L’Italia sarà la protagonista del festival lgbt di Torino

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Un focus sul cinema italiano e l'anteprima di "Monster Pies" e "Codebreaker" al prossimo cinefestival "Da Sodoma a Hollywood" dal 19 al 25 aprile.

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In un sussulto di orgoglio nazionale e gay, sarà l’Italia la vera protagonista del 28esimo Torino GLBT Film Festival in programma dal 19 al 25 aprile al cinema Massimo di Torino. È previsto infatti un focus sulla produzione queer tricolore dal titolo “Chilometro Zero”, in omaggio all’omonimo film gay spagnolo di Yolanda Garcia Serrano e Juan Luis Iborra, dove sarà presentata la maggior parte delle venti opere italiane in programma, un sesto del totale. “Autori nostrani – spiegano gli organizzatori – che con pochi mezzi e molta passione si cimentano nella battaglia della creatività e della diffusione della realtà glbt. Verità, ironia, realismo sono gli ingredienti che con differenti sfaccettature si trovano nella selezione proposta”. Ecco quindi il fenomeno virale di questi tempi, le webseries, in chiave queer: si potrà assistere a un sunto delle ultime puntate di “G&T”, la webserie firmata da Francesco D’Alessio e Matteo Rocchi visibile in anteprima su Gay.it durante i week end, e vedere l’anteprima di “Re(l)azioni a catena”, la nuova webserie lesbica di Silvia Novelli del collettivo torinese “Le BADhOle”. Tra i doc spiccano “Nessuno è perfetto” di Fabiomassimo Lozzi, “Le lesbiche non esistono” di Laura Landi e Giovanna Selis e la docufiction “Il rosa nudo” di Giovanni Coda.

Potremo scoprire anche i videoclip del musicista indipendente Paolo Ferrarini, “in grado di proporre un’acuta commistione tra visione, messaggio ed emozione”.

In tutto saranno rappresentate ben 34 nazioni con l’America in pole position: 36 opere giungono dagli Stati Uniti e 20 dall’America Latina. Quattordici film battono bandiera spagnola, undici francese, sei israeliana, cinque canadese e quattro australiana. Ma sono presenti anche Paesi meno prolifici dal punto di vista della cinematografica gay: Croazia, Iran, Libano, Marocco e Pakistan. Non mancheranno la cattolicissima Polonia o l’esotica Taiwan.

Tra le anteprime internazionali nel concorso lungometraggi, l’intimista “Monster Pies” di Lee Galea, una sorta di Romeo e Giulietta in chiave gay, e il messicano ‘Todo mundo tiene ad alguien menos yo’ di Raul Fuentes. Tra i doc verranno approfondite due figure di storici intellettuali gay: lo scrittore Paul Bowles, padre della ‘beat generation’, in “The Cage Door is always open” di Daniel Young e il matematico Alan Turing, fondatore dell’informatica moderna e pioniere negli studi sull’Intelligenza Artificiale, in “Codebreaker” di Clare Beavan e Nic Stacey.

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