LA PISCINA DEI MISTERI

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François Ozon stempera il sottotesto lesbico del suo "Swimming Pool", in uscita nelle sale nel weekend. Al cinema, anche il Leone d'Oro "Il ritorno" e dagli USA "Seabiscuit".

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«Anch’io preferisco il mare. L’oceano, le onde, questa sensazione di pericolo, di perdersi in ogni momento, essere portati via… Una piscina no, non c’è pericolo, eccitazione, è come una grande pozzanghera». A parlare è la splendida cinquantottenne Charlotte Rampling, protagonista del thriller semierotico ‘Swimming pool‘ del mercuriale francese François Ozon, in uscita nelle sale italiane venerdì 31. Un mistery sui generis, un incrocio tra un passionale giallo mediterraneo e un’ambigua riflessione psicologica sul processo creativo della scrittura, arricchito da un leggero sottotesto lesbico (molto meno rilevante di quanto annunciato alla sua presentazione a Cannes 2003). L’altera Charlotte, già protagonista del capolavoro di Ozon ‘Sotto la sabbia’, interpreta la scostante scrittrice inglese Sarah Morton che, in vistosa crisi di ispirazione, si ritira nella villa con piscina del suo editore a Lubéron, pacifico villaggio della Provenza.

All’improvviso arriva la bella figlia bionda del padrone di casa (l’emergente lolita Ludivine Sagnier) che provoca l’autrice un po’ ipertesa e si diverte col barista del paese a bordo piscina mentre lei li osserva dal balcone. Dopo una cena rappacificatoria Sarah inizia a scrivere a getto, complice il vino e qualche canna, ma una morte misteriosa, in realtà forse solo immaginata, rimette tutto in discussione. Non è uno degli Ozon migliori (la tensione gialla è un po’ troppo diluita) ma l’alchimia tra le protagoniste funziona egregiamente ed è un peccato che il lavoro di sottrazione sull’attrazione carnale tra le due donne riduca molto la potenziale ambiguità della storia, un racconto estivo un po’ involuto che in definitiva non aggiunge molto al suo cinema.

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