IL NANO E LO SPILUNGONE

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Un uomo troppo piccolo, un ragazzo troppo alto. Una relazione gay pericolosa che finisce in tragedia. E' "L'imbalsamatore" l'applauditissimo film di Matteo Garrone da oggi nelle sale.

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ROMA – Esce finalmente nelle sale "L’imbalsamatore", il film di Matteo Garrone presentato nella sezione "Un Certain Regard" dell’ultimo festival di Cannes, dove è stato accolto con calorosi applausi. E il regista e gli attori della pellicola saranno per l’occasione stasera al Gay Village di Roma, per festeggiare l’evento con la comunità omosessuale.

In "L’imbalsamatore", uno dei più attesi film a tematica omosessuale della stagione, un nano forse gay, sicuramente innamorato di un bellissimo cameriere conosciuto allo zoo, assume il giovane nel suo laboratorio e si lega progressivamente a lui che nel frattempo non ha casa e ha lasciato la fidanzata. Lo coinvolge a sua insaputa persino in un lavoro mafioso a Cremona (riempire un cadavere di cocaina) e quando il ragazzo incontra Deborah, una bella bruna rifatta, sarà tragedia.

Ispirato a un fatto di cronaca nera tra animali impagliati, amori impossibili, mostri che diventano vittime e vittime boia, "L’imbalsamatore" è un originalissimo e interessante thriller dell’anima che conferma Garrone tra i più talentosi nuovi registi italiani. E’ uno strano film drammatico che sconfina nella fiaba nera giocato sull’ottima interpretazione dei protagonisti, molto apprezzata anche a Cannes: Diego, il bel ragazzo allampanato, indeciso su dove stare e con chi, è il fascinoso modello napoletano Valerio Foglia Manzillo, la bella Deborah ha il volto, già visto nell’"Ultimo Bacio" di Muccino, di Elisabetta Rocchetti, e Peppino, l’uomo bassissimo pieno di dignità ma incerto sulla propria sessualità è interpretato dall’attore napoletano Ernesto Mahieux. Dopo una lunga gavetta come guantaio, lavapiatti, cuoco, viaggiando da Napoli a Milano per sbarcare il lunario, Mahieux, 56 anni, ha "svoltato" con gli spettacoli a Little Italy al fianco di Mario Merola. Poi ha lavorato in teatro con la Stabile di Torino, Pupella Maggio, Tato Russo. Infine, dopo una serie di piccoli cameo da caratterista del cinema, il ruolo da protagonista in «L’imbalsamatore», ruolo che, come lui stesso ha racconta al Mattino di Napoli, gli è arrivato per caso: «Garrone era a Roma in un ristorante, ma non c’era posto e due attori napoletani, Francesco Ruotolo e Salvatore Felaco, lo invitarono al loro tavolo. ”Cerco un attore molto piccolo di statura per il mio nuovo film”, spiegò lui e loro fecero il mio nome. Sembra incredibile, ma è così che sono diventato l’imbalsamatore».

Il suo personaggio è inquietante: un nano omosessuale e cocainomane, oltre che imbalsamatore di animali, che spaventò anche lo stesso Mahieux al momento in cui lesse la sceneggiatura: «Quando la lessi, mi resi irreperibile per un paio di settimane – ha riferito al quotidiano napoletano – Non è per me, pensai, troppo sgradevole. È vero, sono piccoletto, 1 e 50, ma non un nano, e trasformarmi in un mostro che adescava i ragazzi alla stazione Termini non mi andava. Poi Garrone mi convinse cambiando molti aspetti della storia: oggi il film è solo ispirato a quel brutto fatto di cronaca, ma non lo racconta nei dettagli. È un noir, un thriller molto particolare».

Mahieux, Valerio Foglia Manzillo, Elisabetta Rocchetti saranno con il regista Matteo Garrone venerdì 6 settembre, dalle ore 24.00 al Gay Villagge al Testaccio di Roma per festeggiare l’uscita nelle sale del film prodotto dalla Fandango.

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