LA TENDENZA DI CANNES 2000: NIENTE SESSO, SIAMO GAY

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Sono lontani i tempi in cui la sodomia violenta dell’incipit di ‘Happy Together’ di Wong Kar Wai turbava le damazze ingioiellate in Salle Lumière: quest’anno sembra che di...

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Sono lontani i tempi in cui la sodomia violenta dell’incipit di ‘Happy Together’ di Wong Kar Wai turbava le damazze ingioiellate in Salle Lumière: quest’anno sembra che di omosessualità si parli, sì, ma con un pudore estremo. Poco sesso, a volte neanche quello. Molti film addirittura parlano in un certo senso di omosessualità come atteggiamento mentale senza implicazioni sessuali: in ‘Dancer’ di Stephane Daldry il protagonista vuol fare il ballerino invece che giocare a calcio e ha un amico ossessionato da trucchi e cosmetici, in ‘Girlfight’ l’unico interesse delle ragazze è diventare dei boxeurs professionisti.

Uno dei pochi film esplicitamente gay (e il regista ha un nome profetico: Cesc Gay!) è alla Semaine de la Critique, ed è ‘Krampack’. Il nome del titolo sta a significare una complessa variante della masturbazione: bisogna allentare la circolazione alla mano in uso mettendola magari sotto il sedere per qualche minuto e poi eseguire l’allietante procedura onanista, in modo da provare la sensazione che sia qualcun altro a farla. A sperimentare il ‘krampack’ sono due ragazzini spagnoli, uno bruttarello e magrissimo, l’altro biondo e molto carino (xxxxxxxxx, protagonista de ‘La buena vida’).

Il film affronta con estremo pudore quella fase dell’adolescenza in cui la sessualità è tutta da definire: giochi tra ragazzi, feste e ubriacature, gli impacci con l’altro sesso, la complicità degli amici. Il ragazzo biondo accetterà a fatica di essere gay ma al momento clou con un affascinante uomo trentacinquenne si tirerà indietro. Il bruno scoprirà l’orientamento sessuale dell’amico ma non rovinerà la solida amicizia.

Altri titoli visti al MIF, il mercato del film: ‘Fag Hag’ (‘Frociara’), film trash gay prodotto dalla Troma Pictures e incentrato sulla tipica superamica degli omosessuali – la ‘frociara’ appunto – che si lega a uno sfigatissimo ragazzo immagine di una libreria che vende testi sacri, costretto a vagare per le strade vestito da Gesù Cristo.

‘Presque rien’ (Quasi nulla) di Sebastien Lifshitz racconta invece di due adolescenti (Jeremie Elkaim e Stephane Rideau) che un’estate si conoscono, si innamorano e decidono di vivere insieme ma la loro storia è destinata ad avere un triste epilogo.

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