Le giornate di cinema omosessuale parlano italiano

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È interamente dedicata alla cineproduzione nazionale la 4a edizione delle Giornate di Cinema Omosessuale, dal 17 al 19 ottobre a Mestre. A conferma di un momento di particolare...

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Incredibile dictu: il cinema italiano gay è vivo e vegeto. Nell’ultimo anno, infatti, diversi titoli tutti nostrani a tematica queer si sono imposti per qualità e innovazione, incontrando il favore della critica e un proprio pubblico trasversale soprattutto attraverso festival e manifestazioni specializzate. Certo, i problemi sono sempre gli stessi: la difficoltà di trovare finanziamenti (sono opere quasi sempre indipendenti, dal budget molto limitato) e il fatidico approdo nelle sale tradizionali, sempre più difficile per questo tipo di prodotto. Ma si può davvero parlare di italian gay renaissance.
 
Tutto è iniziato con una serie di documentari ben fatti e sovente premiati – Salaris, Cipelletti, Chiodelli – a cui sono seguiti lungometraggi dalla forte impronta queer degni di attenzione – Adriatico, Sordella, Locatelli – per poi arrivare al Queer Lion di Venezia, l’apprezzato Un altro pianeta di Stefano Tummolini, costato praticamente quanto un cortometraggio in Betacam, meno di mille euro!
 

Questo fermento tricolore non è sfuggito a Daniel Casagrande, organizzatore della quarta edizione delle Giornate di Cinema Omosessuale in programma dal 17 al 19 ottobre presso il teatro ‘Arnaldo Momo’ di Mestre, quest’anno interamente dedicata alla produzione nazionale. «Per la prima volta, da quando mi occupo di selezionare film inediti ed in anteprima per le rassegne di CinemArte, mi sono reso conto che erano a disposizione molti titoli di straordinaria qualità che parlavano italiano» ci spiega Casagrande. «Sino a qualche anno fa era persino difficile individuare un singolo titolo da proporre in una selezione ufficiale; basti pensare che al Togay il primo film italiano in concorso lo si è visto solo nel 2004 con Anime veloci di Pasquale Marrazzo».

 

A Mestre si potranno vedere diversi lungometraggi interessanti, tra cui il delicato Senza fine di Roberto Cuzzillo e l’enigmatico All’amore assente di Andrea Adriatico;

l’instant-doc bergamasco di denuncia Homo Fobicus – l’involuzione umana all’alba del terzo millennio di Francesco Chiodelli e, in chiusura, il toccante

Due volte genitori di Claudio Cipelletti; tra i corti, da segnalare la produzione underground di Fabio Mollo (‘Infatti sì’, ‘Giganti’, ‘Carmilla’, ecc.). Unica trasgressione ‘esterofila’, il dolente dramma americano Ciao di Yan Ten in apertura, che però vanta un protagonista tutto italiano, l’amato/odiato Alessandro Calza.

 
«Il cinema gay sta sempre più contaminando i tradizionali e canonici generi cinematografici» continua Casagrande. «E sempre maggiormente si sta espandendo in quelle cinematografie che prima non avevano il coraggio di proporre la tematica lgbt. La dimostrazione più recente è quanto si è visto alla Mostra del Cinema di Venezia, tre titoli su tutti: Pescuit sportiv (Hooked) di Adrian Sitaru, Pokrajina St. 2 (Landscape No.2) di Vinko Möderndorfer, e Venkovský Ucitel ("A Country Teacher") di Bohdan Sláma, provenienti rispettivamente da Romania, Slovenia e Repubblica Ceca, ossia quell’est europeo straordinariamente vivo e vitale dal punto di vista delle proposte cinematografiche, ma storicamente e culturalmente avaro di storie, personaggi e situazioni queer».
 
Riguardo al problema dei finanziamenti per le manifestazioni gay, Casagrande aggiunge: «Prima della crisi ci sono stati i famigerati tagli al FUS. Un tempo si prediligeva una clientelare distribuzione a pioggia dei finanziamenti pubblici, per cui molte realtà ottenevano fondi di piccolissima entità. Insomma, non è mai stato facile, però quest’anno le difficoltà sono state davvero tante per ogni ente, associazione o fondazione. Basta pensare alla quantità di feste, stand, gadget, buffet che mancavano all’appello alla 65esima Mostra del Cinema. Se a tutto questo aggiungiamo la tematica omosessuale, spiace dirlo, ma il più delle volte non si va oltre un incoraggiamento, un appoggio semi ufficiale o, nei casi più fortunati, ad un patrocinio, a cui non corrisponde un sostegno finanziario».
 
Potete trovare il programma dettagliato della quarta edizione delle Giornate di Cinema Omosessuale all’indirizzo www.cinemarte.net.
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