LE FATE A PARIGI

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Gay film festival, ecco il programma

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PARIGI – Segreti, fate ignoranti, cortometraggi censurati, film vietati e inediti, incontri con personaggi famosi, sesso lesbico sul grande schermo, vent’anni di Aids. Ecco in sintesi cosa sarà la settima edizione del Festival di film gay e lesbici di Parigi che si aprirà il 4 dicembre, si prolungherà per 5 giorni al Forum des Images in pieno cuore di Parigi, e presenterà in anteprima per la Francia il film italiano firmato da Ferzan Ozpetek "Le fate ignoranti", che uscirà nei cinema d’Oltralpe a gennaio col titolo "Tableau de famille" (quadro di famiglia).

Le notizie filtrate su questa edizione al momento attuale sono pochissime e sulla selezione c’è ancora l’embargo. Ma siamo ugualmente riusciti a carpire buona parte del programma che vuol mostrare i i migliori film a tematica omosessuale dell’anno appena trascorso. In modo particolare tutti quelli che mai e poi mai riusciranno a superare la diga costruita dalle grandi produzioni internazionali. I film belli ma piccoli rappresentano nel festival 2001 il 70 per cento di quelli selezionati. Il che significa che il festival è l’unica occasione che viene offerta al pubblico di vedere queste vere e proprie opere.

Il programma del festival lo trovate a fondo pagina.

Ogni anno il festival di Parigi acquista sempre più credibilità, conquista un pubblico sempre più vasto (quasi 8 mila persone nel 2000) e spazio sulla stampa nazionale. E nel 2001, c’è anche il patrocinio del Comune di Parigi. Sì, perché il municipio della Ville Lumière gestito, prima dell’arrivo di Betrand Delanoe, socialista e gay, dalla destra omofoba e antipacs di Jean Tiberi, non aveva mai concesso un franco a nessuna associazione gay della capitale e quindi nemmeno al Festival.

Ma per capire meglio cosa sta diventando il Festival gay di Parigi e per cercare di carpire qualche notizia sulla selezione abbiamo incontrato David Dibilio, francese di origine siciliana che ha 30 anni ed è programmatore della rassegna.

Molti dicono che il Festival di Parigi sta diventando sempre più glamour e che le vostre scelte seguono la moda del momento…

E’ una critica che ci fa piacere. E che dimostra che ormai essere presenti al nostro festival conta. Ne siamo orgogliosi. La nostra rassegna è diventata una bella vetrina. E tutti vogliono entrarci dentro. Ovviamente noi siamo chiamati a fare delle scelte. E quando si decide quali registi e opere cinematografiche si intendono invitare e quali no, ci si espone a delle critiche.

Ma qual è il cinema che volete vedere, e far vedere?

Vogliamo mostrare film interessanti. Non ci basta la grande produzione e non ci basta nemmeno la bella storia. Devono essere delle opere cinematografiche complete. Belle da vedere. Al di là che siano destinate al grande pubblico o che siano piccole produzioni. E poi, tranne quelli destinati alla retrospettiva, tutti i nostri film devono essere opere inedite per la Francia. Chi fa delle cattive commedie o chi evoca stereotipi omosessuali solo per vendere, non ci interessa.

Già, gli stereotipi. I gay ormai sono sempre più presenti al cinema, ma l’omosessualità si sta banalizzando…

Certo, è vero. Ma quello che cerchiamo di far vedere noi è quella parte dell’omosessualità che non è banalizzabile. Le nostre domande sono più profonde: quale immagine dà il cinema della relazione amorosa? Qual è l’estetica del cinema gay? Qual è la sessualità delle donne e come si rappresenta? Le relazioni sessuali fra i punk tedeschi è il tema di uno dei film che amiamo di più della nostra selezione, e non mi pare sia una cosa facilmente banalizzabile.

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E poi ci sono anche "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek che uscirà in gennaio in Francia con il titolo "Tableau de famille" (quadro di famiglia)…

Un film sublime. Che ho amato molto. Che sembra iniziare come un telefilm e invece poi si trasforma in una vera opera cinematografica, che racconta la profondità di questa relazione drammatica e conflittuale fra Margherita Buy e Stefano Accorsi, una relazione che è amorosa già dall’inizio. E che è impossibile fino alla fine. E poi il film propone questa immagine di famiglia scelta, ricreata che potrebbe essere tipica dei gay. E’ un film scritto benissimo. L’Italia ci ha conquistati.

IL PROGRAMMA

Apertura

*** Gaudi Afternoon – Susan Seidelman. Etats-Unis / Espagne. 2000. 93′. 35mm. VOSTF.

Chiusura

*** Hey Happy – Noam Gonick . Canada. 2000. 75mn. 35mm. VOSTF.

Programma Lungometraggi Gay

*** Lan Yu – Stanley Kwan. Chine. 2001. 90′. 35mm. VOSTF. Sélection officielle Festival de Cannes 2001, " Un Certain regard ".

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