INNAMORARSI? E DI CHI?

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"Sapessi com'è strano sentirsi innamorati a Milano", cantava secoli fa la Vanoni. Oggi un lettore dice: "Non ne vale proprio la pena". E la jena: "Siete sicuri di...

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Cari amici,

l’assaggio di primavera di cui abbiamo potuto godere in questi giorni mi ha portato, al solito, a tirare le somme sull’inverno passato; il bilancio per l’ennesima volta non è soddisfacente, e il tutto è aggravato da una sacrosanta verità: la primavera è la stagione degli amori e il desiderio di innamorarsi cresce… La questione intorno a cui ruota il mio delirio notturno è proprio questa: trovate a Milano una, dico una sola persona di cui valga la pena innamorarsi; è più facile trovare parcheggio in centro. Dopo attente riflessioni sono giunto ad una conclusione: questa mancanza di ragazzi "irresistibili" non è colpa dei Milanesi ma di questa insopportabile e fantastica Milano tutta moda e divertimento, talmente incredibile e affascinante da celare abilmente la sua sconcertante vacuità. Al solito l’imperativo è apparire, sempre! Devi continuamente sostenere un ruolo, se ti fermi un istante rimmarai inevitabilmente escluso. Preso atto di questo ti si palesa una realtà terribile: sei fuori… ed essendo gay in una città del genere non hai più speranze di trovare qualcuno che ti capisca e s’innamori di te per quello che sei.

Ho 25 anni, mi sono laureato, lavoro; non faccio lo stilista nè l’attore nè sono bello, non ho mai portato una tazza di caffè a Madonna. Leggo molto, vado al cinema spesso, se posso viaggio, posso sostenere brillantemente una conversazione più lunga di dieci minuti. Non vesto all’ultima moda, non ho fatto la pipì con Brad Pitt la settimana scorsa; ammiro mio padre e mia madre non tiene un Lama sul terrazzo. Il quadro è chiaro?

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