L’immagine trans nei media al festival bolognese Divergenti

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La percezione del mondo transgender filtrato dai mezzi di comunicazione è il tema della sesta edizione della rassegna al cinema Lumière, da oggi a domenica. Anteprima del doc...

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Si inaugura questa sera presso il cinema bolognese Lumière in via Azzo Giardino 35 la sesta edizione del festival internazionale di film trans “Divergenti”. Il tema dominante di quest’anno è la percezione del mondo transgender filtrato dai mezzi di comunicazione, come spiegato nell’introduzione delle direttrici Porpora Marcasciano e Luki Massa: “Che immagine del transessualismo propongono i media? Quale corrispondenza tra la loro narrazione e la vita reale? Il rapporto con la propria immagine è l’elemento centrale dell’esperienza transessuale. Quanto quel corpo riflesso nello specchio, ma anche sul giornale o in tv, corrisponde, appaga, si sente proprio?”.

“La persona transessuale – continuano Marcasciano e Massa – scopre e percepisce se stessa, costruisce la sua esistenza nell’atto di guardarsi… In un’immagine!

Dove corrispondenza e sintonia danno senso e significato a un percorso di vita né facile né scontato. Ma sulla transessualità i media chiariscono o distorcono? Per fortuna la produzione cinematografica con protagonisti trans si moltiplica in maniera sempre più autentica. I/le protagonisti/e di questa edizione, con la musica, l’arte, la ricerca di sé, il viaggio, la ribellione, la scelta del proprio destino, le alleanze che stringono, testimoniano una pluralità di esperienze: il più potente strumento di autorappresentazione e di decostruzione di quegli stereotipi mediatici che, banalizzandone i percorsi, indeboliscono le persone trans nella loro quotidianità”.

Il programma comprende quindici proiezioni fra lungometraggi, corti e documentari.

Tra i film di finzione, segnaliamo il franco-pakistano “Noor” di Cagla Zencirci e Guillaume Giovannetti ambientato nella comunità transgender dei Khusra e “Facing Mirrors” diretto da Negar Azarbayjani, primo film iraniano narrativo con protagonista trans. Da non perdere l’anteprima nazionale del doc ‘Wildness’ di Wu Tsang sul party settimanale con performance di arte e danza che dà il titolo al film, organizzato dal regista stesso e da due dj all’interno del Silver Platt, storico locale lgbt di Los Angeles, punto di riferimento per la comunità queer latina. Nel documentario musicale “Turning” di Charles Atlas si segue invece il tour musicale europeo di Antony and the Johnson fra palco e backstage mentre “Sexing the Transmen” diretto dall’attore porno FtoM Buck Angel, noto come “L’uomo con la vagina”, intende indagare la sessualità di alcuni transgender attraverso interviste intime e conversazioni rivelatorie.

In apertura, questa sera alle 20, il doc “Nessuno è perfetto!” di Fabiomassimo Lozzi incentrato sulla condizione trans prima della legge 164 dell’82 sulla rettificazione di sesso: quattro storie esemplari di altrettante persone comuni (un’impiegata statale, un modista, una pescivendola, un’escort) tra quotidianità e problematiche d’accettazione sociale. Una vera chicca l’intervista dello sceneggiatore Antonio Veneziani allo scomparso attore Vinicio Diamanti de “Il vizietto” e “Delitto al Blue Gay”. Segue l’ottimo “The Ballad of Genesis P. Breyer and Lady Jaye” di Marie Losier di cui abbiamo parlato più volte.

Chiude domenica 5 maggio la commedia “La patente” di Alessandro Palazzi ambientata in una scuola guida. Per la prima volta, oltre al premio del pubblico, verrà assegnato un premio della giuria composta da Roberto Chiesi, Giovanni Minerba, Margherita Palazzo, Lina Pallotta e Laura Schettini. Fanno da corollario alle proiezioni cinematografiche vari dibattiti, presentazioni di libri, lo spettacolo teatrale “Il sogno e l’utopia” con videoletture di Porpora Marcasciano (venerdì 3 maggio alle ore 20) e la mostra fotografica “Il seme del cambiamento” del fotografo Christian Leonardo Cristalli. Questa sesta edizione è dedicata alla memoria di Marcella Di Folco, storica presidente del Movimento Transessuali Italiani che organizza la manifestazione. Madrina è “Lady Favolosità” Vladimir Luxuria. Trovate ulteriori informazioni sul sito del Mit.

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