I peli pubici finti di “The Foxy Merkins” vincono “Some Prefer Cake”

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La commedia americana di Madeleine Olnek trionfa all’VIII edizione del festival bolognese

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È probabilmente il film lesbico col titolo più bizzarro degli ultimi anni: “The Foxy Merkins” significa letteralmente “Le pelliccette di volpe per pubi femminili” ed è la commedia statunitense diretta da Madeleine Olnek che domenica sera ha trionfato all’ottava edizione del festival lesbico bolognese ‘Some Prefer Cake’ conclusosi con successo di pubblico dimostrato da più di 6000 presenze.

La giuria composta dalla copywriter Lucia Jorini, dalla documentarista La Mile e dalla giornalista Veronica Noseda l’ha scelto “per l’originalità e l’ironia, uno sguardo surreale e mai moralista sulla sessualità nelle sue molteplici sfaccettature. Uno dei meriti della pellicola è la scelta di usare un corpo non conforme ai canoni estetici mainstream per mettere in luce i rapporti attuali tra sesso e denaro nella società americana, con particolare attenzione alle dinamiche di classe”.

“The Foxy Merkins” racconta l’incontro a New York di due prostitute per donne, la femme professionista ma eterosessuale Jo (Jackie Monahan) e la novizia butch Margaret (Lisa Haas), pronte a soddisfare casalinghe tirchie ma anche abili nel mercanteggio con venditori di insoliti accessori erotici.

Tra i documentari ha prevalso il biopic “Violette Leduc, la chasse à l’amour” di Esther Hoffenberg “per la passione e la grande maestria della regista che ha saputo riportare sulle scene la vita e gli scritti di un’importante autrice del ‘900 francese facendola conoscere ad un pubblico più giovane”. La giuria composta da Enza Negroni, Linda Chiaramonte e Sara De Giovanni ha anche assegnato una menzione speciale al franco-sudafricano Thokozani Football Club: Team Spirit “per il valore e l’impegno politico e sociale dimostrato dalla regista Thembela Dick che ha raccontato la storia della squadra sudafricana di calcio femminile in un Paese in cui esporsi e dichiararsi lesbica è molto rischioso”.

Nella sezione cortometraggi vince il brasiliano “O Olho e o Zarolho” di René Guerra e Juliana Vicente. I giurati Elisa Delogu, Paola Gabrielli e Rita Felicetti motivano così la scelta: “perché con tanta delicatezza affronta un tema molto umano, il dubbio, e lo fa attraverso lo sguardo innocente e senza pregiudizi di un bambino”. Menzione speciale al corto animato spagnolo “Orbitas” di Jaime Maestro “che porta il tema dell’amore oltre ogni limite (quello terreno e quello della guerra)”.

I premi del pubblico vanno invece a “Reaching for the Moon” di Bruno Barreto (lungometraggi), “Alice Walker: Beauty in Truth” diretto da Pratibha Parmar (doc) e nuovamente “Orbitas” (cortometraggi).

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