IL MIO AMICO PIÙ VIRILE È GAY!

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La travolgente Anna Maria Barbera ci parla del suo ruolo di Annuccia, mamma di un ragazzo bisex nella commedia 'Ma l'amore…sì!'. E scopriamo che, nella vita, ha una...

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Anna Maria Barbera è un irrefrenabile ciclone di simpatia. Ti travolge con una parlantina affabile e disinvolta che mette subito a proprio agio. Quando la contattiamo al telefono si dice dispiaciuta perché non possiamo vedere «quanto è dimagrita, sono tutti sorpresi» (e ci rivela che forse è anche grazie all’aiuto di qualche medicinale) visto «che la tv allarga tantissimo». E soprattutto non possiamo ammirarla nell’insolito look da hostess in elegante blu aviazione nella promozione «all’Italia», per la Eagle Pictures, della commedia di Tonino Zangardi e Marco Costa Ma l’amore…sì! da oggi nelle sale. La Sconsy nazionale, cresciuta artisticamente nella prestigiosa Bottega Teatrale di Vittorio Gassman dove veniva chiamata ‘la strega’, veste qui i panni di una mamma calabrese che si trasferisce con tutta la famiglia a Roma per aprire il ristorante ‘Il Piparedduzzo’, complice la cospicua eredità del nonno Alcide mancato improvvisamente.
Scopriamo così che anche Anna Maria, come Annuccia, ha preso armi e bagagli e si è trasferita ma in una città molto più a nord, Amsterdam, dove, appena può, raggiunge il fratello. E veniamo anche a sapere di un suo insospettabile passato come giornalista e critico cinematografico per un periodico siciliano.
Dove avete girato Ma l’amore…sì!?
Soprattutto in Calabria, a Diamante, e poi a Roma. Abbiamo raccontato il clima non soltanto meteorologico di quella terra, di quella famiglia, col mare, la sua gente e la sua ricchezza.

Parlaci del ruolo di Annuccia Jorio…
Annuccia è una ‘Madre in Italy’ visto che bisogna ribadire che il film è una commedia ‘made in Italy’. È una mamma ma anche una moglie, una donna che cerca, con dolcezza e pazienza, le risorse a cui attingere per equilibrare le richieste tra la tradizione del passato e il futuro, con un marito che non riesce a fare questo viaggio verso la vita mentre i figli gli mettono davanti l’avvenire che si affaccia. Annuccia si trova a far fronte a richieste serie: dall’identità sessuale del figlio alla diversità del genero straniero di cui s’innamora la figlia.
Com’è il rapporto tra Annuccia e Carmelo, il figlio che vive con una certa inquietudine la scoperta della propria bisessualità?
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Com’è il rapporto tra Annuccia e Carmelo, il figlio che vive con una certa inquietudine la scoperta della propria bisessualità?
Annuccia è una madre moderna nel senso importante della parola: non è una modernità banale e fasulla ma capace di custodire il passato e cogliere il nuovo, la vita che si trasforma. Capisce che alla fine la diversità non esiste: la diversità è in ognuno di noi, ciascuno di noi è diverso. Come dice Annuccia mentre discute con il marito che ha difficoltà ad accettarla, «la diversità ‘arricca’», è un arricchimento: sia quella sessuale che razziale e religiosa.

Come si sei trovata sul set con Lorenzo Balducci, l’attore che interpreta Carmelo?
Sono felice che sia stato mio figlio, mi piace tanto. Mi sono trovata molto bene con lui. Penso che sia un attore intenso, me lo vedo a fare ‘Amleto’ di Shakespeare. Ha già comunque una carriera che si annuncia importante.
Ma tu, personalmente, che conoscenza hai del mondo gay?
Il mio amico più virile, l’uomo più uomo che ho conosciuto è omosessuale! È un uomo ‘di testa’ sia nel sociale che nella famiglia, è gay e io ne sono molto contenta. Ho diversi amici omosessuali. Trovo che siano persone molto complete, molto ricche di sfumature. Anche se le persone vuote e stupide le trovi dappertutto, nell’omosessuale ho sempre visto più raffinatezza.
So che hai una figlia molto carina, Charlotte, che ha vent’anni e studia Scienze della Comunicazione. Se ti dichiarasse di essere lesbica come reagiresti?
Quello che posso desiderare è che lei trovi se stessa. Ma ad essere onesta ti dico che non lo so: una cosa è immaginarlo, una cosa è viverlo. Diciamo che una mamma desidera per un figlio la strada più semplice ma non è detto che quella per la realizzazione più completa sia la più battuta. L’importante è non essere ipocriti. Ci sono occasioni in cui mi sono trovata a rifletterne con mia figlia perché amici o amiche hanno vissuto questa situazione. Una madre deve anche orientare, vegliare sui propri figli anche nel caso di un rapporto eterosessuale: una figlia si può innamorare di un uomo ma di quello sbagliato. Devi però lasciare una completa libertà di scelta.

E riguardo al matrimonio e alle adozioni gay che cosa pensi?
Non ho nessuna obiezione riguardo al matrimonio gay: se nella coppia c’è il desiderio di dare una definizione giuridica, sociale e religiosa si tratta di una scelta personale che non mi sembra sbagliata. Per quanto riguarda l’adozione, qualunque nucleo d’amore che possa strappare un bambino al disastro emotivo in cui si trova è benvenuto e benedetto. Quindi se una coppia gay sa amare e guidare questo bambino è un bene. L’unica cosa che mi preoccupa è che la società non è ancora pronta e potrebbe creare problemi a questo bambino: comunque sarà dovere e cura della coppia gay non alterare i ruoli. L’importante è che si non crei confusione nel bambino sul ruolo del maschio e della femmina. Strada facendo così i bambini capiranno che cos’è un padre e una madre. Ma è importante che l’amore li salvi.
Qual è l’omosessuale famoso che ti piace di più?
Cecchi Paone, per il suo garbo e l’eleganza ma anche il compagno di Gianni Versace (Antonio D’Amico, ndr) di cui avevo visto in tv un’intervista che mi era piaciuta tanto.

Tornando ai tuoi personaggi, come sta Sconsolata?
Sconsy sta cercando di realizzare il suo sogno nel sacchetto!
Ma Sconsy l’ha trovato quest’uomo ‘sensibbile e secksy’?
Sconsy è sempre arrabbiata con Salvatore… Da Maria De Filippi ha fatto il picco degli ascolti! Ho portato mio cugino e mio zio finti mentre Salvatore era Rocco Barbaro. Abbiamo fatto questo gioco che sembrava una pièce teatrale!
E Anna Maria, invece, l’ha trovato?
Sì, l’ho trovato ‘sensibbile e secksy’! Io ho sempre avuto fidanzati giovani e belli ma ho un problema: non riesco a innamorarmi, è il mio carattere. Sono sempre stata una ribelle indipendente, molto esigente. Ecco perché dico: Ma l’amore…sì!. Ma averlo, l’amore!
So che stai per uscire con un libro…
Sì, non so ancora i tempi ma posso anticiparti che si chiama ‘Per l’amico diletto’ ed è rivolto alle donne e ai vari amici ‘di letto’ quindi anche agli uomini che sapranno riconoscersi. Spero di continuare poi questo ‘volo creativo’ con la Eagle sperando di continuare questo piccolo grande viaggio che è la vita sempre sulla strada dell’amore!
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