IO, VITTIMA DEL MONDO

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A 27 anni, un brillante futuro alle spalle. Ora, solitudine e insoddisfazione. Ma è così difficile recuperare il tempo perduto? La jena: «Io-io-io: ma chi credi di essere?...

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Caro Fabio,
ho 27 anni, sono palermitano ma vivo e lavoro a Roma. Ti scrivo in un momento critico della mia vita, in cui mi sembra di possedere ben poco, in termini spirituali intendo. Quel che è peggio è che non ho un ragazzo, uno straccio di persona ragionevole e buona che stia al mio fianco e divida la sua esistenza con la mia. Cazzo, chi si immaginava che sarebbe stata così dura, che il mio percorso sarebbe stato così solitario, che avrei patito così tanto di carenze d’affetto?? Sono stati 3 anni di MERE avventure, per carità, anche nel senso romantico del termine, ma in molti casi sono state robe abbastanza squallide, sveltine di nessun rilievo (lascio immaginare.) Per altro, non ero veramente innamorato del mio ex ragazzo (svedese), gli volevo bene e lo rispettavo, ma era pure una storia a distanza e non mi sono mai sentito veramente travolto. Quindi ciò che intendo dire è che, sostanzialmente, l’amore per me è ancora qualcosa di sconosciuto, e siccome 27 anni non sono tanti ma neanche pochissimi, ho questa angosciosa sensazione di essere terribilmente indietro rispetto alla media dei miei coetanei, proprio così, non mi vergogno ad ammetterlo, un senso di angoscia principalmente determinato dal tanto deplorato confronto con gli altri (ma si può sempre essere tanto cazzuti da fregarsene di come le cose le vedono gli altri, i simpatici esseri umani tuoi simili, la cui considerazione è un ingrediente irrinunciabile dell’equilibrio di chiunque? A volte non ci riesco!).
Ricordo come mi proiettavo nel futuro 10 anni fa, diciassettenne: mi vedevo come un prossimo gay fiero e rilassato, bello e desiderato, con un sacco di storie intense ed appaganti (se proprio non fosse stato possibile averne una soltanto), storie complesse intendo, con un sacco di sfaccettature psico-sentimentali, scopate/sturm und drang, scenate teatrali. Invece il più delle volte è tutto grossolanamente scopereccio, colpa mia, colpa delle persone che mi scelgo come partner. Per quanto riguarda il lavoro, mi sono sempre considerato uno molto più intelligente della norma e quindi davo per scontato che alla fine avrei trovato un’attività gratificante e creativa, che mi permettesse di guadagnare ma anche di divertirmi. Invece quello che faccio è prettamente amministrativo, l’ufficio è bruttissimo, i colleghi mi sembrano dei deficienti.
L’idea che mi sono fatto è che il rifiuto della mia omosessualità – per fortuna una fase ormai superata – mi abbia condannato negli anni della mia adolescenza ad uno stato mentale tendenzialmente depressivo, una specie di abbrutimento dell’intelletto e della volontà, una condizione di inconsapevole auto-flagellazione ideale. E che ciò mi abbia privato per lunghi anni dello slancio, dell’energia, dell’autostima e della fierezza necessarie per agire saggiamente e ottenere ciò che volevo dalla vita. Ora che ho capito, ora che tutto mi è chiaro, vivo un’ansia da recupero maledettamente asfissiante e tutte le volte che qualcosa non mi riesce – magari nella stessa misura in cui le cose a volte non riescono anche agli altri – cado in un tale stato di abbattimento che per risalire è come se avessi 100 metri d’acqua sopra di me.
Allora, quello che vorrei dire a tutti quelli che leggono, e che si sentono come mi sono sentito io è:
NON FATEVI FREGARE, NON LASCIATEVI SOPRAFFARE!!!! QUESTA SOCIETA’ FA SCHIFO E CI VUOLE MESCHINI, MEDIOCRI E REPRESSI!!! MA NOI SIAMO CAPACI DI TUTTO QUELLO DI CUI SONO CAPACI GLI ALTRI E LO DOBBIAMO DIMOSTRARE!!! COMBATTETE, COMBATTETE, COMBATTETE. TIRATEVI FUORI L’ORO, DAL CUORE, DAL CAZZO E DALLA MENTE E I PESANTI E PREZIOSI LINGOTTI, SBATTETELI A PIU’ COLPI SULLA TESTA DEGLI STOLTI.
Spero di avere spiegato bene quello che penso. Fabio, vorrei sapere la tua in proposito.
Grazie e ciao
Giuseppe

Carissimo Giuseppe, non ti nego che leggere la tua lettera mi ha fatto, sinceramente, un po’ incazzare.
Se da una parte il tuo “grido” mi piace (adoro le persone reattive e sveglie) dall’altra, scusa, lo trovo un po’ banale e datato.
La società ci ha fatto questo, la società ci ha tolto quest’altro..ma che vuol dire?? ma chi è la società se non noi stessi?! Non mi piacciono le persone che si piangono addosso. Hai certamente le tue buone ragioni per ritenere di “aver perso del tempo prezioso” nella tua crescita, nella tua maturità. Credimi Giuseppe, non voglio assolutamente né sminuire né semplificare il tuo disagio. Ma addirittura essere angosciato per aver vissuto troppo poco da un punto di vista spirituale, per aver accettato alcune cose (a tuo parere) un po’ tardi, mi sembra eccessivo! Certo, capisco, una volta trovato un’equilibrio è normale arrabbiarsi con se stessi per tutto quello che si sarebbe potuto fare prima, dire prima, amare prima ecc ecc… però tu hai solamente 27 anni, non novanta! Ho la sensazione che tu sia un polemico nato. Quello che è sempre pronto a criticare tutto e tutti. I colleghi d’ufficio? dei deficenti. L’unico che ritenevi essere intelligente sopra la media in questa lettera, guarda caso, risulti essere tu. Ma chi te l’ha detto, scusa? Cerca di scendere tra noi comuni mortali e prova a fare i conti con la realtà. Certo anche tu avrai i tuoi difetti ed i tuoi pregi. Come tutti, no?
Ma, se da una parte non ti devi flagellare per cose di cui non hai assolutamente nessuna colpa, dall’altra non ti devi incensare. Una sana via di mezzo sarebbe l’ideale. Credo che una volta trovato questo tipo di equilibrio, tutto sarà più facile. Non ti propongo l’equilibrio di una vita, (eh magari!) sapessi come fare avrei risolto i miei problemi, ma ti invito a guardare le cose con un po’ più di obbiettività. Smetti di dire io-io-io e prova a dire (e pensare) gli altri-gli altri-gli altri. Prova a sorridere di più, gli altri di conseguenza ti sorrideranno. Lo so sembra il consiglio di uno di quei guru da settimanale femminile, ma credo veramente che possa essere una possibile alternativa alla tua scontentezza cronica. Lascia lo Sturm und drang agli illuministi; importanti ma superati dagli eventi e dal tempo.
Guarda che a 27 anni è ancora tutto da giocare, sai? Puoi andare avanti nell’intima conoscenza di te stesso fino a 100 anni e più! Quando sarai più rilassato rispetto alla vita (tua e degli altri) sono sicuro che troverai anche un ragazzo che saprà capire e apprezzare tutte le tue qualità. Non ultima quella di farsi delle domande. Ma non esagerare!! vivi. Alcune risposte arriveranno da sole, quando meno te le aspetti…
Fabio

di Fabio Canino

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