IL PAPA’ CONTRO GLI AMICI

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Un ragazzo dice a suo padre che è gay, e lui gli proibisce di frequentare la compagnia. L'amico scrive alla jena: 'come posso fare per aiutarlo?' E la...

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Ciao Fabio, non ho mai scritto ad una rubrica del genere forse perché mi sono sempre abbastanza accettato come gay. Ma al di la del mio percorso di crescita, anche se oramai trentenne, voglio parlarti non di me ma del rapporto con un amico e dei suoi problemi attuali. E’ lui che mi ha fatto conoscere te, che mi introduceva a certe cose a me estranee, tipo le tue trasmissione, alcuni film, le trasmissioni di Platinette o della Pina o conoscere l’ultimo singolo di Madonna ( che fa molto omo, io lo sono da sempre ma preferivo Bach!). Siamo cresciuti insieme; io uscivo da una relazione lunga e pesante e lui iniziava a scoprirsi e insieme abbiamo fatto tante cose, scoperte, molti discorsi seri e non, molte tappe del nostro coming out, ci siamo incontrati oramai 4 anni fa, una domenica pomeriggio, io l’ho salutato dicendogli “credo che oggi sia nata una bella amicizia” e da qual giorno così è stato. Insomma tutto ok nella nostra amicizia lui piano piano si è accettato, tanto che tempo fa lo ha detto a suo padre e singhiozzando e piangendo mi ha telefonato subito per dirmelo, Come avrai capito la reazione alla cosa non è stata delle più positive, il padre ha tirato fuori i soliti stereotipi, le solite paure, le solite cose insomma, ma piano piano e grazie soprattutto a lui, le cose si sono calmate. Fino ad oggi. ….Mi ha chiamato il mio amico per dirmi la “novità”, ovvero: un non ben definibile individuo (imbecille a dir poco) ha detto a sua nonna, e la nonna naturalmente a sua figlia, che il mio amico frequenta me ed altre persone gay. Devo dire a premessa che la nostra compagnia, oramai formata da parecchie affiatatissime persone omosessuali, non si fa molti problemi e vive apertamente la cosa. Ed è proprio qui il vero problema io in questo sabato pomeriggio mi sento impotente (sia ben chiaro non pensare male!!) di fronte alla sofferenza del mio più importante amico che mi chiama e mi dice che stasera non esce con noi perché è scoppiata un casino in casa perché è gay, impotente perché non so come aiutarlo, impotente di fronte alla stupidità della gente. Eccomi qui a scriverti per un consiglio, lui per il bene dei suoi, e di bene gliene vuole veramente tanto, è arrivato ad accettare l’idea di suo padre di non frequentarci più, di limitarsi perché la gente chissà cosa pensa, di andare ad abitare sotto di loro (immaginate un po’) quando invece con noi e in compagnia è una persona serena contenta un gay maturo…una persona! Forse la ha accettata solo oggi poi cambierà idea, visto che la cosa è ancora calda, come al solito lui si riprende nella distanze ( un maratoneta, io più uno da 100 metri che finisce le sue energie subito) Mi prende l’angoscia, come aiutare un amico? Perché mi sento in colpa anche un po’ io per averlo indirizzato in questo suo scoprirsi piano piano? Intanto sua madre piange, il padre accetta ma non condivide e dice di non fare il cretino in giro e non far soffrire gli altri. E io sto qui a scriverti perché non so che fare, non so come aiutare un mio amico che adesso avrà tanta merda (pardon concedetemi il colorito linguaggio) nel cervello da non riuscire neppure a lavorare o a reagire positivamente. Che faccio? Mi verrebbe da parlarci io con i suo genitori, ma non so se accetterebbe lui e soprattutto non so se peggiorerei la cosa girando il coltello nella piaga, gli ho detto “ OK ci sentiamo fammi sapere e se hai bisogno di qualcosa – chiamami; ma poi sono qui che avrei voluto passare la serata con lui con i nostri discorsi con le nostre risate, con un cinema o una pizza e chissà cosa altro. Invece sono qui dubbioso riflessivo, impotente di fronte ai soliti pregiudizi che credevo superati, alle solite cazzate che credevo estinte. Il male più grosso è che il mio amico starà male, pensieroso perché questo mondo gli ha rovinato la più bella cosa che aveva costruito. La sua vita e le sue amicizie!
Scusa per lo sfogo e per la lunghezza
Un salutone
Sky

Carissimo Sky. Il tuo amico deve essere molto fiero di avere un amico come te. Una persona che sta male (veramente) per il semplice fatto che l’amico sta male. Un pò quello che succede ai gemelli, no? Leggendo la tua lettera mi sono venuti in mente i miei di amici. Persone con le quali anch’io, nel corso degli anni, ho vissuto gioie e dolori. Amici con i quali ci siamo consigliati, consolati, divertiti. Bella cosa! auguro a tutti di avere amici veri. Ma c’è un momento in cui anche il più caro degli amici deve fare un passo indietro. Questo momento credo Sky, sia giunto anche per te. In questa situazione devi lasciare al tuo amico la possibilità di chiarirsi una volta per tutte con la sua famiglia. Da solo. Oramai il casino è scoppiato e le cose, bene o male, si dovranno chiarire. Mi piacerebbe dire si dovranno sistemare, ma purtroppo non sempre le cose vanno come si vorrebbe. In questa brutta storia almeno il padre, fortunatamente, ha “accettato” la situazione. Non farà i salti di gioia ma non ha avuto la reazione della madre. Questa è una situazione veramente personale tra lui e la sua famiglia. Una sorta di resa dei conti. Vedremo chi tra il padre e la madre riuscirà a convincere l’altro. L’unica cosa di tutta questa faccenda che mi lascia un pò perplesso è il fatto che il padre, una volta saputo dell’omossessualità del figlio, non si sia confrontato con la moglie. O i due hanno un pessimo rapporto, o la madre già sapeva, ma voleva nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi. Noi invece gli struzzi li usiamo solo per i boa!!! Le “richieste” del padre del tuo amico circa il suo futuro sono allucinanti, ma forse dette (spero!) in un momento di rabbia e dolore. E’ chiaro che il figlio, più che maggiorenne, deciderà di testa sua circa chi frequentare e dove abitare. Sono d’accordo con te sul fatto che in questo momento di grande confusione anche per lui, abbia in qualche modo accettato le condizioni della famiglia, vuoi perché sicuramente ama la sua famiglia, vuoi perché in questo momento sta visitando la “sagra dei sensi di colpa!”, tipico di ogni Italiano che si rispetti. Lui ci aggiunge ” l’aggravante ” del senso di colpa gay…tombola!!!! In questo momento non puoi fare niente, se non aspettare che il tuo amico ti chiami. Vedrai lo farà presto. Sei il suo miglior amico e sarai la prima persona con la quale sfogarsi e raccontare come sono andate le cose. Non cercare di fare quello che vorresti facesse lui. Con i suoi genitori se la deve vedere lui. Sicuramente sa come prenderli. Se vorrà coinvolgerti nella discussione, te lo chiedere direttamente lui. Devi avere pazienza, non ti far prendere dall’angoscia. Soprattutto non ti sentire in colpa per il fatto che condividete la vostra esperienza. Sky, lui sarebbe stato gay anche senza “il tuo aiuto”; magari più tardi, magari con un amico in meno, ma lo sarebbe stato comunque. Tra un pò di tempo, quando questa faccenda farà parte del passato, sono sicuro che ci troverete anche qualcosa da ridere. Capita spesso che una cosa, che al momento ci sembra tragica, nasconda dei risvolti buffi rivedendola con il passare del tempo. Vi auguro, la prossima volta che v’incontrerete per mangiare la vostra classica pizza, che tutto il ristorante si giri a guardare sentendovi ridere come dei pazzi!!!
con affetto
Fabio

di Fabio Canino

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