I PORNOKIDS DI LARRY CLARK

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Sesso e violenza in "Ken Park", film insolito di questa bollente estate. Erezioni, incesti, eiaculazioni: immagini forti squarciano la vita di aolescenti californiani allo sbando.

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Ecco un film veramente ‘hot‘. E in questi giorni termicamente esagerati varrebbe davvero la pena recuperare i bollenti spiriti di ‘Ken Park‘, film del 2002 dei registi/fotografi Larry Clark e Ed Lachman (era passato a Venezia nella sezione ‘Controcorrente’) ripescato dalla sempre poco avveduta distribuzione estiva che per una volta non ha tirato fuori il solito, sciatto fondo di magazzino ma un intenso e provocatorio dramma corale su adolescenti allo sbando nella California contemporanea. Chi è convinto che ormai il sesso al cinema sia già abbondantemente sdoganato avrà un’ulteriore conferma assistendo ai deliri sessuali di quattro famiglie dell’anonima cittadina di Visalia, a metà strada fra Los Angeles e Fresno: un ragazzino con sopracciglio piercato delizia con un insistito cunnilingus la madre similBarbie della sua fidanzatina e il mattino dopo il marito di lei lo ammira compiaciuto vicino alla figlia in una idilliaca colazione da Happy Family; un padre ossessionato dal body building teme che il proprio figlio sia gay ma una sera, ubriaco, lui stesso tenta di stuprarlo cercando di avere con lui un rapporto orale (“Stai tranquillo… sono papà”. E al suo rifiuto: “Non mi ama nessuno!”); una bella ragazza messicana è ossessionata dal padre religiosissimo devoto della moglie morta che la malmena quando la becca mentre si scopa un ragazzo legato al letto e la obbiglia a vestirsi con l’abito da sposa della madre. Lei si pente e subito dopo organizza un bel trio orgiastico con altri due.
Né manca la violenza estrema che già aveva contraddistinto i suoi precedenti ‘Kids‘ e ‘Bully‘ (sceneggia il trasgressivo Harmony Korine di ‘Gummo’). Un adolescente impressionato da foto di bambini africani scheletrici semplicemente perchè non hanno un nome uccide a coltellate il nonno perchè bara a Scarabeo e la nonna perchè è una “fottuta passiva”: si spoglia completamente, prende un coltello, li ammazza mentre dormono e lordo di sangue ha un’enorme erezione. Un ragazzino fan dello skateboard, detto Ken Park (che letto al contrario suona come il maligno soprannome che gli avevano affibbiato i coetanei, ‘crap neck’ cioè ‘collo di merda’), si suicida sul punto più alto della pista da skate sparandosi un colpo alla tempia riprendendosi con la telecamera.
Meno riuscito di ‘Kids’ ma più coinvolgente di ‘Bully’, è interessante soprattutto per le inconsuete scene di sesso, esplicite e originali: inquadrature bizzarre come il primissimo piano di un pene che orina in panoramica fino alla bocca che trangugia birra o una masturbazione frontale in anossia (con la cintura dell’accappatoio al collo) completa di abbondante eiaculazione. “L’attore James Ransone ha avuto più di un anno per prepararsi alla scena. E’ emotivamente devastante per un attore dare così tanto se stesso in un ruolo” dichiarò a Venezia Larry Clark.
C’è da credergli.

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