IL SUDAFRICA DEL SESSO GAY

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Cosa spinge cinque uomini di Johannesburg ad andare a letto con altri uomini? Soldi. Cultura. E c'è anche uno stregone che lo fa per prendere l'energia. Il documentario...

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Il cinema solleva il velo sull’omosessualità in Sud Africa, uno dei paesi più liberali al mondo in tema di diritti gay. Un documentario sudafricano getta uno sguardo sulla vita di cinque uomini che praticano sesso gay, per ragioni tradizionali, culturali o economiche.
Il film, intitolato “Four Rent Boys and a Sangoma“, mostra molte delle diverse ragioni per cui alcuni sudafricani decidono di fare sesso con altri uomini. Prodotto e diretto dalla regista Catherine Muller, è un’indagine sulla sessualità degli uomini di colore al di là dell’etichetta di “gay o omosessuale”.
«Questi uomini fanno sesso per un cellulare, per del cibo, una macchina o solo per avere una vita migliore – ha detto la Muller alla rivista della BBC Focus on Africa – Il fenomeno delle marchette nella comunità urbana nera che fanno sesso per soldi è molto recente». Ha aggiunto che si tratta di un segno che la povertà è diventata la ragione principale per cui questi uomini vanno a letto con altri uomini.
Delle quattro marchette, solo uno, Keke, si veste come una donna e assume la personalità di una femminilissima donna.

Il film è stato girato a Johannesburg, ma ritrae anche la vita di Fihlo, un Sagoma, guaritore tradizionale, che vive a Orange Farm, una cittadina nei sobborghi di Johannesburg. Filho dice nel film che riceve il sesso dagli uomini come scambio spirituale di energia: «Il seme di un uomo mi dà potere – rivela – Se devo andare a letto con gli uomini, allora vuole dire che questo è il mio destino».
Filho crede che sia suo dovere come guaritore tradizionale far sesso con gli uomini, e dice che gli antenati preferiscono che lui sia sottomesso come una donna e venga penetrato.
Secondo la Muller, il Sagoma evidenzia il fatto che ci sono precedenti importanti per la pratica del sesso omosessuale, che presentano significati complessi, ma ricchi e reali, nella cultura africana. Ha aggiunto che il suo lavoro mostra che il termine “gay” non copre la complessità delle pratiche omosessuali che sono “sempre esistite”. «L’etichetta è un concetto occidentale ma la pratica omosessuale è un fatto globale».
Il documentario è stato presentato all’interno del quinto Festival di Documentari del Sud Africa, che sarà presentato anche in alcune città europee.

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