I MIEI MI RIFIUTANO

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A 32 anni sono costretto a inventare bugie: i miei genitori non accettano la mia omosessualità. Ho la mia vita, il mio ragazzo, sono felice: ma come devo...

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Carissimo Fabio,

ho avuto modo di apprezzarti quest’estate sul palco di Torre del Lago per il Friendly Versilia…e ti dirò che sono proprio un bischero a non averti mai notato alle Iene o su Gay Tv. Sei stato semplicemente travolgente…..

Pensa che io sono gay dalla nascita, ma ho avuto grosse difficoltà ad accettarmi come tale.

A 17 anni (quella che i nostri genitori chiamano "l’età dello sviluppo") scrivevo un diario, che tenevo gelosamente chiuso sotto chiave, in cui scrivevo le mie sensazioni da gay. Il 19 luglio del 1987 i miei ebbero la brillante idea di scardinarmi il cassetto e di leggere l’atroce (per loro) verità: io ero gay! Mio padre militare, mia madre casalinga, mia sorella medico affermato non accettavano questo "mattone" sulla testa, come lo definirono loro…

Il giorno successivo mi portarono dal miglior psicologo di Pisa perché mi doveva "guarire"… A Settembre mi costrinsero a frequentare un corso di lotta libera perché diventassi più maschio, a Giugno dell’anno successivo sui cartelloni del liceo classico c’era scritto "Respinto"…e, dopo 2 anni, "Non Maturo"… Insomma un disastro! Loro mi volevano vedere con una ragazza… Per accontentarli provai a mettermi con una mia compagna di classe, ma dopo poco la lasciai senza neanche averle dato un bacio…

A 23 anni vinsi la borsa di studio di 9 mesi presso la facoltà di Scienze Politiche di Lisbona e da lì è cominciata la svolta: ho cominciato a frequentare locali e disco gay (facevo la selezione sulla porta del Fragil… ci sei mai stato?) e mi sono accettato pienamente senza aver mai avuto una relazione omosessuale.

Ora sono una persona felice interiormente: mi sono laureato, ho un ragazzo da quasi 8 anni, ho un lavoro fisso, mi sono comprato qualche giorno fa l’appartamento… ma i miei non sono ancora cambiati…

Il sabato sera esco per andare al Mamamia e son costretto ad inventare che vado in Versilia nelle discoteche etero…continuano a frugarmi in portafogli, cassetti e pantaloni nonostante viva una vita assolutamente tranquilla (casa, lavoro e boy).

Né i miei genitori né quelli del mio boy sanno che stiamo insieme anche se sembra che se lo immaginino…

Secondo te cosa devo fare, oltre che andare a vivere da solo o, forse meglio, a convivere?

Un saluto da Roberto di Pisa

P.S: Quando vieni da ‘ste parti se ti va si può fare una bella mangiata da toscanacci

Carissimo Roberto, innanzitutto grazie per i complimenti, stai sicuro che se passerò da Pisa (oltre tutto sede di gay.it) andremo a fare una mangiata…in questo mi trovi sempre d’accordo. Ma da chi andiamo? a casa dei tuoi?…scherzo!

Come tu sai io sono uno dei più grandi assertori della teoria "dirlo sempre", ma sono anche cosciente che le reazione (con relative conseguenze!) sono assolutamente inponderabili. Detto questo, secondo me comunque meglio che lo sappiano. Lo so tu magari non sarai d’accordo, visti i problemi soprattutto all’inizio. Ti ricordi anche la data in cui ti hanno scardinato il cassetto dove custodivi il diario. A parte la volgarità di scardinare un cassetto per carpire un segreto del figlio in piena estate con il caldo che fa! si sa che litigare fa sudare! a parte che se un figlio tiene un diario, non importa scardinare un cassetto: è chiaramente gay!! a parte tutte queste cazzate devo dire che se accadono cose del genere, sono solo la dimostrazione della totale mancanza di fiducia nel figlio e, l’intromissione nella sua vita, sarà totale e perenne. Quindi è bene che sappiano subito con chi hanno a che fare! Tu dici che ancora non se ne sono fatti una ragione: se la faranno, altrimenti, scusami tanto, cazzi loro! Ma come ci si può permettere di leggere un diario od una lettera??!! Spero che il miglior psicologo di Pisa dove ti portarono abbia tentato di spiegarli che non potevi "guarire". Mi meraviglia soprattutto tua sorella per la verità, medico affermato ma non illuminato. Immagino che al corso di lotta libera l’effetto sortito sia stato assolutamente l’opposto: Quanti bonazzi c’erano!? E a te è andata relativamente bene! Pensa ad un mio amico, quando disse ai genitori che era gay, la madre ( e non scherzo!!) chiese al medico di famiglia se esistevano delle pillole "per tornare normali"! Come spesso accade, la soluzione migliore (per chi può farlo) è andarsene, almeno per un pò. Da lontano le cose ci sembrano meno drammatiche, si riesce ad avere una visione più obbiettiva della situazione. Si riesce a prendere decisioni più lucide, senza essere assaliti da stupidi sensi di colpa. Hai fatto benissimo ad andare a Lisbona (non sono mai andato al Fragil…ma ci andrò stai sicuro!). Sono contento che tu abbia trovato un tuo equilibrio, e geloso, che tu abbia trovato un fidanzato da otto anni ! 🙂

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