LA TERZA GIORNATA DEL FESTIVAL

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David Bowie con Gigolo, un film sull'adozione di una coppia gay a Los Angeles e lo strabiliante successo del film spagnolo Km. 0

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BOWIE, GIGOLO KITSCH CON L’ULTIMA MARLENE

Non si può restare indifferenti quando il Kitsch irrompe così prepotentemente sugli schermi: già sulla carta Just a Gigolo, strampalato film tedesco del 1979 di David Hemmings (da noi intitolato semplicemente Gigolo) sorprende per il cast delirante che annovera David Bowie, Sydne Rome, Kim Novak, Marlene Dietrich, lo stesso David Hemmings e persino Maria Schneider (anche se non è accreditata). Nella Germania di Weimar Bowie è un ex tenente prussiano che, alla ricerca di un lavoro nella depressa germania postbellica, diventa uno gigolò per ricche tardone finendo alle dipendenze di una baronessa tedesca (la Dietrich). Apoteosi del ridicolo in più di una scena: Kim Novak che vuole farsi possedere selvaggiamente da Bowie sulla bara del marito, al cimitero, sotto il fuoco dei fucili, lo stesso Bowie che corre per le strade con un maiale tra le braccia inseguito dal popolo affamato, Sydne Rome che starnazza canticchiando in un club per travestiti. Solo l’apparizione di Marlene appare commovente: al suo ultimo film, ormai settantottenne (e il trucco non maschera l’età), riceve prima il Duca Bianco seduta su una sedia attorniata dai suoi bellissimi dipendenti e gli offre l’ingaggio, poi si materializza tra le ombre del club semivuoto e canta per lui la celeberrima Just a gigolo.

Nel film Bowie viene anche irretito da un gruppo di neonazisti gay delle SA, ma il discorso rimane molto implicito: alla fine del film ne fanno una specie di ‘eroico caduto’ vestendolo con la loro divisa. E Marlene spiega che ‘bastano musica, balli e champagne per riuscire a dimenticare e poter ricominciare a ricordare’.

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