IL FESTIVAL PARTE DALLA STRADA DI FELIX

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Dal nostro inviato al Festival del Cinema, il resoconto della inaugurazione e della prima giornata.

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E’ un party tra amici il XV Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico di Milano, presentato dall’informale cordialità del simpatico direttore Giampaolo Marzi che all’inaugurazione nel centrale Cinema Pasquirolo a due passi dal Duomo (sala non grande ma quasi piena) ha ricordato l’idea di ‘movimento’ su cui è incentrata l’edizione di quest’anno, presentando, tra gli altri, la regista dello Zimbabwe Sue Maluwa Bruce che ha avuto non pochi problemi per ottenere visto e passaporto e arrivare incolume a Milano (la situazione deve essere tremenda, vista l’esplicita omofobia del presidente Mugabe).

Grande attenzione all’aspetto multimediale del Festival è testimoniata inoltre dalla grossa scritta al neon sotto lo schermo che ricorda l’indirizzo web del Festival (www.cinemagaylesbico.com, funzionale e praticissimo).

Proprio un on the road sui generis ha inaugurato il festival, ‘Drole de Félix’ (La strada di Félix) di Olivier Ducastel e Jacques Martineau, fiaba moderna su un pied noir sieropositivo di origine algerina appassionato di telenovelas che vive in Normandia col fidanzato e decide di cercare il suo padre naturale a Marsiglia. Zaino in spalla e l’inseparabile aquilone arcobaleno sotto braccio, attraversa una Francia quieta e boscosa incontrando quella famiglia ideale scelta dalle affinità elettive che non ha mai avuto (e il film è proprio diviso in capitoli con i nomi dei vari componenti della neofamiglia): c’è il fratellino, un giovane disegnatore che si innamora di lui, la nonna affettuosa che vive sola, il cugino che è un bell’uomo con cui fa sesso tra i cespugli (e con utile messaggio erotico-ecologista si ricorda di non buttare il preservativo tra i rovi!), infine il padre che riconosce in un umile pescatore di Marsiglia a cui donerà l’amato aquilone. Non manca l’orco cattivo, un assassino che ammazza un tipo e lo getta nel fiume: Félix assiste al fatto ma non lo denuncia e capirà quello che è successo solo dalla tv. In una parte secondaria, una madre con tre figli avuti da tre uomini diversi, ritroviamo, con un insolito caschetto nero lungo, la brava Ariane Ascaride, moglie del regista Robert Guédiguian, il più grande cine-narratore della Francia del Sud.

‘Drole de Félix’ è uno di quei film pacificatori che a fine proiezione ti fa stare meglio, come una fresca primizia di stagione offerta senza troppa melassa e con uno di quei sorrisi discreti e amabili delle cose buone di provincia. Scena commovente: Félix e la nonnina prendono insieme le mille pastiglie per i mali diversi che hanno e lui poi le regala il comodo contenitore differenziato.

‘La strada di Félix’ verrà distribuito nelle sale dalla Mikado a luglio ed è nel listino delle videocassette e-Mik (per cui si potrà comprare via Internet).

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