Il Togay premia Ingrid Caven, ex moglie di Fassbinder

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Presentata la 28esima edizione dal 19 al 25 aprile: Ingrid Caven vince il Dorian Gray alla carriera. Giuliana De Sio madrina d'apertura, ospiti musicali Casalino e Rubino. Omaggi...

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Sarà Ingrid Caven, magnetica attrice e cantante quasi settantacinquenne, l’indimenticabile prostituta Zora nel capolavoro crepuscolare gender Un anno con tredici lune di Fassbinder che fu sua moglie dal ’70 al ’72, l’ospite internazionale al ventottesimo Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood (19 – 25 aprile), presentato stamattina alla stampa presso la Mole Antonelliana. La Caven riceverà domenica 20 aprile il Premio Dorian Gray alla carriera destinato a personalità impegnatesi alla causa per i diritti delle persone lgbt e la mattina dello stesso giorno verrà presentato Ingrid Caven, musique et voix di Bertrand Bonello, ripresa filmata del concerto tenuto nel 2006 dalla Caven alla Cité de la Musique di Parigi. «Ci fa piacere ricordare Fassbinder anche attraverso di lei» ha dichiarato il direttore Giovanni Minerba.

Nonostante una riduzione del budget di circa il 20% (da mezzo milione di euro a 400.000), causa tagli di finanziamenti dovuti alla crisi, il Togay anche quest’anno riesce a sopravvivere anche se il catalogo cartaceo non verrà stampato ma sarà disponibile solo in formato digitale. «C’è stato un momento in cui abbiamo pensato di mettere in forse la realizzazione del festival – ha spiegato Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino – ma ce l’abbiamo fatta per il rotto della cuffia. Ci sono state rinunce sulla quantità ma non sulla qualità. Sarà un’edizione bella, importante e significatica». «C’è stato qualche ritocco – ha confermato Ugo Nespolo, presidente dello stesso Museo – ma questo festival ha comunque conservato la qualità di sempre».

La madrina della serata di apertura, venerdì 19 aprile, sarà l’attrice salernitana Giuliana De Sio che introdurrà l’ospite musicale, il cantautore Roberto Casalino che ha scritto brani per molti cantanti italiani, da Tiziano Ferro a Iva Zanicchi, e ha composto con Francesco De Benedettis L’essenziale di Mengoni vincitore all’ultimo Sanremo. In chiusura un altro cantante in arrivo da Sanremo: il pugliese Renzo Rubino che si è aggiudicato il Premio della Critica Mia Martini con la canzone ‘Amami uomo (Il postino)’ su una storia d’amore gay.

Il film scelto per l’inaugurazione è una commedia drammatica americana, ‘Any Day Now’ di Travis Fine, ambientato nel 1979 e tratto dalla storia vera di una drag queen losangelina, Rudy (Alan Cumming) che insieme al fidanzato vice procuratore distrettuale cerca di ottenere la custodia di un ragazzo quattordicenne afflitto dalla sindrome di Down. Ancora States – come di consueto faranno la parte del leone – per il film di chiusura, la commedia brillante ‘Geography Club’ di Gary Entin dalle parti di Glee su un gruppo di adolescenti che dovranno fronteggiare bullismo e omofobia dopo la nascita di un nuovo gruppo di attività del doposcuola, il ‘Geography Club’ del titolo.

“È una buona annata per il cinema gay – spiega il programmatore Alessandro Golinelli – e questa edizione vedrà il ritorno dell’eros, della sensualità, del corpo. Dal Medio Oriente arrivano proposte interessato raccolte nel focus ‘Mezzaluna Rosa’: teniamo presente che il Mediterraneo è per meta islamico. Ci sarà il primo film gay interamente girato in Libano, ‘Out Loud’ (di Samer Daboul, n.d.r.) che è un’opera militante”.

Tra i titoli top del concorso lungometraggi, il Teddy Award polacco ‘In The Name Of’ di Malgoska Szumowska su un parroco gay, il biopic ‘Joshua Tree, 1951: A Portrait of James Dean’ di Matthew Mishory e il drammatico ‘White Frog’ di Quentin Lee con Joan Chen su un adolescente affetto dalla sindrome di Asperger che scopre l’omosessualità del fratello Chaz dopo la morte di quest’ultimo. Tra gli eventi speciali, la proiezione del controverso ‘Interior. Leather Bar’ di James Franco e Travis Matthews sui dieci minuti di sceneggiatura hot non girati del cult ‘Cruising‘. Non mancherà un omaggio a Jean Cocteau e Edith Piaf con tre monologhi scritti dall’artista all’amica e interpretati per la televisione da Adriana Asti, Piera Degli Esposti e Raffaella De Vita.

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