IL TAGLIALEGNA CHE AMA I BAMBINI

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Esce in Italia ‘The Woodsman – Il segreto’, un ottimo film sulla pedofilia che riesce ad approfondire il difficile argomento senza sensazionalismi. Con un bravo e bello Kevin...

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E’ uno dei migliori film degli ultimi tempi sulla pedofilia (nella top ten resta comunque un gioiello tutto di casa nostra, Pianese Nunzio, 14 anni a maggio di Antonio Capuano) e a Cannes 2004 aveva entusiasmato la platea della Quinzaine che gli regalò 10 minuti di infervorati applausi. Stiamo parlando di The Woodsman di Nicole Kassell, esordiente trentaduenne americana che per la sua intensa opera prima è riuscita a scritturare un cast di tutto rispetto: il bel Kevin Bacon (ossuto e smagrito), la sua compagna Kyra Sedgwick e Benjamin Bratt, fidanzato di Madonna in Sai che c’è di nuovo?.

In The Woodsman, che la versione italiana sottotitola con un morboso Il segreto, il tema difficile della pedofilia è affrontato con molta sensibilità e un tono accorato. La regista nega l’equazione pedofilo = gay e riesce ad andare a fondo del problema con intelligenza: quanto può spingersi oltre il desiderio (legittimo) di frequentare minorenni se il trasporto verso di essi diventa amoroso?

Tratto da una scabra pièce di Steven Fetcher («la riduzione teatrale era minimalista. C’era solo il protagonista sul set, non c’erano scenografie» ha dichiarato la regista) il film ha invece una sceneggiatura ariosa e, qualità rara in questi casi, non cade nel sentimentalismo melodrammatico nelle scene di struggimento del protagonista.

Kevin Bacon, mai sopra le righe e molto misurato, è Walter, un trentenne taciturno che dopo dodici anni di prigione per pedofilia trova un impiego come falegname in una segheria ma la segretaria Mary Kay scopre il suo ingombrante segreto e gli mette contro i colleghi. Un’altra donna di nome Vickie, una ragazza dai modi ruvidi e spicci, che Walter inizialmente crede lesbica – dopo una notte d’amore lui le chiede: «Ma allora non sei gay!» «Non stasera» risponde lei – lo aiuterà a farlo convivere col suo passato.

Nel frattempo si sviluppa una sottotrama gialla in cui Walter viene sospettato di una serie di crimini ai danni di bambini avvenuta nella zona dove risiede il falegname.

Due novità rispetto a come di solito viene trattato il tema al cinema: il pedofilo non ha tratti malati né psicotici ed è attratto sia da minorenni che da coetanee; dialoghi esemplari e molto curati danno spazio ai personaggi secondari dotati di una loro autonomia funzionale a dar voce alla coscienza tormentata di Walter. «La pedofilia riguarda gente di tutte le classi sociali e orientamenti sessuali e volevo riflettere in questo senso» sostiene la Kassell «Ero soprattutto preoccupata che la gente dicesse che il pedofilo peggiore è quello omosessuale».

Memorabili due forti scene non pretestuose: un gay fascinoso adesca un bambino in un cortile e Walter osserva tutto dalla sua finestra senza reagire e commentando il crimine facendo una cronaca come se si trattasse di una partita di basket; una bambina si confida sulla panchina di un parco con Walter e gli rivela di essere stata molestata dal padre.

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