IL CORAGGIO DI DIRLO

di

"Sono gay". Le vostre storie, la vostra forza, i vostri racconti alla jena.

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Queste lettere sono arrivate a Fabio Canino, la jena di Gay.it, in risposta al suo appello lanciato nella sua rubrica: raccontatemi il vostro ‘coming out‘. I vostri problemi nel confessare la vostra omosessualità. Dopo l’aggressione di alcuni fanatici neofascisti al ragazzo di Orbissano che in classe aveva difeso Oscar Wilde e il Gay Pride, queste lettere assumono un’importanza ancora maggiore: quella di testimonianza, coraggio, forza interiore, necessità di combattere il pregiudizio. Senza paura, scrivete ancora a fabiocanino@gay.it.

ARIETE, 22 anni "HO IL DIFETTO DI NON SAPER DIRE LE BUGIE"

Caro Fabio,sono un ragazzo di 22 anni e vivo nel meridione. Purtroppo ho il difetto di non saper dire le bugie, quando le dico mi si legge in faccia che sto mentendo e poi mi faccio i sensi di colpa per non essere stato sincero. Quindi per forza di cose ho dovuto dirlo a quelli che consideravo i miei amici. Per quanto riguarda i miei amici maschi, la reazione è stata orribile. Si sono dileguati,quando mi incontrano per strada non mi salutano più, perchè ahimè, è la verità,pensano che essere gay significhi voler abbordare tutto il genere maschile terrestre ed acquatico. Le mie amiche invece…qui è un pò più complicato. Tanta gente si dichara aperta di mentalità e disposta ad accettare l’omosessualità, ma a conti fatti sono veramente pochi quelli che ti stimano e ti apprezzano fino in fondo. Immagine che una mia amica, cara allora, dopo aver saputo di me non mi saluta più col bacio, evita qualsiasi tipo di contatto fisico, mi schifa in altre parole. Purtroppo è così. Consiglio a tutti quelli che volessero dirlo ai proprio amici, di sottolineare il fatto che essere gay NON è UNA SCELTA MA UNA CARATTERISTICA. Si dicono troppe cretinate in giro in merito a questa cosa, come per esempio che è una SCELTA DI VITA, ed io mi imbestialisco perchè non è vero e poi quest’idea induce parenti e amici a sperare e a stimolare un cambiamento che non potrà mai avvenire. Sono stato chiaro?

Grazie

STEFANO, 26 anni: "DIRLO AI MIEI MI HA SALVATO"

Mi chiamo Stefano, ho 26 anni e vivo a Londra da 4 anni e quasi 4 mesi dove lavoro come ragioniere. Sono Italianissimo, di Cantu’ in provincia di Como. Ho letto con interesse la lettera di Blueboy, il cui padre odia i gay, e vorrei raccontare la mia esperienza. Io ho detto ai miei genitori di essere gay a febbraio del 2000. Non riuscivo piu’ a tenerlo nascosto. Diventava un peso mentire a mio padre e mia madre. Quello che mi agosciava era che non capivo il motivo delle mie bugie; non nascondevo un crimine, una malattia o qualcosa di male che avevo fatto. Nascondevo il fatto di essere gay! Che cosa c’e’ di male nell’essere gay? "Niente" era sempre la risposta che avevo in testa! E perchè nascondersi allora? Odiavo mentire ai miei genitori ogni volta che facevano qualche domanda sulla mia vita privata. Quando andavo a trovare la mia famiglia ero sempre con la voglia sfrenata di aprirmi a loro, ma la paura era sempre tanta. Mi vedevano 2 volte l’anno e non volevo rovinargli quei pochi giorni di convivenza che avevamo insieme. Questo però voleva dire altre bugie; fino a quando sono scoppiato. A febbraio del 2000 presi 4 giorni di ferie e volai a casa solo per dire ai miei genitori che sono gay. Ci e’ voluto del tempo. Glielo dissi di domenica, dopo pranzo. Avevo la salivazione completamente azzerata, tremavo e c’era sempre quel pensiero in testa che mi diceva "Stefano, fino a quando non dici quella parola sei ancora in tempo" Dopo tanta esitazione e con voce tremolante parlai con mia mamma e papà. Come prima reazione mi chiesero come facevo a ritenermi gay, visto che secondo loro fisicamente non lo sembro! (lo so che la domanda nasce spontanea?!?!). Commenti e riflessioni banali seguirono la conversazione, ma li lasciavo parlare perche’ sapevo che non mi avrebbero mai potuto accettare immediatamente. Gli dissi di prendere del tempo e di cercare di cambiare il loro modo di pensare. In precedenza anche loro sfortunatamente avevano fatto commenti un po’ bruttini nei riguardi dei gay. E’ passato un anno e cercano di evitare l’argomento ma almeno sanno della mia sessualità e ne sono contentissimo.

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Per concludere. Mi è costato tanto coraggio, penso anche di essere stato fortunato, ma ti posso dire che è la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita fino ad oggi e consiglio a tutti di farlo.

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