Il maschio del futuro in scena al “Gender Bender”

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Torna il festival multidisciplinare bolognese (28/10 - 2/11) dedicato all'arte contemporanea intergenere. Grande attenzione alla produzione tv queer. Ospite d'eccezione, la regista Rose Troche.

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È il maschio del futuro il protagonista della sesta edizione del Festival Internazionale Gender Bender, una delle vetrine interdisciplinari più interessanti e innovative del panorama italiano, in programma del 28 ottobre al 2 novembre a Bologna e diretto come sempre da Daniele Del Pozzo.

Come sarà l’uomo dell’avvenire? Che sia in lenta ma percepibile evoluzione, alla ricerca di un’identità sessuale sempre più multiforme e fluttuante, lo riprovano le intriganti proposte di questa manifestazione espressamente dedicata alle "nuove rappresentazioni del corpo e agli immaginari contemporanei prodotti dagli artisti intorno alle identità di genere e di orientamento sessuale".

Emblematici sono i due giovanissimi interpreti dello spettacolo in prima nazionale ’13’ della coreografa inglese Beth Cassani che mette in scena un ludico rito di passaggio in cui i suoi due figli tredicenni spiegano allo spettatore ‘come diventare un uomo in cinque facili mosse’ (sono previste repliche solo per quest’anno, finché i ragazzi non saranno adolescenti). È invece una performance interattiva Placebo Treatment dell’autore del controverso Messiah Game, il tedesco Felix Ruchert, che sarà ospite del Gender Bender: nella nuova sede del MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, tre ballerini-demiurghi trasformeranno i corpi di alcuni spettatori in vere e proprie sculture viventi alla Gilbert & George (presenti nella sezione cinema con l’ottimo doc With Gilbert & George di Julian Cole). I diversi modelli di relazione declinati al maschile sono invece al centro di Still Difficult Duet del belga Pietre Ampe e del portoghese Guilherme Garrido.

Molto ricca e stuzzicante la sezione Cinema: da non perdere in anteprima nazionale il bislacco Mr. Lonely del demonietto prodigio di Gummo, Harmony Korine, che ci aveva incuriosito l’anno scorso a Cannes coi suoi deliranti cloni-groupies di celebrità assolute quali Michael Jackson e Marilyn Monroe (ma c’è persino un Papa puzzolente che va a letto con la Regina Elisabetta), riuniti in una insolita comune nelle Highlands scozzesi. Tra le possibili scoperte, anche il melò thailandese Bangkok Love Stories di Poj Arnon su un killer che si innamora dell’uomo da uccidere e la commedia spagnola Spinnin di Eusebio Pastrana sulla paternità gay. Tra i doc, segnatevi l’eccellente Derek di Isaac Julien, poetico ritratto del più visionario e meno allineato regista inglese gay, il mai abbastanza compianto Derek Jarman.

Particolare attenzione è rivolta alla produzione queer trasmessa in tv: in Spazio Cult si può recuperare, tra gli altri, l’intensa docu-story Reparto Trans e la simpatica docufiction lesbica Santiago – anche le lesbiche sono pellegrine. Gli amanti del genere bear non possono invece perdersi Grassi, grossi e pelosi, doc dedicato espressamente alla comunità ursina e ai suoi affiliati.

Ospite d’eccezione di quest’edizione, la regista americana Rose Troche (Go Fish, The L Word) che presenterà la sezione "Soggettiva. Cinema e tv, documenti di un immaginario che cambia" a cura di ArciLesbica Bologna. Sarà possibile vedere in anteprima europea il film in costume Affinity tratto dall’omonimo romanzo di Sarah Waters e la commedia degli equivoci Butch Jamie di Michelle Ehlen. La retrospettiva è invece dedicata alla regista inglese di origini indiane Pratibha Parmar ed è curata da Antonia Ciavarella.

I lavori dei finlandesi Jukka Korkeila e Heidi Lunabba, per la prima volta in Italia, sono invece al centro della sezione Arti Visive che si avvale della collaborazione della residenza per artisti e critici internazionali Nosadella.due e dello spazio indipendente Neon>Campobase.

Non mancano tavole rotonde, dj-set, spettacoli teatrali (occhio a Pazza Cremona con Alessandro Fullin e Gisella Beina, evento gratuito il 30 ottobre alle 18.30 presso le Officine Minganti). La proposta è davvero ciclopica, nel segno di uno sperimentalismo intergender attento alle novità più creative dell’arte contemporanea.

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Si inaugura domani sera alle 18.30 al Cassero col talento ultragender di Paolo Poli che presenterà alcuni estratti del suo nuovo spettacolo Sillabari ispirato ai racconti di Goffredo Parise.

Potete trovare tutti gli appuntamenti sul sito www.genderbender.it.

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