Mamma Mia che musical!

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Balli pirotecnici e il kitsch supercamp degli Abba in 20 brani nel musical favolistico 'Mamma mia!' con una sorprendente Meryl Streep che canta con la propria voce. E...

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Venti pezzi venti, ragazzi! Sono i brani dei cultissimi Abba intonati e ballati nell’atteso musicamp Mamma Mia!, scatenata trasposizione cinematografica di uno spettacolo cresciuto a Broadway dall’immenso successo mondiale (è stato rappresentato in 170 teatri del mondo) per la regia dell’esordiente Phyllida Lloyd, lesbica dichiarata e considerata dall’Independent tra i 100 esponenti più influenti della comunità lgbt inglese. Una mano ferma e sicura garantita dalla solida esperienza teatrale e operistica – Shakespeare come se piovesse, ma anche Wilde, Tennesse Williams, Verdi e Wagner – premiata con vari riconoscimenti quali il Royal Philarmonic Society Award.

Dalla travolgente Dancing Queen con tanto di cameo di Benny Andersson, uno dei componenti del pittoresco quartetto svedese, che suona il piano, all’omonima Mamma mia! che entra subito in testa col suo celeberrimo ritornello-esca, passando per l’ironica Gimme! Gimme! Gimme! (a man after midnight), le gaissime canzoni degli Abba – pare che abbiano venduto complessivamente qualcosa come 375 milioni di dischi in tutto il globo! – inondano lo schermo attraverso colorate coreografie adrenaliniche e i fan del loro pop semplice e orecchiabile ne andranno pazzi.

Ma c’è un motivo in più per vedere questo solare musical favolistico che da oggi inonderà le nostre sale: lei, l’eccelsa Meryl Streep che si mette in gioco alla soglia dei sessant’anni scatenandosi in balli vorticosi che rivelano un’invidiabile agilità per nulla scontata e in sfide vocali davvero sorprendenti (già si parla di ennesima nomination all’Oscar). La sua Donna Sheridan gestisce una bettolina fatiscente nell’immaginaria isola egea di Kalokairi e la figliola Sophie (la rivelazione ventidueenne Amanda Seyfried) decide di convolare a nozze con l’amato Sky (Dominic Cooper). Ma c’è un problema: Sophie non ha mai conosciuto suo padre e quindi non ha nessuno che possa accompagnarla all’altare. Da un diario impolverato nascosto in un vecchio baule, scopre che la mamma ha avuto in passato, quand’era un’hippissima figlia dei fiori, una triplice tresca nel giro di meno d’un mese con altrettanti uomini che non ha più rivisto: Sam, Harry e Bill. Per scoprire chi dei tre è il papà, Sophie li invita via posta tradizionale sull’isola.

Gli attori che impersonano i potenziali padri non potrebbero essere più diversi: l’ex-007 Pierce Brosnan, il pennellone Colin Firth e lo svedese – necessario tributo agli Abba – Stellan Skarsgård, indimenticato marito di Bess-Emily Watson nel capolavoro di Lars Von Trier Le onde del destino. Ci sarà però una sorpresa: uno dei tre si scoprirà gay (ovviamente non vi sveliamo chi!).

I pirotecnici numeri musicali del film hanno una particolarità che ne garantisce la freschezza e la spontaneità: tutti gli attori sono stati costretti a cantare dal vivo senza alcun ausilio di doppiatori (vedremo come è stata risolta la questione nella versione italiana). Ritroviamo con piacere la sempre brava Julie Walters che insieme a Christine Baranski interpreta le ex compagne che insieme a Donna avevano fondato il gruppo musicale Donna & The Dynamos.

La trama ricorda molto una vecchia commedia del ’68, ‘Buona sera, Mrs Campbell’ di Melvin Frank, in cui la nostra Gina Lollobrigida doveva scoprire quale dei tre soldati americani con cui aveva fatto l’amore era il padre della sua figlioletta, ma anche la ‘defilippiana’ Filumena Marturano in cui però c’è un padre, Don Mimì, che deve scoprire qual è suo figlio fra i tre ragazzi che ha avuto la prostituta Filumena.

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Intanto, in Italia, è già esplosa l’Abba mania con opportuna rispolverata dei loro successi e del loro look superkitsch: a Torino domenica prossima approderà la tribute band più famosa, gli Abba Gold, per la serata Queever in programma alla discoteca La Gare.

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