata una scelta felice: la sua naturalezza e la profondità dello sguardo sono eccezionali.
 

Van Sant ci mette di suo il meglio del suo stile, sperimentale nell’uso delle musiche come nel poco riuscito Last Days (di tutto un po’: c’è anche il motivetto felliniano La porticina segreta di Nino Rota) e non lineare – ma con moderazione – nella costruzione narrativa, sulla stregua di Elephant con rallentamenti dell’azione ma forse con più empatia nei confronti dei personaggi. La resa sullo schermo degli struggimenti interiori, dello smarrimento, dell’incertezza davanti a un futuro che pullula di possibilità è davvero intensa. E non solo perché Gus Van Sant, gay dichiarato, ama dirigere soprattutto giovani adolescenti: è soprattutto una questione di profonda sensibilità, di attenzione a un mondo che il regista ha imparato a conoscere, all’importanza di affrontare con delicatezza il mondo degli adolescenti (altro che reality show!).

 

Il regista ci spiega quanto la difficoltà di comunicare coi genitori – spesso ai margini dell’inquadratura – sia foriera di profondo malessere per i giovani maschi, di come la competitività sociale all’interno della scuola sia a volte insostenibile, di quanto sia importante rifugiarsi in un ideale di amicizia e magari metterlo nero su bianco.

 
Un’altra indubbia qualità del film è la splendida fotografia firmata dall’asso Christopher Doyle e dalla dolce Rain Kathy Li, in particolare per gli elaborati video delle riprese con i ragazzi sugli skaterboards.
 
Un film poetico, profondo, emozionante. Da vedere e rivedere.
Leggi   “Cary Grant era bisex”: il documentario presentato al Cinema Ritrovato di Bologna
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...