Lele Mora a Domenica In: “Ho fatto cose che mi fanno senso”

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Messo sotto torchio da Don Mazzi davanti alle telecamere di Rai Uno confessa di avere amato soldi e successo, ma assicura di essere "un nuovo Gabriele" e di...

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In quella che più che un’intervista è apparsa come una sonora strigliata di un confessore ad una specie di figliol prodigo che si redime dei suoi peccati, Don Mazzi ha messo alle strette Lele Mora davanti alle telecamere di Domenica In. L’ex manager delle star, appena uscito dopo 400 giorni di detenzione, è apparso smunto e provato, con un rosario al collo, quasi irriconoscibile.
Nell’intervista, Don Mazzi spinge Mora a raccontare di tronisti, potere, soldi e prostituzione, con una condanna finale a quello che il prete definisce il "lelemorismo".
E prima di mandare in onda l’intervista preregistrata, Don Mazzi commenta le immagini dell’epoca d’oro di Lele Mora con beir agazzi muscolosi che gli massaggiano i piedi mentre lui giace su un tapeto di cuscini.

"Quelli che baciano i piedi sono quattro idioti – apostrofa il prete -. Ma gli altri? Il lelemorismo è una puttanata. Non facciamolo diventare una divinità pagana. Si è già pompato lui che è una cosa vergognosa".
Le domande sono aggressive, per usare un ufemismo: "Quanta gente hai illuso e rovinato – inizia Don Mazzi -? Usiamo le parole giuste. Tu conosci bene quel mondo lì. Bisogna prostituirsi, bisogna vendersi. Lo sapevi bene o no?".
"Ho creato personaggi dal niente, senza né arte né parte, e devo dire che lì me ne devo pentire veramente – confessa Mora -, perché in televisione devi avere l’arte, la gavetta. Devi sapere far qualcosa. Con alcuni programmi che ho guardato da detenuto mi son detto, ma li facevo io quei programmi lì? Mi facevano senso. Ho sempre voluto tener staccato un certo tipo di cose. Chi si vuole prostituire deve farlo per conto suo, non certo io li ho forzati. Certo, ho avuto un momento di megalomania. Amavo essere adorato, idolato, conteso. Per me avere tanta gente intorno significava non essere da solo. Io cercavo sempre di contenere il massimo che poteva succedere. Nei miei posti, a Milano, Porto Cervo e Cortina, non ho mai fatto girare né droga né prostituzione. Chi lo voleva fare lo faceva lontano da me, non succedeva davanti ai miei occhi”.

Si dice cambiato, adesso, Lele Mora "un Gabriele diverso", anche se al potere vero non ha mai aspirato perché "se no sarei entrato in politica" e avendo potuto chiedere di farlo, non l’ha mai fatto. E appena uscito di prigione, Gabriele "Lele" Mora ha iniziato a lavorare nella comunità Exodus di Don Mazzi, occupandosi dell’orto.
"Sei già nuovo – incalza Don Mazzi -? Ci vuole tempo per diventare nuovo. Certo, prima dovevi farti schifo per il pasticcio che hai fatto. Hai pensato di farla finita, vero?”.“Sì – risponde Mora -. Ma tu sei stato uno di quelli che veramente mi è stato vicino e mi ha aiutato. E la mia famiglia, che mi ha dato la forza per resistere e andare avanti. Per fortuna ho una famiglia vera. Un papà di 90 anni che ha sempre lavorato nei campi. Una mamma che è un vero generale. E poi due figli meravigliosi, che mi sono stati vicini giornalmente".

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