I FILM DI NATALE

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Cineguida: per tutti i gusti, ma niente gay.

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Al cinema a Natale, si dice, ce n’è per tutti i gusti: ma quest’anno non c’è nemmeno un film gay. Neppure le case distributrici più ‘attente’ al settore, cioè Keyfilms e Lucky Red, hanno puntato su un titolo gay, visto che la prima getta tra le fauci dell’appetitoso mercato natalizio (la media degli spettatori aumenta di circa il 30% durante le vacanze) una deliziosa commedia sulla marijuana, ‘L’erba di Grace’ di Nigel Cole, e la seconda un film corale passato in concorso a Cannes, e premiato ‘per l’insieme degli attori professionisti e non’, ‘Le nozze’ di Pavel Lounguine, storia di un movimentato pranzo di matrimonio in un villaggio rurale russo.

Ne ‘L’erba di Grace’ Brenda Blethyn (la magnifica Cynthia di ‘Segreti e Bugie’) è una vedova che abita in un piccolo paesino costiero inglese e che ha appena ereditato una valanga di debiti dal marito deceduto: dietro consiglio di un amico che ne apprezza il pollice verde inizia a coltivare nella serra di casa marijuana in quantità industriale da vendere a un boss londinese che si invaghirà di lei. Mentre le autorità del piccolo paese decidono di tacitare il tutto (per far crescere velocemente la marijuana bisogna illuminare di notte la serra con potenti fari che rischiarano il villaggio), Grace farà scoprire gli effetti benefici della sua erba alle sue amiche ignare dei poteri dei suoi tè così particolari.

Da antologia la scena madre in cui Grace, in riva al mare, scopre gli effetti ritardati e esilaranti di un potentissimo cannone.

In alternativa alla commedia antiproibizionista, per gli amanti del thriller, c’è il blockbuster con Harrison Ford e Michelle Pfeiffer ‘Le verità nascoste’ (What Lies Beneath), un fantagiallo hitchcockiano in cui una tranquilla coppia borghese che vive ai bordi di un lago del Vermont vede sconvolta la sua vita dalla presenza del fantasma di una giovane donna che potrebbe aver a che fare con i misteriosi vicini. Utilizzando espedienti dell’horror classico quali porte che si chiudono misteriosamente, scritte sui vetri e riflessi nell’acqua di presenze ectoplasmiche, il regista Zemeckis è principalmente interessato a far sobbalzare gli spettatori sulle poltrone, e ci riesce senz’ombra di dubbio nella scena in cui la povera Pfeiffer è immobilizzata in una vasca stracolma d’acqua e rischia di annegare.

Per una visione più tranquillizzante, per i bimbi e chi ama il cinema fantasy ci sono invece due favole contemporanee: ‘Il Grinch’, in cui un cavernicolo mostruoso e verdastro dalla faccia di cane e dal cuore minuscolo interpretato da un irriconoscibile Jim Carrey ruba il Natale al paese di Kinonsò abitato dai Nonsokì, una stucchevole comunità di esserini assoggettati al rito consumistico delle feste di fine anno, e ‘Chicken run – Galline in fuga’ di Peter Lord e Nick Park (gli autori di ‘Wallace e Gromit’), film d’animazione realizzato con la tecnica dello stop-motion e statuine di plastilina in cui un gruppo di avventurose galline deve fuggire dal pollaio di un’arpia segaligna che vuole trasformarle in gustosi pasticci.

Volete piangere? Non perdetevi il melò strappalacrime ‘Autumn in New York’ della cinese Joan Chen con Winona Ryder malata terminale che si innamora del brizzolato Richard Gere. Volete ridere?

Niente di meglio del nuovo film di Woody Allen ‘Criminali da strapazzo’ che torna alle sue commedie semplici e comiche dei primi tempi con la storia di due coniugi proletari che tentano di entrare nel caveau di una banca con un tunnel sotterraneo ma si arricchiscono invece vendendo biscotti. Tracey Ullman nella parte della moglie di Allen è semplicemente strepitosa.

Per i palati meno fini c’è anche il nuovo gag-film di Aldo, Giovanni e Giacomo ‘Chiedimi se sono felice’, spalleggiati come di consueto dalla brava Marina Massironi.

La battuta più bella spetta però a una piccola e deliziosa commedia francese che viene distribuita solo in qualche città, ‘Pranzo di Natale‘ di Danièle Thompson con Sabine Azéma e Emmanuelle Béart: ‘Non capisco perché tutto questo trambusto per il Natale. Dopotutto è solo il compleanno di un piccolo ebreo arrivista’.

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