INNAMORATO D’UNO SCONOSCIUTO

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Un lettore che ha passato i trenta, ogni giorno in pausa pranzo, ha un gioco di sguardi con un affascinante coetaneo. Ma come andare oltre? Il consiglio della...

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Cara jena ho pensato a te.. azz.. che fortuna vero?
Dopo aver letto l’ultima tua ho deciso di clikkare infine il pulsante invio…
Mi rivolgo a te per le tante corrispondenze adolescenziali che mi è capitato di leggere sulle tue pagine perché ho bisogno di fare un salto proprio in quella gioventù che per melense storie non è stata come avrebbe potuto.. Hai presente gli entusiasmi e le travolgenti emozioni per quei tanti “nulla” che dopo i trenta, chissà perché, diventano appunto soltanto nulla.. ma che in realtà riempiono il cuore e l’anima di umanità vera a qualsiasi età? Ebbene credo di meritarne anche io un po’.. dovremmo averne diritto tutti non trovi, perciò ho momentaneamente pensionato la mia carta di identità e ho deciso di lasciare libero sfogo all’irrazionale..
La mia liberatoria e quotidiana pranzo-follia ha luogo nel più conosciuto fast-food nel centro di Bergamo ed ovviamente ha anche un volto.. il volto di un coetaneo (circa suppergiù), un ragazzo come tanti.. come me.. capello corto nero, alto e magro, espressione sempre sul neutro-imbronciato, occhi scuri.. occhioni queruli.. che bel paio di occhi scuri! Impossibile non perdercisi.. non so che fare ma davvero non posso fare a meno di guardarlo questo volto.. dissimulando quanto possibile e sempre nei limiti di una decorosa civiltà ma tutto quanto avanza deve essere per lui. Un lui di cui conosco davvero poco.. potrei dirti che mangia tanta verdura, ma non mi sembra granché come informazione.
Mi sono accorto da subito che anche lui fermava, e ferma ancora, spesso il suo sguardo nella mia direzione. Fantastico e tremendo nello stesso tempo.. è come se in quella sala ci fossimo solo noi, in mezzo a tutta quella gente vociante è come se fossimo uniti da un filo invisibile che si spezza e si ricuce tutti i giorni quando puntualmente e allo stesso orario, ormai non tanto più fortuitamente, ci si incontra.
Ci son voluti sei mesi per riuscire a vedere su questo mio un sorriso, che WAU!! incredibile!! ma era proprio per me e senza apparente motivo.. a meno che non mi sbrodolasse uno spaghetto da un orecchio.. chissà.. comunque che gioia per quel sorriso soprattutto da chi non ne ha mai per nulla e per nessuno! La tragedia sta sempre nelle melense storie prima dette che mi regalano a trent’anni e passa l’impossibilità anche solo di dire un “buon appetito” alla persona che tanta inaspettata passione mi regala tutti i giorni.. che sarà mai un “ciao” un “buongiorno” o anche solo un cenno?.. ahinoi nulla da fare per me e idem per lui… i pranzi scorrono, gli sguardi restano.
Cara Jena non so davvero come fare per andare oltre questi sguardi furtivi né da resuscitato adolescente né da trentenne rinsavito. Certo il trentenne sa che certi “nulla” hanno molte più probabilità di essere uno scherzo del caso o della sua sfrenata fantasia piuttosto che di un magico incontro di vite, ma che dici? gliela vogliamo lasciare la speranza che per chissà quale caso della vita tutto ciò possa diventare “qualcosa”?
Jol

Carissimo Jol, certo che gliela vogliamo lasciare la speranza! Gliela dobbiamo lasciare!
Se non altro per fare del bene perlomeno al tuo fegato e liberarti da questo appuntamento nel fast food, inadatto ad una dieta di un trentenne….
A parte gli scherzi Jol, capisco benissimo il tuo stato d’animo e il blocco che provi nel vederlo. Magari quando sei da solo a casa tua fantasticherai su quello che vorresti dire, fare, e magari ti dai anche le sue risposte (sempre galanti, sempre giuste, come nelle migliori soap operas…). Poi quando lo vedi davanti a te, la paralisi. “L’adolescente” che non hai fatto vivere in te, viene fuori e rovina tutto! Il problema caro mio è sempre la mancanza d’esperienza. Io ho una teoria che ho spesso espresso. Per molti, moltissimi gay è mancata la “gavetta sentimentale”. Mi spiego meglio. Molti nostri coetanei eterosessuali da ragazzini hanno tutto il tempo e la tranquillità emotiva per fare esperienze sentimentali. Storielle che vanno a finire più o meno bene ma fondamentali per rinforzare il proprio Io, per fare quelle esperienze che poi ti ritrovi da grande e che, in teoria, non dovrebbero farti fare più gli stessi errori e soprattutto, ti aiutano a trattare le persone a cui sei interessato con più rilassatezza o perlomeno alla pari.
Per i gay la situazione è spesso diversa (anche in questa cosa!!). Da adolescenti spesso si hanno altri problemi da risolvere prima di dedicarsi alle avventure sentimentali. Dobbiamo capire chi siamo, accettarsi, calmare la paura e l’angoscia, il senso di colpa che spesso accompagna questa fase e poi (eventualmente) farsi accettare. Tutto questo, capirai bene Jol, prende molto tempo; tempo che sarebbe utile anche per fare esperienze di diversa natura (sentimentali appunto…). Poi ci si trova improvvisamente trentenni (…) e non si sa che pesci pigliare, l’insicurezza regna sovrana. Come dirglielo? come farglielo capire? come dimostrare il nostro interesse senza fare figuracce, eccoci insomma dei veri adolescenti cresciuti!
Qui caro Jol entra in scena la nostra esperienza acquisita. Si caro mio, nessun consiglio vale più di tanto. Io posso dirti qualunque cosa, ma poi sei tu davanti a lui, sei tu che ti blocchi, che pensi “non ce la faccio!”. Devi farti una piccola violenza (utile per carità!) uscire dal tuo guscio e tentare l’approccio classico. Veramente! Per capire se interessi anche a lui basta davvero un “buongiorno” o un “come va?”. Si capisce nella risposta se c’è solamente educazione o la felicità (e sorpresa) di vedere che finalmente l’altro ha fatto il primo passo. Prova a fare quello che vorresti facesse o dicesse lui a te. Lo so facile da dire ma difficile da mettere in pratica in quel fast food (certo l’odore di fritto non aiuta), ma credo che sia l’unica cosa da fare. Non vorrei che lui dopo una visita dal dietologo cambiasse luogo per la pausa pranzo, mi capisci? Poi te ne pentiresti per sempre.
Meglio anche una figuraccia che un eterno rimpianto! Comunque andranno le cose devi avere la forza di tentare. Non avere paura di un eventuale rifiuto, accade a chiunque.
Coraggio! Sei tutti noi! facci sapere.
Fabio

di Fabio Canino

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